Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 29 settembre 2015
Pagine: 274 p., Brossura
  • EAN: 9788806227753
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Descrizione
In una Sicilia diventata un'immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un'isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono più, dovrà inventarne di nuove. Con "Anna" Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo più struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la "vita non ci appartiene, ci attraversa".

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Daniela

    29/09/2018 14:19:12

    mi associo con chi scrive che è il libro più brutto che ho letto.

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    Nicolò

    21/09/2018 11:26:20

    Una distopia interessante unita ad una scrittura scorrevole e ricca di suspense. Una bellissima lettura che può riempire momenti di spensieratezza e tempo libero.

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    Robi

    11/08/2018 15:29:01

    Uno dei libri più brutti mai letti. Inconcludente, senza capo né coda...non ci perdete tempo

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    Miriam Ravasio

    13/07/2018 06:45:45

    Anna sulla strada senza il Figlio e il Padre. Ho letto Anna di Nicolò Ammaniti e come altri lettori ho pensato ad altri due libri LA STRADA di C. McCarthy (uscito in Italia nel 2006) e IL SIGNORE DELLE MOSCHE di W. Golding (1952). La strada è la stessa ma il percorso è ancora più difficile perché i salvati dalla Rossa, terribile epidemia globale, non sono naufraghi e la loro sopravvivenza ha il tempo contato. Il mondo non c’è più, quello degli adulti, della vita civile, della facilità e della comunicazione è scomparso; al terribile male sopravvivono i bambini fino all’età adulta e gli animali. La protagonista è sola e armata di una conoscenza minima, il Quaderno delle cose importanti, insufficiente ad affrontare gli istinti e i bisogni individuali e dell’orda. In una Sicilia, bruciata dagli incendi e fra difficoltà inimmaginabili Anna affronta il viaggio; raggiungere lo stretto e attraversalo verso la terra ferma, in cerca di un mondo ancora organizzato cui affidare il fratellino Astor, ancora troppo giovane per il contagio. Chiuso il Quaderno e le scarse nozioni, Anna scopre nuove armi: l’Amore che si manifesta nella responsabilità delle sue azioni; la Carità quando soccorre il grande cane da combattimento, Manson, da lei stessa ferito; le ”Ali“ ai piedi, ovvero la Speranza da offrire al fratellino perché possa sopravvivere. Forse. Libro da leggere perché poi è impossibile non parlarne.

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    LorialfieC

    30/04/2018 09:42:28

    Letto con fatica, libro che non consiglio a meno che non piacciano le storie surreali, ma in un modo non interessante, Immagini "ad effetto", tante.

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    barbara

    21/01/2018 09:33:02

    Ho adorato questo libro, sicuramente è adatto agli appassionati del genere apocalittico. Anna è il simbolo dell'umanità che riesce a sopravvivere ad ogni costo perchè lo spirito di sopravvivenza è fortissimo in noi. Peccato per il finale che rimane in sospeso, sarebbe bello che l'autore scrivesse un seguito.

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    Veronica

    21/08/2017 17:21:47

    Non ha lasciato granché alla fine. Mi sono chiesta "e quindi?" , credevo mancasse qualche pagina. Una storia che non si classifica facilmente, borderline tra fantasy e romanzo gotico, crea ad un certo punto un brutto crollo di interesse. Anna è certo una ragazzina sui generis, una giovane eroina moderna e un bel personaggio, ma purtroppo non basta a rendere interessante il racconto. Quasi non sembra di Ammaniti questo libro. Non lo consiglierei a chi voglio bene.

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    Carolina Marangio

    03/06/2017 15:36:45

    “Anna” di Nicolò Ammaniti è un libro che, anziché andare verso l’alto, verso la soddisfazione personale del lettore, scende verso il basso, verso la tristezza e la malinconia. Ambientato nel 2020 in una Sicilia post-apocalittica, ha come protagonista Anna, una ragazzina di 12 anni, e il fratellino Astor. Un virus fa ammalare e morire tutti, lasciando immuni i bambini, finché sprovvisti dell’ormone della pubertà. Quando Astor viene rapito dagli scagnozzi della Picciridduna, una bambina immune che pare possa guarire gli altri, Anna parte alla ricerca del fratello, vestita di cinismo e scetticismo nei confronti di questa bambinona e delle sue capacità curative, ma, con in fondo anche un pizzico di speranza che il virus possa non tornare, per lei e soprattutto per Astor. “Anna” è un libro che non si legge tutto d’un fiato, perché seppur le azioni sono minime, i dialoghi pochi e i personaggi ancora meno, le descrizioni dei luoghi e delle sensazioni sono accurate e innumerevoli. Ogni pericolo che una Sicilia abbandonata a se stessa, fatta di case desolate e di piaghe, eppure sempre fatta di campagne infinite e mare azzurro, così com’è ora, mette nella via di Anna e di Astor, diventa un pericolo in cui chi legge ha paura di incappare; tanto che, una volta giunto alla fine di questa storia, il lettore stesso, trovandosi davanti una realtà così migliore, la sua, rimarrà sollevato. Ma solo in parte, perché, con la consapevolezza che la sua vita va avanti e quella di Anna potrebbe comunque finire, che il piccolo Astor rimarrà forse da solo, un giorno, al di fuori dell’intreccio, il lettore, davanti alla sua realtà migliore, non potrà che sentirsi impotente, col forte desiderio, seppur consciamente irrealizzabile, di fermare il tempo e godersi il sole insieme ad Anna e al fratellino, sdraiati nudi sulla spiaggia di Cefalù, dove l’acqua è cristallina e i polpi, di cui Astor è appassionato, stanno ad occhi aperti attaccati alle rocce del fondale.

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    Valeria

    04/01/2017 09:24:46

    Un libro bellissimo: duro, violento, impattante e innocente allo stesso tempo. Tanto reale da farti sentire dentro la storia, con il sudore addosso, l'odore di benzina, la paura, la terra addosso alla pelle. letto in tempo record

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    Andrea

    08/11/2016 09:12:14

    Un libro durissimo nei contenuti ma scritto meravigliosamente bene, con un retrogusto che lo distingue da un Fantasy qualsiasi. Inutile nasconderlo, leggendolo si pensa subito a "La strada" di McCarthy, oppure al "Signore delle mosche"; tuttavia il libro di Ammanniti, rispetto a queste due opere (che non mi hanno convinto né entusiasmato), in fondo, ha qualcosa in più: riesce nel compito più difficile, sorprenderti ed emozionarti. E' vero: alcuni passaggi sembrano poco convincenti alcuni un po' sbrigativi e meritavano forse maggiore attenzione. E' vero: il finale lasciato aperto lascia noi con l'amaro in bocca, ma ti arriva addosso come un'onda che non ti aspettavi, annaspi, ti divincoli, alla fine riemergi e sputi fuori l'acqua. Sei contento di esserne uscito vivo, ma già ti giri in attesa della prossima onda.

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    CRISTINA

    12/09/2016 08:19:00

    Sicuramente il peggior libro di Ammaniti (...sempre che l'abbia scritto lui...). La trama interessante, ma lo sviluppo del libro banale e noioso.

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    rejectedfrogs

    10/08/2016 13:38:12

    Diciamo la verità, non si può dire che Anna sia un romanzo originale. Intanto, è ovvio, c'è lo stesso Niccolò Ammaniti, soprattutto quello di Io e te e di Io non ho paura. E poi la narrazione si apre in ospedale, come in 28 giorni dopo e in The Walking Dead. Anna non è originale nel descrivere il prossimo futuro di un mondo nel quale gli adulti sono morti decimati da un'epidemia; non lo è nel narrare le peripezie di una ragazzina alla ricerca del fratellino rapito (leggete Il buio fuori, scritto da Cormac McCarthy nel 1968, e la storia di Anna vi sembrerà già sentita); e di certo non è originale quando parla di rituali tribali di bambini tornati alle radici bestiali di una vita primitiva (Il signore delle mosche è del 1952). Ma l'originalità è tanto fondamentale quando la storia è avvincente, spaventosa e commovente? Anna è un romanzo ben scritto, con tanto cuore e infinita speranza pur nel contesto di un orrore smisurato, nella migliore tradizione non solo di Ammaniti, ma dell'intera scena letteraria (anche se chiamarla così mi fa un po' ridere), italiana e internazionale. È forse meglio leggere una storia piena di idee ma scritta (nel migliore dei casi) coi piedi? Per me, assolutamente no. Se devo scegliere un team, io sto con Ammaniti.

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    Michela

    25/07/2016 18:25:03

    Non è sicuramente il miglior libro di Ammaniti ma è senza dubbio il più angosciate. Non lasciatevi ingannare dal titolo rassicurante, "Anna" è da leggere con la consapevolezza che sarà un pugno nello stomaco.

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    Federico

    17/07/2016 22:24:01

    Condizionato dai giudizi scadenti avevo rinunciato a leggerlo. Errore! Il libro è buono e l'autore ha come sempre un grande talento nel narrare l'animo dei bambini, qui impegnati a sopravvivere in un mondo devastato.

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    carmela

    01/06/2016 11:12:41

    Un libro durissimo nei contenuti ma scritto meravigliosamente bene, con un retrogusto magico e poetico che lo distingue da un Horror qualsiasi.Il futuro descritto sembra così pericolosamente simile al presente del nostro Sud del mondo che mette i brividi.

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    Antonella

    30/03/2016 16:31:02

    Brutto,brutto,brutto,brutto :(

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    Vaduz

    01/03/2016 16:23:21

    Per essere un post apocalittico (assolutamente non il mio genere) l'ho letto volentieri. Tuttavia, per me "Io non ho paura" rimane il capolavoro di questo autore.

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    stefania

    28/02/2016 15:46:30

    Non avevo letto nulla di Ammanniti, ho comprato il libro, letto in due giorni, mi è piaciuto molto. E' vero che ricorda un pò il signore delle mosche, ma solo perchè la storia è basata sui bambini. Dopo aver letto Anna, mi sono incuriosita a leggerne altri, tra l'altro Che la festa cominci...non è che il film la grande bellezza abbia preso un pò di spunti su questo libro?

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    Laura

    16/02/2016 16:19:35

    Il talento di Ammaniti é quello di trascinarti indietro a sensazioni "bambine" sepolte nel profondo e abbandonate da consapevolezze ormai adulte. Anna in un mondo di soli bambini e - dunque - di bambini soli, senza più cura, accudimento e protezione, in viaggio con coraggio e caparbietà verso una speranza che si percepisce vana. É una storia tenera e struggente, amara quanto basta. Un bel libro, davvero!

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    vittorio pisa

    09/02/2016 18:47:34

    Il tam tam pubblicitario e l'esposizione mediatica dell'autore, eccessivi; le critiche poco lusinghiere dei soliti soloni e i commenti dei lettori, così discordanti tra loro; le ultime opere dello scrittore, poco convincenti; tutto sembrava dovermi condurre verso un'unica direzione verso la quale, peraltro, io stesso ero certo di dirigermi: sarà l'ennesima delusione, quella definitiva, che mi convincerà a dire addio all'autore pulp dei primi racconti e dell'indimenticato "Ti prendo e ti porto via". Invece ecco che succede l'inatteso, proprio quando meno te lo aspetti. Il romanzo mi è piaciuto e pure parecchio. Inutile nasconderlo, leggendolo si pensa subito a "La strada" di McCarthy, oppure al "Signore delle mosche"; tuttavia il libro di Ammanniti, rispetto a queste due opere (nessuna delle due mi aveva convinto né entusiasmato) in fondo ha qualcosa in più: riesce nel compito più difficile, sorprendere il lettore ed emozionarlo. È un romanzo che ti resta appiccicato addosso. In fondo, non è forse questo ciò che si attende da un romanzo? Che vengano pizzicate le corde delle emozioni? E quando succede è una beatitudine! Siamo comunque lontani dalla freschezza e dalla spavalderia che aveva fatto di "Ti prendo e ti porto via" un genere di romanzo. In ogni caso, tra gli ultimi, questo lavoro è certamente, e per distacco, il romanzo più maturo e riuscito dell'autore. Lettura emozionale.

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In una Sicilia diventata un’immensa rovina, un racconto crudele e distopico con protagonista Anna. Un’adolescente cocciuta e coraggiosa. Un personaggio unico.

Negli ultimi quattro anni di vita Anna aveva sofferto e superato dolori immensi, folgoranti come l’esplosione di un deposito a metano e che le stagnavano ancora nel cuore. Dopo la morte dei suoi genitori era precipitata in una solitudine così sconfinata e ottusa da lasciarla idiota per mesi, ma nemmeno una volta, nemmeno per un secondo l’idea di farla finita l’aveva sfiorata, perché avvertiva che la vita è più forte di tutto. La vita non ci appartiene, ci attraversa. La sua vita era la medesima che spinge uno scarafaggio a zoppicare su due zampe quando è stato calpestato.

È un racconto crudele e distopico, di una potenza inaudita, questo nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti con protagonisti i bambini. Il capitolo più intenso e immaginifico della sua produzione, visto che si porta dietro un mare di suggestioni. Dall’atmosfera apocalittica de La strada di Cormac McCarthy, al graphic novel Orfani di Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari, passando dalla Trilogia della città di K. di Agota Kristof e il suo Grande quaderno. I protagonisti di tutte queste storie sono bambini che sopravvivono, in qualche modo, a volte lottando in maniera selvaggia. E forse è proprio questa l’unica storia che, oggi, valga davvero la pena di raccontare.
Siamo nella Sicilia del 2020 e il mondo è stato devastato da un Virus letale, “la Rossa”, che dal Belgio si è propagato in tutta Europa uccidendo in breve tempo tutti gli adulti. Gli unici immuni alla malattia sono i bambini, almeno fino alla pubertà, dopo di che sono destinati a perire anche loro, ridotti a scheletri, afflitti da pustole e scossi da una tosse malsana. A quattro anni dalla scomparsa degli adulti, che ne è del mondo? Anna ha 13 o 14 anni e ricorda il mondo com’era prima: un posto tranquillo in cui si poteva guardare la tv e uscire a comprare una pizza. Oggi invece è semi desertico. Pochi mesi dopo la comparsa del Virus, la Sicilia nord occidentale è stata devastata da incendi ed esplosioni, restituendo agli orfani supermercati sventrati in cui cercare della merce scaduta, tappeti di autostrade malferme percorse per centinaia di chilometri da altri bambini semi nudi e affamati, case abitate da scheletri mummificati di uomini e animali rapaci che si cibano dei resti.
Nella lotta all’ultimo sangue tra Anna e un grosso cane maremmano inferocito, addestrato per uccidere, vince Anna. Lui, il cane, ha passato la sua vita legato a una catena vessato da un padrone che voleva farlo diventare sanguinario; lei, Anna, ha visto morire suo padre e sua madre, ha visto andare tutto in rovina e sta cercando con tutte le sue forze di sopravvivere per non lasciare da solo Astor, suo fratello di quattro anni. Anna è libera, coraggiosa, sopporta sulle sue spalle tutti i dolori del mondo. Ma la vita è più forte di lei. Non le appartiene, la attraversa da parte a parte trascinandola avanti. Quando Astor viene rapito dai bambini blu, un gruppo di disperati che sperano di salvarsi adorando un feticcio, Anna diventa improvvisamente grande.
Niccolò Ammaniti scrive con intensità un romanzo distopico di formazione che mortifica le nostre utopie e ci sbatte in faccia tutti i paradossi del progresso. Era proprio necessario? Sì, poiché la storia di Anna è forse il “Non ora e non qui” che stavamo cercando nella letteratura. Ma è anche una lettura che alimenta incubi piuttosto che sogni, un’evasione che rovesciando ed estremizzando le nostre paure le dissolve in una nube sulfurea, strizzandoci il cuore.