Categorie
Traduttore: G. Amitrano
Editore: Feltrinelli
Edizione: 8
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 312 p.
  • EAN: 9788807815201


La recensione di Ibs

«Poiché non sono riuscita a scrivere questo romanzo come avrei voluto, sentivo di non amarlo. Eppure credo che forse mai più in tutta la mia vita potrò scrivere qualcosa con lo stesso abbandono, la stessa spontaneità.» (Postscriptum dell'autrice per l'edizione italiana)

Una giovane donna vive in una famiglia non facile, in un paese in trasformazione: un Giappone che ha perso parte della sua cultura tradizionale per assumerne una occidentale, alla quale è legato anche il modo di pensare e vivere. Sakumi è il suo nome e la sua esistenza si svolge nella routine quotidiana tra casa, lavoro, amici e famiglia. Quest'ultima è molto particolare formata, oltre che da Sakumi, dalla madre, un fratello, Yoshio, figlio di un altro padre, una cugina, Mikiko, che studia all'università e una presenza esterna: Junko un'amica della madre energica e piacevole. Tra Sakumi e Yoshio c'era Mayu, la sorella minore nata dallo stesso padre. Ma «aveva avuto problemi psicologici e se ne era andata con una morte che somigliava a un suicidio». Non emergono tuttavia grossi elementi di tragedia dal racconto. La scomparsa della sorella è via via inserita nelle pagine in forma di brevi ricordi della sua personalità, immagini e flash della sua presenza in passato al fianco della famiglia, ma sempre marginalmente, alla ricerca di una vita autonoma, eccezionale. Solo un po' di rimpianto per il non essersi interessata a sufficienza dei problemi di Mayu si percepisce tra le righe, e per aver avuto una storia con il ragazzo della sorella, uno scrittore, dopo la sua scomparsa. Una storia nata anche a causa di una perdita di memoria dovuta a un forte trauma cranico dopo una caduta, ma che avrà un importante seguito...

Sakumi, quasi a compensare la sua 'assenza' passata, si dedica spesso al fratellino, una persona speciale, dotata di poteri paranormali e, proprio per questo, ricca di problemi psicologici, tra cui la difficoltà di rapportarsi con gli altri coetanei e di inserirsi normalmente nel contesto scolastico e sociale. Il tutto aggravato dall'assenza di una figura paterna. Oltre a questi rapporti la vita di Sakumi è riempita dal lavoro, le amicizie, la piscina, lo shopping, la lettura... tutto ciò che compone la normale vita di una normale ragazza della sua età, con le cose che le piacciono, quelle che detesta, quelle che hanno formato i ventotto anni trascorsi dalla sua nascita e che hanno contribuito, giorno per giorno, a costruire la sua personalità.

In forma letteraria veloce, con grandi parti di dialogo e sintetiche descrizioni d'ambiente, la vita di Sakumi si dipana lungo le pagine di un romanzo di formazione, un lavoro di grande respiro. La scrittura è costruita con frasi brevi che creano una struttura sulla quale si fonda una letteratura intimista e impressionista. Una storia di piccoli e grandi fatti e di piccole e grandi tragedie, ma, come accade in fondo nell'esistenza di ognuno, «qualsiasi cosa succeda, la mia vita continua a scorrere senza che niente cambi, uguale a quella di sempre».

A cura di Wuz.it


Le prime frasi

MELANCHOLIA
(Alcuni anni prima)

Essendo un animale notturno, in genere vado a letto dopo lo spuntare dell'alba. E di regola non mi sveglio mai prima dell'una.
Perciò quel giorno fu un caso eccezionale. Intendo il giorno in cui mi arrivò il primo pacco da Ryuichiro.
Sì, quella mattina all'improvviso il mio fratellino entrò nella mia stanza sbattendo la porta e si mise a scuotermi con tutte le sue forze.
"Svegliati, Sakumi, svegliati! È arrivato un pacco!"
Sollevandomi a fatica, mormorai:
"Cosa?".
"C'è un pacco grandissimo per te!"
Yoshio era talmente eccitato che se avessi fatto finta di niente continuando a dormire, si sarebbe messo a saltare sul letto. Non avendo scelta, mi rassegnai a svegliarmi del tutto e a scendere al piano di sotto. Feci le scale con lui appiccicato addosso.
In cucina c'era mia madre seduta al tavolo che mangiava del pane. Annusai nell'aria un delizioso profumo di caffè.
"Buongiorno," dissi.
"Buongiorno," rispose mia madre guardandomi stupita. "Come mai già in piedi? Non è un po' presto per te?"
"È questa peste che mi ha buttato giù dal letto. Non dovrebbe essere all'asilo?"
"Ho un po' di febbre," disse mio fratello, sedendosi di botto su una sedia e afferrando un pezzo di pane.
"Ah, ecco perché tutta questa animazione," dissi.
"Anche tu eri così da piccola. Quando sembravi elettrizzata senza ragione, scoprivo sempre che avevi la febbre," commentò mia madre.
"E gli altri?"
"Dormono ancora."
"Ah, già, sono solo le nove e mezza," sospirai.
Ero andata a dormire alle cinque. Ed ero ancora frastornata da quel brusco risveglio.
"Vuoi anche tu il caffè, Sakumi?"
"Ma sì, lo prendo."
Mi sedetti. Dalla finestra che mi stava di fronte entravano i raggi diretti del sole del mattino, e la loro luce, a cui da tempo avevo perso l'abitudine, sembrava penetrare in ogni mia fibra. La figura di mia madre di spalle, nitida e minuta, che sfaccendava in cucina, mi faceva pensare a una ragazzina che gioca a fare la giovane sposa.
La mamma in effetti è ancora giovane, aveva diciannove anni quando sono nata. Vuol dire che all'età che ho io adesso lei aveva già due figli. Una cosa per me inimmaginabile.
"Eccoti il caffè. Vuoi un po' di pane?"
Anche le mani che mi porgevano la tazza erano belle. Non sembravano assolutamente mani che aveva fatto lavori di casa per più di vent'anni. Mi piaceva molto una mamma come lei, ma allo stesso tempo mi faceva un po' rabbia. Mi sembrava sleale nei confronti del mondo che sapesse schivare così bene il passare del tempo.

La mamma ai suoi tempi doveva essere una di quelle ragazze – in ogni classe ce n'è immancabilmente una – non bellissime ma dal fascino e dalla sensualità particolari, che fanno strage tra gli uomini più maturi. Quando mio padre la sposò lei aveva diciannove anni, lui quaranta. Ebbero due bambine: io e Mayu. Poi lui fu colpito da un embolo al cervello e morì.
Sei anni fa, mia madre si risposò. Nacque mio fratello, ma l'anno scorso lei e il marito si sono divisi.
Una volta persa la forma tradizionale "padre-madre-figli", la nostra casa si è trasformata in una pensione.
Ora in casa siamo cinque: oltre a mia madre, me e mio fratello, stanno "a pensione" da noi la cugina Mikiko, che studia all'università, e Junko, un'amica d'infanzia della mamma, che si è stabilita da noi per problemi personali.
È una strana combinazione, ma ci siamo adattati bene a questa specie di gineceo, e tutto sommato il nostro ménage mi piace. E poi la presenza di un bambino piccolo, come un cucciolo in giro per casa, ci raddolcisce e ci tiene più unite.
La mamma per una volta ha un compagno più giovane di lei, ma un po' perché mio fratello è ancora piccolo, un po' perché non vuole fare altri errori matrimoniali, al momento non sembra intenzionata a risposarsi. Il suo compagno viene spesso a casa, e siccome va abbastanza d'accordo anche con Yoshio, non è escluso che prima o poi possa venire a vivere con noi. Ma fino ad allora, tutto fa pensare che manterremo questo insolito equilibrio. Per vivere insieme non sono necessari i legami di sangue.
Lo pensavo anche quando il mio secondo padre abitava con noi. Era una persona timida, gentile, buona, perciò quando se ne andò provai molta tristezza. Non riuscivo a liberarmi da quella cappa di insopportabile malinconia che cala su una famiglia, quando questa perde uno dei suoi membri.
Forse per questo ho cominciato a convincermi che se alla guida di una casa c'è una persona (nel nostro caso la mamma) dotata di un certo grado di maturità e capace di mantenere un minimo di disciplina tra gli abitanti, gli individui che vivono sotto lo stesso tetto col tempo finiscono sempre col diventare una famiglia.
E poi un'altra cosa.
Se non si vive a lungo sotto lo stesso tetto, anche se ci sono legami di sangue, questi si fanno sempre più deboli, come un paesaggio molto amato che indietreggia nella memoria.
Come mia sorella Mayu.

Mi ero perduta in questi pensieri senza accorgermene, tra un sorso di caffè e un boccone di pane alle noci.
Era stata la combinazione tra il tavolo di cucina e la luce del mattino a farmi pensare alla famiglia, credo.
"Su, Yoshio, adesso mettiti a letto, o ti salirà la febbre," disse la mamma spingendo mio fratello verso la sua stanza.
"Ma è vero che è arrivato un pacco?" chiesi.
La mamma nel chiudere la porta si girò verso di me:
"Sì, è nell'ingresso".
Mi alzai e andai a vedere.
Lì, sul parquet di legno grezzo inondato dal sole, spiccava una grande scatola verticale di cartone bianco come una scultura astratta.
Dapprima pensai che contenesse dei fiori.
Ma quando provai a sollevarla mi accorsi che era molto pesante. Sulla targhetta con il mittente lessi il nome, Yamazaki Ryuichiro, e l'indirizzo di un ryokan [albergo di stile tradizionale giapponese ndr.]di Chiba, evidentemente la tappa di un viaggio.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Roberta

    09/08/2015 16.57.56

    Prima di recensirlo vorrei dire a chi fa la recensione (in questo caso a @faffa ma in generale a tutti) che bisogna recensirlo, dire quello che si pensa, non fare un riassunto! Fortunatamente ho letto la recensione DOPO aver letto il libro, altrimenti avrei giá saputo tutto. Per quanto riguarda la recensione, il libro non mi ha entusiasmato, a tratti molto lento, ho continuato a leggerlo solo per vedere come finiva, ma la lettura non é stata per nulla coinvolgente. Personalmente non lo consiglierei.

  • User Icon

    faffa

    17/03/2014 13.10.21

    Ho preso "Amrita" in prestito dalla biblioteca della scuola per leggerlo durante il ponte carnevalesco. La lettura di "Amrita" è stata scorrevole, piacevole e riflessiva al contempo, anche se l'impressione finale è risultata evanescente e poco convincente: "E così, qualsiasi cosa succeda, la mia vita continua a scorrere senza che niente cambi, uguale a quella di sempre".Un finale sciapito per la protagonista Sakumi che, dopo essere caduta per una scalinata, aver perso la memoria e aver percorso tanti sentieri accanto allo "straordinario" fratellino Yoshio (sensibile, alla ricerca di sé e della capacità di gestire i suoi poteri psichici) ha viaggiato per ricercare il suo passato e si è immersa nella comprensione di chi sia veramente nel suo profondo. Nel cap.22 Sakumi elenca tutto quello che le è capitato negli ultimi mesi:la morte di Mayu;la mia caduta,il colpo alla testa e l'operazione;le mie turbe della memoria;la scoperta dei poteri paranormali di Yoshio;la storia con Ryuichiro;il viaggio a Kochi;il viaggio a Saipan;la chiusura di Berries;il nuovo lavoro alla panetteria;il ritorno della mia memoria;Yoschio all'istituto per bambini difficili;la fuga di Junko;l'amicizia con Kishimen e Mesmer.Dopo tutta questa "Amrita", questa vita bevuta a grandi sorsi,il personaggio di Sakumi non può accontentarsi di vivere accanto ad un Ryuichiro che guadagna grazie alla storia della sua vita, che l'ha anche tradita e che -per di più- quando era il fidanzato della suicida Mayu ha assecondato i suoi due aborti. Anche il personaggio di Yoschio in crisi, sopraffatto dai suoi poteri, che trova pace solo durante i viaggi con la sorella Sakumi a Kochi e Saipan, che si richiude volontariamente in un'istituto per disabili, torna ad una vita normale come se niente fosse stato. I personaggi meglio riuscito sembrano essere quelli che,di passaggio,sfiorano le vite della protagonista:Eiko(compagna dai tempi della scuola di Sakumi);Kozumi e Saseko(a Saipan);Kishimen e Mesmer.

  • User Icon

    Elisa

    04/01/2011 18.10.18

    Il secondo libro di Banana che leggo e il secondo libro deludente al massimo. Per fortuna mi sono stati prestati! Troppo pesante e descrittiva quando proprio non serve. Personalmente lo sconsiglio. C'è di meglio in giro...

  • User Icon

    gabriele77

    27/05/2010 10.28.33

    Personalmente l'ho trovato scorrevole,e per niente pesante. Non sono un grande conoscitore dei libri della Yoshimoto,ma questo si lascia leggere bene.

  • User Icon

    Luca

    17/03/2010 20.00.03

    Il libro non è brutto ed è anche scritto bene, ma in certi punti la trama appare non ben strutturata e forse l'autrice ha voluto mettere troppa carne al fuoco, senza però riuscire a delineare bene tutte le vicende del romanzo. La lettura non è però scorrevole come in altri romanzi dell'autrice e in certi punti però può essere prolisso e pesante.

  • User Icon

    kikkokat

    12/06/2009 23.18.36

    Il mio romanzo preferito di Banana. Si perchè come raccolta di romanzi è "Sonno profondo" ma come romanzo vero e proprio la mia scelta ricade certamente su "Amrita" che è anche il suo libro piu' lungo. La storia è molta triste e i personaggi che ci ruotano attorno tutti ben caratterizzati. Lo consiglio vivamente a tutti! Un bellissimo libro!

  • User Icon

    Angelica

    11/06/2009 21.51.30

    La signora Yoshimoto con questo romanzo ha fatto uno scivolone non indifferente. Estremamente prolisso, colmo di descrizioni lunghe e talvolta snervanti, del tutto privo di quelle dolci immagini presenti in altri libri dell'autrice. Insomma una vera delusione. Non mi sento di dare il minimo a questo libro perchè ci sono stati dei punti interessanti...non abbastanza per "salvarlo".

  • User Icon

    Loredana

    04/07/2008 15.25.39

    E' il primo libro che lego della Yoshimoto e penso che sarà anche l'ultimo. Sono rimasta attaccata alla lettura per quel pò di atmosfera paranormale che da fascino ai personaggi, anche se resta in superficie. Quello che mi piace del libro è la leggerezza zen con cui la protagonista affronta la vita, liberandola dalla tragicità e sfumandola in una visione onirica. Ne apprezza gli aspetti positivi, sottolinea la bellezza della natura, del paesaggio,l'importanza dell'amore e dell'amicizia. Non mi è piaciuto il senso di frammentarietà nell'intrecciarsi delle vicende....la fatica di riempire le pagine e di arrivare alla fine.

  • User Icon

    ladybrett

    07/12/2007 12.45.08

    banana cerca di addentrarsi con più attenzione del consueto nei misteri del paranormale, nella caratterizzazione di chi può vedere e sentire 'oltre', ricercandone l'empatia. in genere vi si avvicina con più leggerezza, tangendoli, con risultati tutto sommato migliori. il libro non è dei più brillanti ma merita comunque la lettura.

  • User Icon

    Daniela

    20/09/2007 16.00.47

    Uno dei libri più tristi ke abbia mai letto, c'è dietro un senso di morte ke ti trasmette un'angoscia infinita. Lo sconsiglio, Banana puoi anche smettere di scrivere....nn ne sentirò di certo la mancanza.

  • User Icon

    Laura

    16/05/2007 14.29.29

    E' il primo che leggo di questa autrice. Mi piace molto come scrive, ed il libro mi è piaciuto anche se in alcuni punti l'ho trovato un pò prolisso e la fine un pò sbrigativa, rispetto a tutta la storia.

  • User Icon

    stella

    10/02/2007 20.07.55

    è interessante come libro,un pò strano il modo di scrivere dell'autrice,ma devo ammettere ke ci ho messo un pò a finirlo.è scritto bene,molto intimo,ha sicuramente uno stile ricercato ed elegante se posso kiamarlo così,ma per certi versi l'ho trovato anke un pò noioso.non è il tipo di libro ke leggi tutto d'un fiato,certo dipende dai gusti,ma devo dire ke letto libri migliori.comunque a modo suo è bello,però lo sconsiglio a ki si sente depresso..fa venire ancora di + la depressione...

  • User Icon

    sara

    26/06/2006 21.45.47

    purtroppo l'autrice non è tra le mie scrittrici preferite e già ciò può creare un pregiudizio. lessi "lucertola" anni fa e fu una delusione, quindi iniziai a leggere questo romanzo per dare una ulteriore chance alla yoshimoto, ma..... mi ha molto annoiata. a tratti ho trascinato la lettura e sono riuscita a leggerlo tutto per merito di una grande forza di volontà (era forte anche la volontà di abbandonare la lettura) non mi piace il suo stile narrativo,neppure la storia. credevo in un riscatto e invece... che abbia di nuovo sbagliato romanzo????? DE GUSTIBUS

  • User Icon

    VALERIA

    21/06/2006 15.21.58

    Una storia particolare, anche un po' lontana dalla nostra cultura. Coma al solito (in particolare secondo me come in Presagio triste ed Arcobaleno, i tre libri che preferisco dell'autrice) sapientemente mischiata dall'autrice ad un senso di malinconia e tristezza, che però ti tiene incollato al libro.

  • User Icon

    giuse

    23/02/2006 13.40.30

    un capolavoro. Sicuramente un lavoro non per tutti; quindi prima di dare un giudizio negativo bisognerebbe sapere se si è portati per una particolare lettura, com'è il libro in questione. Ti cattura, ti fa entrare nel suo mondo, e alla fine ti lascia una sensazione così intensa e sognante che neanche l'autrice è riuscita più a ripetere. Il must della yoshimoto.

  • User Icon

    Francesco

    16/02/2006 14.27.52

    Libro pesantissimo e prolisso. Quando lo finisci ti liberi di un peso.

  • User Icon

    anto

    21/12/2005 13.02.09

    Il primo libro della Yoshimoto che leggo. Raccontato come una persona ti parlerebbe della sua vita, vari giri di parole e salti da un argomento all'altro, sinceramente ci ho messo 2 mesi a finirlo nonostante non sia lunghissimo! Però alla fine sono contenta di averlo letto! lascia una bella sensazione e nel mio caso un modo tutto nuovo di sognare e di interpretare i sogni... resta la curiosità di leggere altri suoi libri.

  • User Icon

    MaunaKea

    26/10/2005 11.35.53

    Amrita e' del 1994. E', a mio avviso, il romanzo piu' coinvolgente della Yoshimoro, comunica emozioni dense e fortissime ma logicamente bisogna avere una sensibilita' in sintonia con quella della scrittrice per coglierle. E' un libro in cui si "cade" dentro, dove la trama non e' cosi' fondamentale (ma questo capita anche negli altri libri della scrittrice) quindi non lo consiglierei a chi ha un approccio occidentale nella scelta di un libro (orientale da non intenedersi in senso esoterico), non lo consiglierei mai ad un uomo (almeno non ad un "uomo" facilmente assimilabile allo stereotipo di categoria maschile :-) ) Ho dovuto cercare Saipan sulla cartina, non l'avevo mai sentita nominare, resta parecchia voglia di andarci anche se e' dall'altro capo del mondo, per noi. Ho letto questo libro due volte a distanza di anni, e, leggendolo mi sono accorta di come avevo dimenticato la trama, ma certe sensazioni ed un certo modo di vedere la vita mi era rimasto dentro. Totalmente coinvolgente. A leggere le recnesioni salta sempre all'occhio la distanza fra gli entusiasti e quelli che non lo riescono minimamente a comprendere, infatti e' come se l'autrice parlasse una lingua sua, o la comprendi d'istinto e ti entra nell'animo, oppure resta incomprensibile e priva di significato.

  • User Icon

    Satine

    19/09/2005 13.25.51

    E' un libro così ricco, ma non c'é da meravigliarsi che la Yoshimoto lo consideri incompiuto, come accenna nelle pagine del post scriptum della versione Italiana. Non certo per dei particolari evidenti, delle lacune, delle imperfezioni, ma perché è un romanzo in cui sembrano mescolarsi tanti protagonisti e tante storie, un romanzo in cui l'autrice ha "buttato" quanto di più vivo in lei, esperienze, ossessioni, vite e presenze parallele, dando l'impressione ad ogni pagina di addentrarsi in una dimensione diversa, sempre tenendo per mano Sakumi, viaggiando, innamorandosi, incontrando persone diverse, incrociando sorrisi, il tutto assieme a lei. Alla fine si ha come l'impressione di aver ritrovato una parte della memoria creduta mai esistita, proprio come la protagonista, perché sembra impossibile che sia la prima volta che si ha tra le mani "Amrita", un libro che entra dentro e tira fuori dal lettore tante emozioni, dando l'idea di averlo già letto, di averlo già sognato e vissuto. Forse la Yoshimoto è riuscita solo in parte del suo intento, avrebbe voluto trasferire completamente su carta il mondo da cui stava nascendo "Amrita", ma forse è meglio che non l'abbia fatto, e credo che io stessa non ci sarei riuscita, ne sarei stata troppo gelosa. Ma quello che ha dato, concedendo al lettore di leggere un bellissimo libro, è più che sufficente.

  • User Icon

    gianna

    15/06/2005 21.40.45

    magia,magia,tramonti,fascino,sole.....oriente bello...fa volare il pensiero

Vedi tutte le 37 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione