Categorie

Uta Frith

Editore: Laterza
Edizione: 3
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine:

2 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Medicina - Clinica e medicina interna - Pediatria

  • EAN: 9788842093305

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Mauro Lanari

    25/08/2014 10.28.50

    La CDU (Cognitive Development Unit) londinese, da cui proviene pure la Frith, ha formulato due diverse ipotesi sull'autismo: quella d'un deficit nel comprendere lo psichismo altrui, esaminata ora con metodiche di neuroimaging che chiamano in causa i neuroni specchio (o mirror), e quella d'un persistente DDC (Deficit di Coerenza Centrale, "weak central coherence"), che attesterebbe la cronica incapacità innata d'integrare eventi, emozioni, concetti, esperienze: un deficit originario d'integrazione ideoaffettiva, vale a dire sia sul versante cognitivo, conoscitivo, epistemico, sia sul versante motivazionale, volizionale, valutativo. Quest'ipotesi alternativa è stata elaborata proprio dalla Frith, e anche lei si sta dedicando ai test con tecniche d'imaging per cercare conferme di tipo neurobiologico. Le due ipotesi si differenziano in un aspetto essenziale: gli stessi autori della suddetta scuola si premurano di precisare che sarebbe più opportuno parlare d'un "continuum" etichettabile come Disturbi dello Spettro Autistico, poiché l'autismo "si manifesta con la presenza di tratti [...] che possono essere riscontrati, seppur in forma lieve, anche in molte persone normali" (L. Surian, 2005, p. 19). Detto altrimenti, l'autismo andrebbe ridefinito come uno spettro continuo di maggiore o minore gravità nei sintomi, dai casi di disturbo invalidante fino a un'epidemiologia che sfocia in un'antropologia universale, alla maniera della nevrosi e della psicosi come psicopatologie quotidiane rispettivamente della prima e della seconda metà del '900. Al 1° polo dello spettro sarebbe valida l'ipotesi neurobiologica d'una compromissione SPECIFICA dei neuroni mirror, al 2° polo andrebbe invece applicata l'ipotesi neurobiologica proposta dalla Frith, ASPECIFICA e generalizzabile all'intera condizione umana. Nelle parole della prefazione di Mecacci: "l'architettura cognitiva non è data in forma compiuta alla nascita" (p. VIII), e non è detto che qualcuno vi sia ancora mai pervenuto.

Scrivi una recensione