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L' armata perduta
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L' armata perduta - Valerio Massimo Manfredi - copertina
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Descrizione

Premio Bancarella 2008. Una delle più epiche avventure dell'età antica: la lunghissima marcia, attraverso incredibili pericoli e peripezie, che diecimila mercenari greci dopo la disfatta del principe persiano Ciro, sotto le cui insegne si erano battuti, contro il fratello Artaserse alle porte di Babilonia - compiono per tornare in patria. È l'impresa gloriosa e tragica documentata nel IV secolo a.C. da Senofonte nell'Anabasi, che proprio Valerio Massimo Manfredi ha studiato e tradotto negli anni '80. Ma in questo romanzo le atrocità della guerra e l'eroismo di ogni soldato, il fasto e le crudeli bizzarrie della corte persiana, le insidie di una natura selvaggia e le amicizie più indissolubili sono narrate in una prospettiva completamente inedita: dalla voce di una donna, la bellissima siriana Abira, che per amore di Xenos lascia ogni cosa e condivide il destino dei Diecimila. Attraverso gli occhi di Abira, le donne diventano le protagoniste della grande Storia.
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Dettagli

2008
Tascabile
431 p., Brossura
9788804581215

Valutazioni e recensioni

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Recensioni: 4/5
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Alessandro
Recensioni: 4/5

Questo libro è un adattamento moderno della famosa “Anabasi” di Senofonte. Inizia seguendo la ribellione di Ciro il Giovane contro il fratello Artaserse II, continuando con la ritirata dei suoi mercenari greci verso ovest. Sebbene ci siano battaglie e descrizioni dei momenti bellici, questa è principalmente la storia di una lunga ritirata che l’autore riesce a rendere una vera impressa. Evocativa, vivida, emozionante, ricca di momenti intensi e alle volte drammatici. Personalmente ho trovato il finale eccezionale e del tutto inaspettato, anche se poco plausibile e non adeguatamente spiegato. Anziché un guerriero al centro del libro vediamo una donna, Abira. Un personaggio abbastanza ben costruito, forte, intelligente, coraggiosa, che ci fa avere un punto di vista singolare su tutta la vicenda. Oltre a lei compaiono molti altri personaggi, più o meno approfonditi e interessanti, che contribuiscono ad arricchire la storia. Tra tutti ci tengo a sottolineare il mio disprezzo per Parysatis, che nella sua arroganza ha spinto i suoi figli a combattersi, scatenando una guerra civile che ha reso vulnerabile la sua terra (tra le altre cose). Nel suo lungo viaggio l’armata incontra molti popoli e luoghi notevoli e singolari, che rendono la trama sempre intrigante ed esotica. L’unica pecca, ormai un vizio per gli autori occidentali e soprattutto italiani, è la poca correttezza verso l’Impero Persiano, portata avanti con squallide critiche facilmente individuabili. In particolare bisogna sempre ricordarsi che i greci non erano molto attendibili nel descrivere i popoli che consideravano “barbari”, per cui non si può essere certi su quanto sia attendibile l’Anabasi. In secondo luogo, e questo lo preciso solo perché lo ritengo fondamentale, i persiani avrebbero potuto accettare Ciro come Re, se avesse vinto, ma nessun altro, poiché per la loro giustissima mentalità solo chi apparteneva alla dinastia Achemenide poteva governare sull’Impero Achemenide.

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Massimo
Recensioni: 5/5

Dopo decine di romanzi storici sono ritornato a uno degli autori che anni fa mi hanno fatto appassionare al genere e devo dire che la lettura de L'armata perduta mi ha ripagato della scelta. Gli avvenimenti narrati da Manfredi sono tra i più interessanti e discussi della storia antica. I luoghi che l'armata durante il suo interminabile viaggio raggiunge sono descritti con la vividezza e la precisione di chi a sua volta ha compiuto, almeno in gran parte, lo stesso percorso per motivi di studio. Si passa dal deserto alle montagne fino al mare, dal caldo al freddo, tutti gli elementi atmosferici sono rappesentati e quasi personalizzati, la descrizione di luoghi e situazioni oltre che precisa è quasi poetica, riesce a far immaginare nitidamente ciò a cui si riferisce, trasferendo al lettore le conseguenti sensazioni ed emozioni. Le battaglie, ognuna diversa dalle altre e tutte accomunate dalla violenza e dalla ferocia che le contraddistinguono, sono vissute quasi in prima persona assieme ai mitici ed invincibili mantelli rossi e ai loro compagni, contro le più disparate popolazioni. Tanti i personaggi rappresentati: eroi, traditori, spietati, generosi, carismatici, tra tanti altri Xeno, Sophos, Mennon, ma quello che probabilmente suscita più empatia è un personaggio femminile, Abira, che narra in prima persona le vicende rievocandole, e che da un piccolo e sperduto villaggio, nel quale presumibimente avrebbe trascorso monotamente la sua intera esistenza, si ritrova per le sue vicende personali assieme all'armata a vivere in un anno le esperienze di cento vite. Il fatto che spesso sia una ragazza giovane e inesperta come Abira, ad accorgersi e prevedere situazioni di pericolo e di tradimento in un esercito composto da veterani professionisti è un pò inverosimile, ma questo è un piccolo neo rispetto alla bellissima storia che Manfredi ci ha fatto vivere, con un degno finale che, anche se non del tutto imprevedibile, sorprende e appaga forse perchè ormai inaspettato.

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alessia
Recensioni: 3/5

Amante dei romanzi storici ed incuriosita da questo autore di cui non avevo mai letto nulla mi sono immersa nella lettura di questo romanzo con entusiasmo....un inizio ricco di aspettative che si sono dissolte strada facendo a causa della dilungazione della storia!!!! Particolare e toccante la parte finale!!!

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Recensioni

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Conosci l'autore

Valerio Massimo Manfredi

1943, Modena

Vlerio Massimo Manfredi, nato a Modena nel 1943, è uno scrittore e archeologo italiano. Specializzato in topografia antica, ha svolto attività di ricerca pubblicando articoli e saggi. Si è poi dedicato alla narrativa storica, riscuotendo un notevole successo. I suoi libri − tra cui Lo scudo di Talos (1988) sull’antica Grecia; La torre della solitudine (1996); la trilogia Aléxandros (1999), dedicata ad Alessandro Magno; Chimaira (2001), ispirato al mistero etrusco; L’ultima legione (2002); Il tiranno (2003), sulla Sicilia di Dionisio; L’impero dei draghi (2004), sulla morte dell’imperatore Valeriano; L’armata perduta (2007, ispirata all’Anabasi senofontea, premio Bancarella) − sono divenuti testi di riferimento per...

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