Anatomia di un istante

Javier Cercas

Traduttore: P. Cacucci
Editore: Guanda
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 26 agosto 2010
Pagine: 462 p., Brossura
  • EAN: 9788860886439
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Descrizione
Un romanziere come Javier Cercas vuole raccontare in forma di romanzo il tentativo di colpo di stato del 23 febbraio 1981 in Spagna. Scopre, però, che "per una volta la storia è stata coerente, simmetrica e geometrica, e non disordinata, casuale e imprevedibile", che quella realtà possiede in sé "tutta la forza drammatica e il potenziale simbolico che esigiamo dalla letteratura". E allora decide coraggiosamente di rinunciare, o forse di fingere di rinunciare, alla fiction per fare l'"anatomia di un istante" ed esporre i fatti: quelli che videro il colonnello Tejero entrare armi in pugno nel parlamento di Madrid. Ma i "nudi fatti" non sono per nulla semplici: sono anche la loro interpretazione e il loro racconto. Ciò che Cercas vede in quell'istante cruciale, mentre le pallottole dei golpisti fischiano nelle Cortes e i parlamentari cercano riparo sotto i banchi dell'emiciclo, sono tre uomini - il primo ministro Adolfo Suàrez, il tenente generale Gutiérrez Mellado e il segretario del partito comunista Santiago Carillo - simbolo di valori diversi e perfino opposti, che rimangono seduti ai loro posti a sfidare il golpe. Nel suo racconto, quel loro gesto dà senso alle rispettive traiettorie esistenziali, illuminando al contempo un'epoca, un Paese e il suo futuro.

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Recensioni dei clienti

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    pietro

    03/01/2014 20:47:56

    A differenza di altri che hanno commentato il libro, non avevo alcun interesse, per l'argomento che tratta l'autore... Se l'argomento è il colpo di stato tentato in Spagna nel 1981. Ma credo che quella sia piuttosto il pretesto, dal quale l'autore muove, per sviscerare i personaggi che vi presero parte. O meglio, per sviscerare i loro sentimenti, i loro desideri, le loro azioni. La struttura del libro è particolare, gli avvenimenti e i personaggi della Storia si rincorrono e si intersecano di continuo... Fino ad arrivare alle pagine finali, dove si capisce il motivo finale di tanta passione che trasuda dalle pagine del libro.

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    enrico

    26/08/2013 08:10:27

    Nutrendo un interesse generico per la vicenda del tentato golpe spagnolo del 1981, ero piuttosto intimorito dalle dimensioni del libro. Ho iniziato perciò a leggerlo sicuro che mi sarei fermato a metà....invece non solo l'ho terminato velocemente ma non vedevo l'ora di leggere i capitoli successivi! Che dire? E' un bel libro che sviscera a fondo, con una scrittura scorrevolissima, tutti gli aspetti legati al tentato golpe del 1981. Chi è interessato alla vicenda lo apprezzerà moltissimo; tutti gli altri potranno comunque leggere un bel libro realizzato da un bravissimo scrittore.

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    maurizio680

    03/09/2012 21:28:41

    Una perfetta ed accurata ricostruzione storica di un recente avvenimento che permette di capire la statura di uomini che ormai appartengono al passato. Davvero un bel libro anche se non al livello di "Soldati di Salamina."

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    filippo

    01/03/2012 18:27:23

    Per chi vuole capire il colpo di stato spagnolo del 1981, ecco un libro chiarificatore che viviseziona personaggi e fatti con scrittura chiara, scorrevole e mai banale. Lo consiglio!

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    Lorso57

    24/02/2012 18:35:52

    Politica allo stato puro, visezionata e ricomposta nelle sue trame, azioni e reazioni. Su tutto si staglia imperiosa la figura carismatica, contraddittoria e tragica di Adolfo Suarez che, comunque la si giudichi, risultò indispensabile per il ritorno alla democrazia in Spagna dopo la lunga dittatura franchista. Imperdibile per chi è appassionato di politica.

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    Annarita

    06/06/2011 22:59:38

    L'ho letto pensando fosse diverso, fuorviata da alcuni commenti che lo descrivevano come un libro a metà strada tra un resoconto puntuale dei fatti e una storia romanzata. Lo ritengo piuttosto un saggio storico il cui l'autore si preoccupa di indagare la psicologia degli interpreti di un momento topico della storia spagnola. E lo fa esaminando scrupolosamente ogni scelta e prima ancora ogni motivazione, anche la più recondita, delle decisioni prese dai vari personaggi. Il risultato è una lettura che conduce per mano verso la comprensione profonda di un mondo, quello della politica e del governo della cosa pubblica attraverso la consapevolezza e la valutazione dei meccanismi che possono muovere e determinare decisioni fondamentali. E' un libro molto interessante e ricco di spunti di riflessione riguardo la storia attuale dell'Italia, ma sia chiaro che è essenziale l'interesse all'argomento. Suggestiva la scelta di utilizzare la descrizione pedissequa delle immagini rimandate dalle telecamere del circuito interno come un refrain per introdurre l'analisi storica e le penetranti riflessioni sugli uomini chiave del golpe e del futuro della Spagna.

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    luca fanti

    05/02/2011 16:33:41

    Molto bello, fa luce in maniera esauriente sul tentato golpe del 1981 in Spagna,disegnando un ritratto a tutto tondo dei protagonisti della vicenda. Ne esce il quadro di un paese e di una classe politica che, salvo rare eccezioni, nell'immediato non si è comportata come l'evento avrebbe richiesto, ma che ha saputo trarre insegnamento dal fallito colpo di stato, gettando le basi per creare la Spagna di oggi. Un parallelo con le attuali vicende italiane purtroppo è inevitabile e il paragone non gioca a nostro favore

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    luca

    04/02/2011 12:54:16

    Ricordo che quando vidi in tv le immagini del golpe spagnolo (avevo 12 anni) mi sembrò poco più di una farsa: impossibile che la giovane democrazia spagnola ricadesse tra le grinfie dei militari. Il ricordo della dittatura franchista era troppo recente per ricascarci. E invece... questo splendido libro dimostra esattamente il contrario: fu un vero golpe. Ma il libro non solo analizza attimo per attimo i momenti del golpe, ma ci restituisce con nettezza i protagonisti della recente storia spagnola. Una figura, emblematica, emerge su tutti: Adolfo Suarez. E Cercas ne ritrae una figura contraddittoria e per questo strordinaria.

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    Simone Bonechi

    14/10/2010 22:01:01

    Un'ottima ricostruzione del golpe Tejero del 1981, a metà tra l'inchiesta e la storia romanzata, scritta con uno stile avvicente, ma mai sopra le righe o pomposo, ed una struttura originale. Al centro c'è l'esplorazione che l'autore fa della figura di Adolfo Suarez, il presidente del governo uscente al momento del golpe, della sua trasformazione da falangistello di provincia a protagonista della transizione verso la democrazia. Ma attorno a questo nucleo c'è molto altro: c'è una ricostruzione approfondita del clima della Spagna di quegli anni e alcuni ritratti acutissimi dei protagonisti del golpe, da entrambe le parti. Un ottimo libro, da leggere senz'altro se si è minimamente interessati all'argomento, e anche ricco di spunti di riflessione, per gli accostamenti che si possono fare su figure e figuri dell'Italia di oggi.

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Nei Soldati di Salamina il soldato dell'esercito repubblicano in rotta incrocia lo sguardo del falangista Sánchez Mazas e compie il bel gesto di salvargli la vita. Dall'istante dell'irruzione nel Congresso di Tejero e dei suoi militi, il 23 febbraio 1981, riparte Cercas, che prende spunto dal gesto degli unici tre politici rimasti immobili quando le raffiche di mitra risuonarono nell'emiciclo: il presidente dimissionario del governo, Adolfo Suárez, il suo vice, generale Manuel Gutiérrez Mellado, e il leader comunista, Santiago Carrillo. Se nei Soldati di Salamina la storia costituiva la materia prima di una narrazione, in Anatomia di un istante c'è solo storia, e il suo autore si rivela uno storico. Il libro si legge d'un fiato, puntellato da ossimori folgoranti ("gesto postumo"), espressioni felici (le "idee succinte" di Tejero) e aneddoti esilaranti (il colloquio di Suárez con il re al conferimento del primo incarico). Cercas si rivela infatti capace di compiere ricerche approfondite, utilizzare in modo rigoroso le fonti, distinguere le certezze dalle congetture, mettere a nudo le parti di verità nei rumori sedimentati nei decenni successivi, porre gli interrogativi storiograficamente rilevanti.
A costruire il clima che isolò Suárez e rese possibile il tentativo di colpo di stato, contribuirono anzitutto l'esercito (ma con ogni probabilità non i servizi di intelligenza), poi la stampa (non solo di destra), il mondo finanziario e degli imprenditori, forse settori ecclesiastici, i socialisti, il suo stesso partito, l'Ucd, gli Stati Uniti e lo stesso sovrano, ormai convinto che il discredito in cui era precipitato Suárez rischiasse di danneggiare la corona. Il golpe fu contro Suárez e contro la democrazia. Ma per Tejero, che partorì l'idea dell'assalto, lo scopo era quello di spazzare via re e democrazia per tornare all'assetto franchista. Per Milans del Bosch, che lo progettò con Tejero, quello di restituire al re le prerogative perdute con il varo della Costituzione. Per l'ex precettore ed ex segretario del sovrano, Alfonso Armada, che del golpe fu l'eminenza grigia, quello di mettere fine alla democrazia di Suárez, imponendo un governo di unità nazionale capace di farla finita con l'Eta e con il decentramento. In definitiva, se Tejero guardava all'insurrezione del '36 e Milans del Bosh al colpo di mano di Primo de Rivera del '23, Armada guardava al De Gaulle del giugno del '58 e alla nascita della V Repubblica.
Penetrante è il profilo che Cercas ci consegna di Suárez, di cui indica i meriti nello smontaggio del franchismo e nel portare il Pce a riformare i propri statuti per propiziarne la legalizzazione, ma anche i limiti nell'operare in democrazia, regime a cui non era abituato. Cercas trova una corrispondenza tra la metamorfosi di montanelliana memoria che trasformò Emanuele Bardone nell'eroico generale Della Rovere e la vicenda di Suárez. Smonta l'idea che si trattò di un golpe da operetta. Senza piaggerie, tratta dell'imprudenza del re e legge il suo messaggio alla televisione come non del tutto sfavorevole al golpe di Armada. Restituisce alla transizione spagnola alla democrazia la sua verità storica, di percorso accidentato, contraddittorio, irto di ambiguità e soprattutto dall'esito non scontato.
Alfonso Botti

Il colpo di stato tentato in Spagna il 23 febbraio 1981 descritto minuziosamente attraverso la penna di un testimone d’eccezione. Il racconto di Javier Cercas più che narrare i fatti di quel pugno di ore, più che annotare e descrivere quegli eventi che segnarono la storia spagnola, si concentra su una pagina anomala della Spagna contemporanea. Il testo racconta diciassette ore e ricostruisce attraverso indizi e testimonianze le vicende che il 23 febbraio 1981 lasciarono un Paese intero sospeso, immerso nel silenzio passivo, timoroso, in attesa degli eventi. Un video di trentacinque minuti registrò quelle vicende, scalfendo indelebilmente nella memoria degli spagnoli l’immagine di quel breve frangente. Le immagini riprese filmarono l’irruzione: il momento in cui il tenente colonnello Antonio Tejero, armato e con un manipolo di militari entrava nell’emiciclo del parlamento madrileno, dove si stavano tenendo le votazioni per il nuovo presidente. Durante la sparatoria, l’attacco e lo scompiglio generale, mentre i presenti si gettavano a terra, inghiottiti dai loro scranni, Adolfo Suarez, presidente uscente, insieme al suo vice e a Santiago Cirillo, ex segretario del partito comunista, rimanevano immobili, seduti, statuari ai loro posti. Ma mentre il gesto del vice presidente e Cirillo, entrambi ex militari, non stupì molto, la reazione di Suarez colpì l’opinione pubblica. Nel corso delle cinquecento pagine del testo l’autore cerca di trovare una spiegazione. L’atto di un eroe dunque, o quello di un traditore, già a conoscenza della cospirazione?
In questo saggio storico, scritto con il trasporto umano tipico del romanzo, Javier Cercas vuole esporre i fatti, esaminare con un'analisi minuziosa e “anatomica”, una vicenda di portata storica di cui tutti furono testimoni. Una cronaca dunque, ma che descrive il tutto per mezzo di un linguaggio inconsueto alla materia che tratta, quello della narrazione. L’autore decide di servirsi di una dimensione e un tratto più confacenti al romanzo, ricostruendo quel giorno come alle prese con un thriller storico. Risolve il racconto operando un’unione, il connubio tra letteratura e storia, tra romanzo e verità. Il primo gli permette di dare ritmo alle vicende, il secondo consegna al racconto spessore e aderenza alla realtà.
I complotti, gli intrighi, i giochi di potere per rovesciare il governo, gli eventi di quel giorno e del difficile periodo storico che la Spagna sta vivendo, quello della transizione dalla dittatura alla democrazia, vengono descritti con una scrittura naturale. Una lettura avvincente che acquista intensità di fronte alla consapevolezza che quegli eventi stavano in realtà scrivendo la storia.