Apollo con il coltello in mano. Un approccio sperimentale al politeismo greco

Marcel Detienne

Traduttore: F. Tissoni
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 23/10/2002
Pagine: 326 p., ill.
  • EAN: 9788845917301

43° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Altre religioni non cristiane - Religioni e mitologie antiche

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    argos

    11/06/2009 14:04:51

    "...il re del tempio,Apollo l'obliquo,coglie la visione attraverso il più diritto dei confidenti,l'occhiata che conosce ogni cosa. Le menzogne lui non afferra,nè dio nè uomo lo inganna con opere o con disegni." (Epigrafe a "La Nascita della Filosofia" di Giorgio Colli) Quando uscì la traduzione italiana del saggio di Detienne "Dioniso a cielo aperto",interessato da tale testo in cui si accenna anche a un reperto archeologico relativo al dio Dioniso di proprietà di un privato di Venezia,scrissi all'autore commemorando Giorgio Colli e inviandogli una copia di "La Nascita della Filosofia". Non ebbi alcun riscontro di ringraziamento. Ora,pur riconoscendo all'autore la bravura nell'esibire quell'aspetto ambiguo e malvagio del dio Apollo,che la maggior parte degli studiosi non considera e sottovaluta limitandosi alla visione di un Apollo equilibrato,sereno e favorevole agli "umani";pur riconoscendo questi meriti all'autore,tengo a rimarcare che il primo studioso volto a rovesciare l'immagine armoniosa,tradizionale del dio Apollo è stato Giorgio Colli con la sua "rivoluzionaria" interpretazione della Sapienza Greca,e con l'eliminazione dell'opposizione fra Dioniso e Apollo qual'era stata fissata da Nietzsche nella concezione bipolare dei due dèi sapienziali. Sulla scia della Teoria di Giorgio Colli riguardo la Sapienza e la ricerca della "Alétheia",facendo leva sul dio Dioniso e Nietzsche e su Apollo quale dio della "freccia profetica",io sono riuscito a esprimere la Profezia del Rogo della FENICE di VENEZIA (vedi su Google),in Onore di Giorgio Colli e Pier Paolo Pasolini. argos Giovedì,11.Giugno.2009

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Esce ora in versione italiana un saggio di Marcel Detienne del 1998, Apollon le couteau à la main. Une approche expérimentale du polythéisme grec. Il libro costituisce un segmento di un percorso più ampio, un'indagine antropologica che Detienne da anni svolge sulla genesi e sulla natura della divinità greca arcaica e sui volti inquietanti e contigui di Dioniso e Apollo. Cantato nell'inno omerico alle soglie dell'età classica, e nella poesia di Callimaco, Apollo muove dalla rocciosa Delo, attraverso un mondo ancora incolto, per fondare il santuario di Delfi, archetipo, nel suo incedere bello e terribile, di infiniti cammini di fondazioni che eroi e uomini percorreranno, guidati dal dio, nei tempi a venire. Apollo tende la corda dell'arco esiziale e della lira sonora, e presiede ai sacrifici. Anche se programmaticamente tenuto ai margini del saggio, Dioniso torna nella conclusione accanto al suo divino fratello, per mostrarne, attraverso un confronto, le singolari prerogative: al solo Apollo pertiene il ruolo di guida nel fondare e creare, attraverso la parola profetica di Delfi; al solo Apollo spetta il compito di purificare, di rifondare il mondo contaminato dal male attraverso una nuova creazione.

Elisabetta Berardi