Categorie

Conor Kostick

Curatore: A. Vanoli
Traduttore: F. P. Terlizzi
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2010
Pagine: 275 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788815139719

La storia delle crociate è uno dei settori della medievistica meglio rappresentati nell'editoria internazionale: la recente traduzione del volume di Conor Kostick rappresenta un'ulteriore di conferma tale popolarità. Occorre subito notare che quest'opera non è né una sintesi né una monografia accademica di stampo classico: si tratta invece di un saggio di narrative history che divulga in maniera chiara ed equilibrata uno degli eventi chiave della spedizione conosciuta sotto il nome di "prima crociata" (che, ricordiamo, è un'espressione coniata in tempi molto posteriori agli eventi), vale a dire l'assedio e la conquista di Gerusalemme avvenuti a cavallo tra i mesi di giugno e luglio del 1099. Il lavoro di Kostick non è dunque una nuova sintesi che si aggiunge alle numerose opere sulle crociate del panorama editoriale italiano, ma piuttosto il tentativo di proporre un resoconto esauriente di un episodio cronologicamente alquanto limitato: coinvolge infatti una quarantina di giorni rispetto ai quasi quattro anni trascorsi dall'appello di Urbano II a Clermont-Ferrand (27 novembre 1095) che diede il via alla marcia verso la Terrasanta.
Chi scrive non intende perciò soffermarsi sui punti in cui è in disaccordo con l'autore, condividendo con lui la necessità di assumere "decisioni cruciali" a monte dell'operazione di scrittura di un libro del genere, scelte che evidentemente condizionano il testo (ogni tanto qualche svista non manca, come a p. 21, dove i rapporti di alleanza tra Boemondo, Ruggero I di Sicilia e Ruggero Borsa sono presentati in maniera travisata). Restano riserve in taluni punti specifici del testo, quando l'autore non pare distanziarsi in maniera rigorosa e con attenzione esegetica dalle fonti a sua disposizione. Basti notare il quadro idilliaco dei pellegrini sotto le mura di Nicea, in cui si leggono espressioni come "era una situazione esaltante: così tanta gente, così tante lingue diverse, eppure tutti uniti per lo stesso scopo": un'evidente ripresa letterale delle ferventi esclamazioni dei cronisti del tempo, ripresa che non tiene nel debito conto che la lettura ottimistica era stata ispirata dall'esito vittorioso della peregrinazione verso Gerusalemme.
Tutto sommato, si tratta di dettagli che non inficiano l'interesse per un'operazione che presta tuttavia il fianco ad alcune riserve, anche per la non sempre compiuta capacità di plasmare la narrazione in maniera accattivante. Dilatare i quaranta giorni dell'assedio di Gerusalemme, a scapito del resto della spedizione, concede inevitabilmente largo spazio ad aspetti di natura militare e mette in secondo piano le motivazioni e gli intenti degli uomini che parteciparono all'iter per Gerusalemme. Si minimizza anche, dal punto di vista militare, il fatto che l'assedio di Antiochia era stato ben più complesso – era infatti durato nove mesi – e aveva influito in misura maggiore sugli equilibri interni della spedizione. Si tratta insomma di un libro da suggerire a un lettore intenzionato ad approfondire un aspetto specifico della storia delle crociate, ma che lascia alcune questioni irrisolte e deve dunque essere integrato con altri contributi.
Degna di menzione la cura editoriale della traduzione italiana e l'apparato delle cartine a corredo del volume: raramente il lettore ha potuto disporre di sussidi così ben realizzati.
Luigi Russo