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Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2007
Pagine: 159 p. , Brossura
  • EAN: 9788815118844

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    nostalgite

    09/11/2011 03.23.02

    Comincerei col dire che l'«Averroè» di Campanini si colloca indicativamente a mezza via tra testo divulgativo e universitario. Dunque lettura che, per essere fruita con costrutto, richiede quantomeno dedizione e, prima ancora, buone conoscenze filosofiche di base (senza meno Platone e Aristotele, ma si spazia, benché solo in accenno, fino a Gadamer e Gramsci). È strutturato in tre parti distinte e «consecutive»: contestualizzazione storica, sociale, teologica, giurudica; esposizione analitica del sistema di pensiero propriamente detto; effetti dello stesso prima sui contemporanei e quindi sui posteri - ossia ciò che fu di lí in poi l'«averroismo». Un libretto non troppo pingue ma denso, che fluisce tra una spallata al tecnicistico e una al discorsivo, in cui compaiono frequenti citazioni degli originali di Averroè e dei suoi molti commentatori; nonché di coloro, inclusi taluni colleghi contemporanei del Campanini, che hanno analizzato e interpretato, non sempre in consonanza con l'autore, l'opera del filosofo cordoviano. (Giova tenere a mente che la parte critica rimane comunque una visione soggettiva, sí di un eccellente orientalista ma pur tuttavia sempre uno studioso con le proprie convinzioni e «istanze» accademiche.) L'apparato di note è stringato - come specificato piú sopra, si presuppone già in approccio un lettore ben attrezzato di suo - mentre invece la bibliografia di riferimento piuttosto ricca. Il giudizio finale è, in definitiva, senz'altro positivo. Vero è però che, stante la scarsità di materiale prodotto - o anche soltanto tradotto - in italiano, non sono personalmente nelle condizioni di avanzare confronti probanti; sicché, in soldoni, rimane un giudizio ampiamente «istintivo», facilmente viziato dall'inadeguatezza del recensore.

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