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Un saggio che si propone di cogliere i tratti distintivi dei due scrittori e la mutata situazione morale che è sottesa ai loro poemi.
Concepiti in stretta connessione, i due saggi di Caretti sull'Ariosto e sul Tasso sono come i capitoli di un medesimo discorso critico rivolto a illustrare i termini di un processo storico e artistico che va dall'ultimo scorcio del secolo XV alle soglie del secolo XVII. Ariosto e Tasso non prospettano soltanto due concezioni personali, e quasi opposte, della vita e della funzione della poesia, ma identificano anche due momenti fondamentali della cultura rinascimentale. Completato da ricche voci bio-bibliografiche, il volume costituisce anche una utilissima «introduzione» ai due grandi poeti.

Prefazione. - Avvertenza alla seconda edizione. - Avvertenza alla nuova edizione. - Ariosto. I. Umanità dell'Ariosto. II. Ariosto «minore». III. La poesia del «Furioso». - Tasso. I. Il Tasso e la critica moderna. II. Il Tasso e l'epoca sua. III. Dal «Gierusalemme» alla «Liberata». IV. La poesia della «Liberata». V. Le «Rime» e l'«Aminta». VI. L'ultimo Tasso. - Nota bio-bibliografica. - Indice dei nomi.

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    sasso

    22/07/2009 23.06.28

    Caretti, ferrarese, è stato uno dei più grandi esperti italiani sia dell'Ariosto che del Tasso. A questi due autori ha dedicato una gran parte della sua prestigiosa carriera accademica. In questo saggio sono raccolti una serie di suoi interventi sui due grandi poeti del nostro Cinquecento. Non si tratta di un confronto tra due Autori fondamentali della nostra Letteratura, ma i contributi sono separati in due diverse sezione del libro, anche se qualche rimando a due modi diversi di avvicinarsi alla poesia - ed al poema cavalleresco in particolare - sono inevitabili. Una lettura molto interessante, anche per chi abbia una conoscenza superficiale dei due poeti, con l'esclusione dell'ultima Appendice della sezione tassiana, che è invece indirizzata specificamente agli studiosi.

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