L’Azerbaigian è uno Stato del Caucaso meridionale, indipendente dal 1991 dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Confina con Russia, Georgia, Armenia e Iran, e si affaccia sul Mar Caspio.
L’interesse editoriale intorno all’Azerbaigian intreccia dimensione storica, assetti istituzionali e dinamiche geopolitiche contemporanee. Una parte dei volumi ricostruisce la formazione statale dalla Repubblica Democratica dell’Azerbaigian del 1918 all’ingresso nell’URSS nel 1920, fino alla nuova indipendenza del 30 agosto 1991, con studi basati su archivi sovietici e fonti diplomatiche. Sono presenti analisi dedicate all’organizzazione politica della Repubblica dell’Azerbaigian, al ruolo della presidenza di Ilham Aliyev e al funzionamento del Milli Majlis, utili per chi cerca libri sull’assetto istituzionale del Paese. Alcuni titoli approfondiscono il conflitto del Nagorno-Karabakh, esaminando le guerre del 1991–1994 e del 2020, la mediazione dell’OSCE e l’impatto degli accordi di cessate il fuoco. Non mancano saggi dedicati all’economia energetica, con studi sul petrolio del Mar Caspio e sull’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan.
La riflessione accademica coinvolge storia contemporanea, diritto costituzionale e relazioni internazionali. Il Caucaso meridionale è analizzato come spazio di competizione tra Russia, Turchia e Unione Europea. L’evento emblematico resta la seconda guerra del Nagorno-Karabakh del 2020, che ha ridefinito equilibri territoriali e corridoi logistici. Un ulteriore filone riguarda identità e cultura azera, tra eredità persiane, turche e sovietiche. Baku emerge come centro politico ed energetico.