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Ernst H. Gombrich, Julian Hochberg, Max Black

Traduttore: L. Fontana
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Pagine: X-164 p. , ill.
  • EAN: 9788806163860

Gombrich, storico dell'arte, Hochberg, psicologo, Black, filosofo, discutono, nei tre saggi raccolti in questo volume, il problema dei modi diversi di percezione delle immagini, pittoriche e fotografiche in particolare: un interrogarsi sui problemi riguardanti la natura della rappresentazione nell'arte che diventa occasione per un vivace dibattito interdisciplinare.Tale inedito confronto di idee, fondato su esperienze sostanzialmente differenti, sollecita infatti la riflessione e l'approfondimento di temi di grande suggestione: il tempo, la verosimiglianza, l'empatia, la capacità di informazione dell'immagine e il livello d'attesa.Particolarmente serrato risulta lo scambio di opinioni tra Gombrich - che, partendo dalla caricatura, avvia un'indagine di grande fascino sulla questione della fisionomia, facendo ricorso ad esempi tratti non solo dalle arti figurative, ma anche dal mondo dello spettacolo - e Hochberg, che analizza le possibilità di superamento delle teorie tradizionali della percezione. A Black si deve invece una sottile disamina di cosa significa, dal punto di vista teorico, dire che un quadro «raffigura» o «rappresenta» qualcosa.

Prefazione di Maurice Mandelbaum. Ernst H. Gombrich, La maschera e la faccia: la percezione della fisionomia nella vita e nell'arte. - Julian Hochberg, La rappresentazione di cose e di persone. - Max Black, Come rappresentano le immagini? - Postscritto di Ernst H. Gombrich.

Recensioni dei clienti

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    Chiara

    14/01/2005 13.53.46

    I primi due saggi non sono male, anche se tanti concetti sono talmente scontati che i due autori avrebbero potuto tralasciarli. Nel complesso sono letture gradevoli. Il terzo saggio, scritto da Max Black, è assolutamente folle! O meglio: comprensibile, ma... senza obiettivi! Quelli che lui chiama scopi di ricerca non sono nulla! Il suo è un totale vagheggiamento che non porta a niente: una perdita di tempo vera e propria.

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