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Sybille Steinbacher

Traduttore: U. Gandini
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 166 p. , Brossura
  • EAN: 9788806174552

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    gianni

    10/02/2016 18.18.14

    Ottimo studio introduttivo, chiaro, scorrevole e ben argomentato. Interessanti anche le valutazioni sulla "strategia" dello sterminio specificatamente realizzato ad Auschwitz nel piano di germanizzazione dell'est e sulla consapevolezza coeva e successiva dei crimini nazisti presso la popolazione tedesca.

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    monica

    06/04/2012 12.48.43

    Oswiecim era il nome di una citta' Polacca quando in pacifica convivenza vivevano ebrei e non ebrei. Auschwitz divenne il suo nome quando la Germania la occupo' con la forza, la svuoto' di tutti i suoi abitanti e la ripopolo' di tedeschi meriteveoli di godere delle abitazioni dei beni e dei frutti del lavoro dei suoi precedenti abitanti strapiantati e deportati nei vari centri di sterminio nazisti. Ad un solo kilometro da essa fu costruito il campo di Auschwitz, quel campo di concentramento per uomini e donne non meritevoli di vivere. Nessuno in citta' senti' mai nulla nessuno vide nulla, i bagliori dei camini il fumo denso la puzza di carne bruciata. Nessuno vide mai i fantasmi in pigiama intrappolati in quel Lager distante solo un kilometro. Nessuno mai si ricordo' di quei fatti erano solo civili che ne sapevano loro della guerra? Che ne sapevano loro degli ideali del loro partito? Io chiedo a te cittadino tedesco di Oswiecim chi abitava in quella casa che ti fu imporvvisamente donata con tutti i beni in essa contenuti? Era di uno di quei fantasmi in pigiama a righe del quale affermi di aver saputo solo dopo quando e' stato liberato il campo e le notizie dell'abominio in esso compiuto circolarono sveltissime. Hai davvero saputo solo dopo che i tuoi connazionali che lavoravano come aguzzini in quel campo furono portati davanti alla giustizia per crimini contro l'umanita'? Affermi veramente di non aver visto quegli schiavi macilenti costretti a ripulire e distruggere tutto cio' che si trovava nella zona di interesse del campo comprese le abitazioni che ti stavano difronte? Affermi davvero di non essere colpevole solo perche' non hai attivamete partecipato allo sterminio ma sei solo rimasto a guardare indifferente perche' lo ritenevi giusto per la prosperita' della tua grande patria?

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    Romano De Marco

    24/06/2005 08.44.21

    "DOPO AUSCHWITZ LA CULTURA E' SPAZZATURA" (Th.W. Adorno)

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