Traduttore: E. Loewenthal
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2010
Pagine: 230 p., Brossura
  • EAN: 9788807018251
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    Massimo F.

    03/08/2015 00:02:10

    Nonostante la narrazione riporti ad un substrato metaforico e storico di indubbia originalità e sicuro interesse, devo dire che non mi ha appassionato troppo questa storia legata alle peripezie di una famiglia e del suo aspirapolvere. Qualche sprazzo di noia all'interno di uno stile comunque sempre ironico e puntuale.

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    Mara

    10/07/2013 10:44:56

    Tre stelle e mezzo, un po' meno di quattro: perché talvolta esagera un po' con le sue storie fantastiche di animali e oggetti animati. Al centro del libro, la vita dura e semplice di quei "fanatici" che in Israele hanno fondato villaggi contadini e non solo kibbutz. Come spiega nonna Tonia, il personaggio principale della famiglia, con i suoi curiosi modi di dire importati dalla Russia, la differenza fra i due esperimenti sociali è che nel secondo non puoi scegliere con chi mangiare a tavola - magari è una persona che non sopporti - mentre nel villaggio vivi con la tua famiglia, anche se tutti sanno tutto di te. I pionieri sionisti non sono disposti a perdonare nulla agli altri ebrei "traditori" della diaspora, soprattutto se questi hanno fatto i soldi con i loro business e pretendono anche di aiutare i parenti poveri in Israele mandando dollari o elettrodomestici. Da ciò la lunga guerra dell'aspirapolvere che appassionerà tutta la famiglia.

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    SELENE

    25/07/2011 19:55:20

    Non sono riuscita a terminare la lettura. Inizialmente mi piaceva e mi risultava simpatico, poi tutti quei nomi strani e il raccontare aneddoti sempre simili mi hanno annoiata.... con sommo dispiacere!

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    Filippo

    03/12/2010 10:39:03

    Ho iniziato a leggerlo. Avevo considerato il Pane di sarah, la Montagna blu e soprattutto Il ragazzao e la colomba dei gioielli letterari. Questo mi sta deludendo enormemente. Sono costretto ad abbandonarlo a metà. Non gli dò il voto più basso proprio perchè è Shalev e la sua scrittura è sempre valida

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    Mara Marantonio

    30/10/2010 00:27:45

    Una Nonna e un Aspirapolvere danno l’occasione a Meir Shalev per donarci una storia ricca di tenerezza ed ironia. Il titolo è tratto da una frase che sua Nonna materna Tonia ripeteva spesso; anzi l’espressione era, ed è, un intercalare asseverativo tipico di casa, riferito a questo o quell’evento sul quale, tra parenti, si sta discutendo. Lo scrittore ci racconta la storia della sua famiglia, salita dalla Russia in Terra Promessa alla fine del 1800, a seguito della Seconda Aliyah. Il personaggio chiave è proprio Tonia, piccola di statura, ma dalla grande personalità; fanatica della pulizia, sì da suscitare i sogghigni dei compaesani, che la definiscono un tipo bislacco. Punto cruciale della vicenda è il rapporto di Amore / Odio tra Tonia e l’Aspirapolvere, donatole dal fratello maggiore del marito. Il cognato, per farsi perdonare di aver lasciato, a inizio ‘900, la natia Ucraina alla volta dei capitalistici USA, anziché impegnarsi a realizzare il sogno sionista in Terra di Israele, aveva regalato a Tonia questo strumento, massiccio e robusto, marca G.E. Di esso tutti favoleggiavano, in famiglia; poiché nessuno, a quanto pare, lo aveva mai visto, o forse sì, alcuni, una volta, ma nulla di preciso vi era su questo punto, perché….Perché il malcapitato Aspirapolvere, dopo un’iniziale perfetta intesa con la sua padrona, un giorno maledetto era incappato in una disavventura che lo aveva condannato ad una sorta di “ergastolo domestico”? Che cosa mai era successo? Cercate di scoprirlo, leggendo il libro; briciole di mistero però restano, qua e là. Shalev ci consegna questo piccolo tesoro di magie ed equivoci familiari, un romanzo sorprendente, ricco di colpi di scena e di attimi imprevedibili, tenuto insieme dal magico filo della delicatezza, dell’umorismo e della commozione. Mille particolari, anche autobiografici, da frugare e che non anticipo, per non guastare la sorpresa nel lettore. E l’incanto nella descrizione della vita al villaggio, un Israele che puoi ritrovare pure oggi se hai pazienza e lasci i pregiudizi

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    claudio

    20/10/2010 20:33:34

    Dopo Il ragazzo e la colomba ho voluto leggere il nuovo libro di Shalev e ne sono rimasto molto soddisfatto. Veramente un grande scrittore, che non conoscevo per niente. Una bella scoperta. Questo nuovo libro racconta nel modo più ebraico possibile la storia di nonna Tonia e delle sue manie di pulizia dagli anni '20 alla morte avvenuta negli anni '70 del secolo scorso. Assieme a lei e alla sua famiglia, scorre la Storia di Israele, con le grandi difficoltà dei primi immigrati e con le gioie per aver finalmente una loro terra. Interessante è il conflitto dagli anni trenta ai cinquanta con l'America, vista da questi socialisti utopisti come il grande Satana: loro erano puri e duri. E' un libro che fa sorridere spesso e volentieri, ma fa anche molto pensare a come era Israele sessant'anni fa e a come si è ridotto ora.

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