Recensioni L' anima della frontiera

  • Una scrittura elegante, scorrevole, limpida. Non è necessario usare paroloni ricercati tra le righe più recondite del dizionario per essere grandi scrittori. Una trama che porta il lettore in un viaggio tra gli affascinanti, e a volte insidiosi, boschi di frontiera attraverso l'avventura di Jole, ragazza-donna da conoscere. Primo capitolo di una trilogia che si annuncia ricca di avventure. Coinvolgente come le altre opere di Matteo Righetto.

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    23/12/2017 16:21:49

    Troppo simile a "La pelle dell'orso" (specialmente all'inizio i richiami sono quasi letterali). La scrittura di Righetto ha senz'altro delle buone trovate e vari momenti di intensità ma la struttura narrativa è debole e i personaggi non brillano di personalità. il finale è decisamente mal scritto e abbozzato. deludente.

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    09/12/2017 17:41:21

    Che cos’è un confine? Forse nient’altro che la linea immaginaria che separa popoli e lingue, ma non solo: anche una frontiera materica, fatta di boschi e cime, di torrenti e ghiaioni. E ancora: “le vere frontiere sono quelle tra prepotenti e poveri cristi, tra chi si sollazza di cibo e potere e chi invece patisce la fame e deve spaccarsi la schiena per un pugno di polenta”. Così diceva Augusto, il padre della giovane Jole, la quale ne segue le orme, sfidando la legge e cercando una risposta. Sarà un viaggio di iniziazione il suo, un viaggio di conoscenza, di crescita e di scoperta, per apprendere che l’anima della frontiera è anche discriminazione tra bene e male, pericoloso ciglio che separa ragione da follia. Quanto di più labile e incerto, dunque. Ma quale viaggio è mai più necessario, più significativo? Siamo in Val Brenta, 1896. La frontiera fra Italia e Austria era destinata a cambiare. I poveri sarebbero rimasti gli stessi. Dedicato “ai liberi, ai giusti, ai poeti, ai santi: spiriti senza frontiere”.

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    27/11/2017 17:01:10

    La fine è forse fin troppo scontata; del resto non vedo perché dovrebbe finire in tragedia. Il resto è una bella storia di fine '900, nel Veneto, quasi al confine con l'Austria. Parla di una famiglia, padre madre e tre figli, di cui Jole è la più grande. Coltivano tabacco che dà da sopravvivere. Per guadagnare qualcosa Augusto, il capofamiglia, decide di darsi al contrabbando. E lo fa con la figlia quindicenne. Tre anni dopo è la volta di Jole rifare tutta la strada de papà, che da due anni non dà notizie di sé ed è ritenuto ormai morto. E questa ragazza diciottenne, all'apparenza fragile, si dimostra invece donna di ferro in un viaggio fra boschi, ruscelli, torrenti, animali più o meno feroci, riuscendo nella sua impresa.

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    26/10/2017 14:23:52

    Acquistato incuriosito dalla storia (contrabbandieri nel veneto di fine ottocento) e dopo aver letto ottime recensioni, non mi ha deluso. Una trama semplice, certo, con i protagonisti che sembrano intagliati nel legno. Però la bellezza del romanzo, a mio parere, risiede nella descrizione dei boschi e delle montagne, del viaggio, della dura vita dei montanari. Il tutto raccontato con rara intensità. Per gli amanti della montagna.

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    15/10/2017 14:27:51

    Ho scelto questo libro dopo aver letto una recensione positiva, promessa mantenuta. L'ho letto in un giorno, lettura coinvolgente, impossibile staccarsi dall'avventura

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    05/10/2017 17:16:29

    Ho letto questo libro con il recondito desiderio di rivivere l’ambiente della storia di Tonle, ripercorrendo i suoi sentieri fra le masiere del canale del Brenta e le scogliere del Monte Grappa. Una storia di confine, di contrabbandieri, di povertà, di delitti commessi e desiderati. Naturalmente la bravura di Mario Rigoni Stern è irraggiungibile come pure le sue poetiche descrizioni, ma devo dire che Matteo Righetto non mi ha deluso. La storia di Augusto e di sua figlia Jole mi ha appassionato al punto giusto. L’ambientazione è realistica, come pure i personaggi. Mi ha particolarmente colpito la malvagità di alcuni protagonisti secondari quali il ricettatore ed il carbonaio, peraltro caratteristica di quegli ambienti e di quell’epoca (fine ottocento). Non lo definerei però un western letterario come potrebbe sembrare dalla copertina e come indicato in prefazione. Con la frontiera americana quella italo-austriaca non aveva nulla da spartire.

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    26/06/2017 09:04:36

    Scrittura fluente su trama che tuttavia non riesce a decollare. Meglio l'inizio, scontata (e deludente) la fine.

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    26/06/2017 06:24:41

    una bella lettura. altri tempi, altri mondi. il romanzo si divede in tre parti. nella prima pare tutto molto facile e prevedibile, ma poi pagina dopo pagina si fa interessante. vivere in quegli anni e con scarsi mezzi era veramente dura. lo consiglio come lettura anche nelle scuole medie. fonte di dibattiti scolastici.

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