Il femminismo è un movimento storico e teorico nato tra XVIII e XIX secolo per rivendicare diritti civili, politici e sociali delle donne. Si sviluppa in ondate successive, con trasformazioni culturali e istituzionali rilevanti fino al XXI secolo. La storia del femminismo attraversa rivoluzioni politiche, trasformazioni giuridiche e mutamenti culturali.
La bibliografia sul tema interessa a chi cerca una ricostruzione storica delle diverse ondate, dalla stagione dei diritti civili tra Ottocento e primo Novecento ai movimenti del secondo Novecento. Alcuni titoli ricostruiscono le origini tra Illuminismo e Rivoluzione francese, analizzando figure come Mary Wollstonecraft e Olympe de Gouges e i primi dibattiti sulla cittadinanza femminile.
Una parte dei volumi approfondisce le conquiste istituzionali, come il suffragio femminile nel Regno Unito e negli Stati Uniti, il XIX Emendamento del 1920 e il ruolo di organizzazioni come la National American Woman Suffrage Association. Sono presenti studi dedicati alla seconda ondata degli anni Sessanta e Settanta, con riferimenti a Simone de Beauvoir, Betty Friedan e al movimento Women’s Liberation, intrecciando storia politica e trasformazioni sociali. Non mancano saggi dedicati al femminismo intersezionale e alla teoria contemporanea, utili per chi intende comprendere le evoluzioni del dibattito nel contesto globale.
Un filone centrale riguarda il rapporto tra femminismo e legislazione. Le battaglie per il suffragio, la parità salariale e i diritti riproduttivi hanno inciso su costituzioni e ordinamenti nazionali. Un altro ambito rilevante è quello teorico, con lo sviluppo dei gender studies e del concetto di intersezionalità, associato a Kimberlé Crenshaw. Questo lessico è oggi centrale nella ricerca storica e giuridica.