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Curatore: P. Gomez, M. Travaglio
Collana: Futuropassato
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: XXIII-742 p. , Brossura
  • EAN: 9788817007078

Recensioni dei clienti

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    'u signor ics

    17/07/2009 11.04.17

    gioacchino genchi disse al sottoscritto che dell'utri è inarrestabile (in ogni senso!) perchè senatore della repubblica italiana. al pari di cuffaro e mannino dunque mettiamoci l'anima in pace. se poi in italia c'è qualcuno che desideri fare opposizione basta che si porti dietro questo libro e in mezz'ora forza italia decade... [dell'utri+berlusconi+cuffaro+carnevale+sinistra compiacente=italia odierna]. per i puri di spirito consiglio "dossier dell'utri kaos ed." adios amigos

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    francesco

    20/02/2008 17.13.05

    Ho appena terminato la lettura del libro ..illuminante e' dir poco...a quanti si apprestato a votare il cavaliere alle prossime elezioni, consiglierei il libro ..magari riflettono prima di votare

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    jeiduth

    20/11/2005 03.40.46

    L'11 dicembre 2004 la V sezione penale del Tribunale di Palermo condanna in primo grado Marcello Dell'Utri a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa e il suo coimputato Gaetano Cinà, uomo d'onore della famiglia di Malaspina, a 7 anni per associazione mafiosa; i PM avevano chiesto 11 anni per Dell'Utri e 9 per Cinà. I 9 anni vanno ad aggiungersi ai 2 anni per tentata estorsione, rimediati nel maggio 2004 in primo grado a Milano insieme al boss di Trapani Vincenzo Virga, condannato per omicidio e oggi in carcere, e ai 2 anni e 6 mesi definitivi, rimediati in Cassazione a Torino, per le false fatturazioni e frodi fiscali di Publitalia. Peter Gomez e Marco Travaglio in questo libro ripercorrono l'ascesa del "fido scudiero" di Silvio Berlusconi nonchè ideatore-creatore prima di Fininvest-Mediaset e poi di Forza Italia e riportano in più di 700 pagine le sentenze dei tribunali, le dichiarazioni dei pentiti e dei testimoni, sia della difesa che dell'accusa, così tracciando un panorama misero e desolato che risponde alla dura e cruda realtà, in cui la mafia non è "morta", anzi opera meglio che prima, anche grazie alla sua non visibilità. IMPERDIBILE!!!

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    Rick

    12/09/2005 17.29.25

    Assolutamente illuminante. E’ tutta lì, l’inconsistenza della difesa, in quel memoriale nel quale si misura la pretesa innocenza dell’imputato dalla quantità di fango gettato addosso ai pentiti, e non solo a loro. La calunnia che assurge a prova, ovvero, per paradosso, ciò che la difesa ha sempre oppugnato ai pentiti dell’accusa; ignorando a bella posta i riscontri e le prove che avvalorano tali dichiarazioni. Alcuni esempi? Il diario dello stesso Dell’Utri, con date e luoghi delle frequentazioni inconfessabili. O le intercettazioni e i pedinamenti che hanno provato il penoso tentativo di ordire un complotto per screditare i veri pentiti. E decine di altre prove, tutte da leggere. E il suo datore di lavoro, nonché attuale Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, cosa ha fatto? Si è avvalso della facoltà di non rispondere, gettando un’ombra inquietante sugli argomenti che, semplicemente dicendo la verità, avrebbe definitivamente chiarito, come i fondi neri della Fininvest. Ma evidentemente si trattava di una verità inconfessabile. Non nascondo che io, leggendo questo, libro, mi sono depresso. Chi non lo sarebbe, scoprendo le prove di come la mafia per decenni abbia tratto linfa dai torbidi affari di uno che è stato eletto senatore della Repubblica e membro del Parlamento Europeo? Chi non proverebbe un senso di ribrezzo a leggere che il gotha dei politici della maggioranza, prima della sentenza (di condanna), si è stretto intorno a questo capoccia della mafia? Ma non mi pento assolutamente di aver letto questo poderoso lavoro, che fa onore all’editoria italiana, perché dimostra come ci siano ancora persone in grado di smascherare l’immoralità di questa classe dirigente che si è affermata ed accresciuta sfruttando l’ingenuità della gente. Un encomio da parte mia agli autori che utilizzano la migliore arma per svelare le meschinità degli uomini corrotti al potere: la cronaca dei fatti.

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