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Antonio Pascale

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2013
Pagine: 232 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806172381

Recensioni dei clienti

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    furetto60

    04/04/2016 10.26.35

    Romanzetto che non convince appieno, appesantito sia dal continuo dire non dire, sia dal continuo nascondersi di chi invece ritiene che il posto in cattedra gli spetterebbe. Anche le fasi ironico-umoristiche si risolvono in dialoghi a volte farraginosi. Pur non mancando qualche momento felice, è di quei libri che scivolano senza lasciare traccia.

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    furetto60

    01/04/2016 13.27.24

    Romanzetto che non convince appieno, appesantito sia dal continuo dire non dire, sia dal nascondersi un po' ipocrita di chi invece ritiene che il posto in cattedra gli spetterebbe. Anche le fasi ironico-umoristiche si risolvono in dialoghi a volte farraginosi. Pur non mancando qualche momento felice, è di quei libri che gli fai una foto e lo metti su Ebay, magari qualcuno l'apprezza.

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    Massimo F.

    11/06/2014 00.11.36

    Non mi ha lasciato granché. A metà tra l'ironico e l'umoristico, non risce ad essere nè l'uno né l'altro. Leggibile, anche se qua e là un po' noiosetto: c'è decisamente di meglio in giro.

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    Pino Rossi

    27/04/2014 23.20.23

    UN LIBRO VUOTO, EGOICO, SUPERFICIALE Ho trovato l'ego del protagonista (spero non dell'autore) di questo libro nauseante e onnipresente. Nella sola prima pagina la parola "io" compare almeno 10 volte. Dettagli insignificanti di un'esistenza persa nello squallore centro-italico di un uomo rimasto adolescente, vengono sbrodolati pagina dopo pagina, senza ironia e senza spessore. Veniamo messi a parte di dettagli talmente futili della vita di quest'uomo, come la marca del suo scooter e perchè l'abbia scelto, oppure le sue considerazioni sull'avvenenza di tutte le donne che incontra (insensibile alla presenza accanto a se di una moglie evidentemente leale). La parola più ricorrente nel libro è "io", con tutti i suoi sinonimi, me, me stesso, mio, mia... Il protagonista sembra paralizzato in un'adolescenza masturbatoria dalla quale non riesce a districarsi. Talora vi sono dei tentativi di auto-ironia, ma che portano sempre in qualche modo alla glorificazione dell'intelligenza (apparentemente non degna di nota) del protagonista. Sembra che, a corto di ascoltatori per le sue chiacchiere egoiche e prive di spessore, il protagonista abbia scelto di comunicarle in un libro. Misteriosamente pubblicato da Einaudi.

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    Umberto Mottola

    10/01/2014 17.11.04

    Una buona penna, Antonio Pascale. Romanzo frizzante, ironico, coinvolgente; tuttavia a volta l'autore indugia in divagazioni nozionistiche e saggistiche.

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    Stefano

    03/12/2013 18.31.42

    Grande,grande, grande. Non conoscevo Pascale prima d'ora, mi ha convinto, mi ha fatto ridere, mi ha coinvolto e mi ha fornito addirittura delle risposte a domande che ultimamente mi angosciavano ed ora mi angosciano meno. Vedete: prima di comprare il libro mi interrogavo sulle questioni più importanti della vita. Come si sceglie il partner, ad esempio ma non soltanto. Ecco, in definitiva Antonio Pascale mi ha persuaso. Lo consiglio vivamente.

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    Giancarlo Tramutoli

    22/10/2013 09.26.22

    Ecco un fulgido esempio di narrativa che sa prescindere dalle solite trame romanzesche, che son sempre quelle, ma che riesce ad essere avvincente usando intelligenza, humour e argomenti insoliti, come insolita è la formazione dell'autore, un agronomo che fa l'ispettore al ministero dell'agricoltura e che ci dice cose insolite su certi luoghi comuni bio ed ecologici ma anche sui sentimenti complicati degli umani. Bello.

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