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Dacia Maraini

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2012
Pagine: 202 p., Rilegato
  • EAN: 9788817060813
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Una lunga fedeltà si direbbe quella di Dacia Maraini alle donne, e non solo per la comune appartenenza di genere, quanto piuttosto per un’etica ben precisa che la vede sempre impegnata in prima linea nella lotta contro la violenza e i soprusi sulle donne.
L’amore rubato è il titolo del suo ultimo libro, un titolo che è chiaramente un ossimoro: se consideriamo che il principio costitutivo alla base dell’amore, e cioè il “dare”, com’è possibile anche solo pensare di estorcere un sentimento? Eppure talvolta – spesso - accade anche questo: quando l’egoismo, la perversione, l’ossessione si impossessano delle persone ottenebrando loro la mente e impedendogli di mantenere la lucidità, è la violenza a prendere il sopravvento. Gli otto racconti dell’Amore rubato parlano proprio di questo, della violenza che nasce dalla debolezza, dall’insicurezza e soprattutto dall’incapacità di amare davvero.
È la storia della giovanissima Marina Savini che il dottor Gianni Lenti, medico del pronto soccorso, si trova più volte a medicare a causa dei diversi traumi riportati, segni evidenti delle percosse di un marito ossessivo e violento; di Venezia, una bambina miracolosamente concepita dopo anni di matrimonio, e cresciuta dal padre come una regina di bellezza, senza che il genitore possa rendersi conto degli effetti negativi e deleteri di una simile educazione; o, ancora, di Francesca, una ragazzina dodicenne un po’ ingenua e provocante, violentata da quattro suoi coetanei, poi assolti dalla giustizia, dalla gente del paese e dall’opinione pubblica.
Le storie scorrono così, in maniera naturale sotto la penna della Maraini che anche in questo caso si conferma come “la scrittrice delle donne”. Dalla sua, oltre alle qualità scrittorie, l’abilità di mantenere il giusto equilibro: l’autrice infatti non restituisce solo un’immagine negativa degli uomini, descrivendoli come mostri capaci di terribili atrocità e violenze, ma indugia anche sulla debolezza del genere femminile, spesso incapace di denunciare i propri compagni. Ecco allora che la denuncia diventa duplice, poiché è rivolta tanto a chi si macchia di violenza, quanto a chi la subisce in silenzio. La testimonianza romanzata di queste storie di dolore suona quindi come un invito a non arrendersi, a non piegarsi, soprattutto a non dimenticare che la prima vera forma di amore è l’amore verso se stessi.

Recensioni dei clienti

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    Maurizia

    29/12/2013 17.31.35

    Consigliato a tutti,un libro ricco di contenuti che ti coinvolge dall'inizio alla fine.

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    jumpjack

    18/09/2013 12.30.23

    Con tutto il rispetto per la maraini, mi pare che con questo libro abbia toppato. non mi convince per niente e non mi piace neppure lo stile che sembra raffazzonato e in certi punti baroccheggiante. le donne, le cospecifiche della maraini, per quanto offese dagli uomini, non trovano -secondo me-nell'autrice un valente...perry mason. è come se scrivendo di loro, la maraini sia stata avara di parole.

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    Alessandra Ghetti

    21/06/2013 18.45.58

    A me è successo. Non il fatto in sé, ma il pensiero che il fatto possa succedere. Non solo perché quotidianamente le cronache aggiornano le statistiche a 2 o 3 cifre su femminicidio e violenza alle donne. Sarà forse perché porto lo stesso nome (e ogni giorno di più finisco per credere alla massima latina "in nomen omen"), ma fra le otto storie di Dacia Maraini dedicate all'Amore rubato, di quella che racconta l'aborto post-stupro di Alessandra Belli, dopo averla letta, mi è proprio capitato di portarne addosso a lungo la sgradevole sensazione. E non solo,credo, perché la penna di Dacia Maraini è e rimane magistrale (e i racconti, a mio modesto avviso, sono volutamente e scientemente lasciati in una veste linguistica che pare solo un 'abbozzo'). Non tutte noi che amiamo anche scrivere siamo Oriana Fallaci, capaci di dedicare toccanti 'Lettere ad un bambino mai nato', ma tutte noi donne di ogni tempo e Paese, mamme o non mamme, nascondiamo dentro istinti materni e paure ancestrali. Come quella che, prima o poi una violenza di gruppo possa riguardarci da vicino, quando meno te lo aspetti. E poi pensare di dover trascorrere notti insonni a decidere sul destino di un feto. A me il dubbio nella mente era balenato anche prima che la Maraini ne scrivesse e che il tema della violenza sulle donne fosse 'di moda' nell'agenda setting dei media. Molto prima di affezionarmi all'appuntamento del venerdì con le storie di "Amore criminale" raccontate per immagini da Camilla Raznovich o Barbara de Rossi. Il dubbio che attanaglierebbe qualsiasi donna è più che umano: tenere o no il bambino, dovendo inventare favole speciali sulla sua origine e la vita del padre? E insegnargli che l'uomo è cacciatore ma la donna è pescatrice e non preda. La protagonista ha già deciso ma la rabbia sotto pelle della storia è tutta nella scoperta che un "famoso presentatore televisivo" è fra gli stupratori ed il muro di omertà maschile anti-denuncia diventa così veramente invalicabile. (Alessandra Ghetti)

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    Eugenio

    02/11/2012 17.31.22

    Veramente un bel libro. Dolorose storie di donne violentate, stuprate, uccise. Storie che indignano ma che continuano purtroppo a ripetersi.Merito della Maraini avere denunciato con forza queste crudeltà.

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    Silvia

    29/09/2012 14.57.03

    Purtroppo devo unirmi alle precedenti recensioni. I racconti sembrano essere stralci di cronaca nera, punto. Non un approfondimento di un personaggio, non una descrizione di un ambiente. Il nulla. Solo le storie, anche articolate in certi casi, ma assolutamente lontane dall'essere un esempio di buona narrativa. Il libro sembra una bozza, da rifinire, assolutamente incompleto.

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    alessandro

    17/09/2012 09.13.01

    comprato per i temi che trattava,purtroppo sempre attuali e in continuo aumento,la scrittrice è stata molto superficiale in alcuni racconti sembrano senza fine come se avesse fretta di concludere

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    renata

    11/09/2012 07.28.06

    Che peccato che per rimpinguare il proprio conto corrente Dacia Maraini debba usare le donne!!!! Veramente una delusione. Perchè se non si tratta di una mera operazione commerciale, allora ditemi cos'è!?!

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    Patrizia

    10/09/2012 14.22.41

    Lettura deludente. Personaggi e situazioni banali e pieni di stereotipi. Si legge velocemente ma la lettura non lascia niente. Inoltre diapprovo l'idea dell'editore di mettere in commercio il libro con la 'fascetta' del Premio Campiello. E' vero che Dacia Maraini ha vinto il Premio Campiello, ma anni fa e con un altro libro. La trovata commerciale e' piuttosto scorretta. L'editore avrebbe dovuto quanto meno chiarire che l'autrice e' vincitrice del Premio.

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    Daniela

    03/09/2012 10.33.51

    Senza infamia e senza lode. Il tema poteva essere interessante ma purtroppo l'Autrice l'ha affrontato in maniera frettolosa e un po' sciatta. In pratica ci troviamo di fronte a raccontini senza spessore,leggibili,certo, visto che chi li ha scritti è pur sempre Dacia Maraini(tantum nomen) e per certi versi anche interessanti,ma niente di più.Mi danno l'idea di una sorta di "prima versione" o "abbozzo" che dir si voglia mai completato. Francamente mi aspettavo di meglio.(Il sospetto della solita operazione commerciale è infondato? Lo spero ma senza troppa convinzione).

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