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L' avvocato canaglia - John Grisham - copertina

L' avvocato canaglia

John Grisham

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Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 10 novembre 2015
Pagine: 332 p., Rilegato
  • EAN: 9788804658337
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Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio, ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero blindato dotato di vari comfort - wi-fi, un frigorifero pieno di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c'è sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi. Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende gioco delle istituzioni. Narrato in prima persona, "L'avvocato canaglia" racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano...
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    lucia

    09/03/2019 11:26:55

    Sin dalla prima pagina John Grisham parte con una narrazione diretta, senza fronzoli. Lo scopo è quello di attirare immediatamente l'attenzione del lettore senza mezzi termini, senza leggere tra le righe. Ho apprezzato molto questo stile schietto che ben si adatta al personaggio principale. I brevi racconti delineano man mano il carattere dell'avvocato canaglia. Inizialmente si ha l'immagine di un uomo retto, il cui senso di giustizia spesso vanno ben oltre gli interessi personali. Col trascorrere delle pagine, il personaggio, lascia da parte la moralità, suo malgrado, per concentrarsi sul proprio cliente. Grisham, ad ogni singolo capitolo manda un forte messaggio di denuncia contro l'abuso di potere della autorità .

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    GIAMBA

    09/01/2019 10:48:51

    Un buon libro, originale. Ottima caratterizzazione del personaggio principale. Buona analisi del sistema giudiziario americano. Un po’ troppo sbrigativo il finale.

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    Rain

    24/06/2018 17:28:40

    bellissimo!! un grisham in gran forma ci racconta la storia quasi a episodi dell'avvocato "canaglia" sebastian rudd in guerra contro le prepotenze e l'ingiustizia di un sistema giudiziario ingiustamente mitizzato da cinema e tv. consigliatissimo

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    Maruska

    15/02/2018 10:41:28

    John Grisham è una garanzia! Molto diverso dai storici romanzi di Grisham, questo libro esce dagli schemi e parla o meglio critica il sistema legale Americano. Come tutti i suoi libri, c'è suspence quel tipo di suspense che ti tiene incollata al libro per vedere come prosegue e che succederà ai personaggi del libro. Personaggi ben definiti. DA LEGGGERE!

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    giorgio g

    29/08/2017 07:53:46

    Chi è l'avvocato canaglia? Per usare le parole dell'autore, è "un lupo solitario, una canaglia che si batte contro il sistema e odia le ingiustizie.” Si chiama Sebastian Rudd. Al solito Grisham è l'affabulatore di sempre: incomincia in sordina e sembra che voglia ammannirci un libro a episodi, poi tutto prende mordente per raggiungere il suo acme nel processo che attira tutto l'interesse del lettore. Le storie di Gardy, Link Scanlon, Dough Renfro, Tadeo Zapate, Arch Swanger tutti difesi dall'avvocato Rudd, evidenziano come il sistema americano, nel quale la Polizia ha molte prerogative di cui il cittadino comune non gode, non sia esente da storture, anche macroscopiche. Anche la storia della scomparsa di Jiliana Kemp di cui sembra colpevole Arch Sanger, rientra nella stessa categoria. Le schermaglie tra Sebastian e la sua ex-moglie Judith invece ci interessano di meno come le smancerie che riserva al figlio Starcher vittima di un (finto) rapimento e alla sua insegnante Naomi Tarrant. Un' altra chicca del re del legal thriller che vale la pena di leggere.

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    Pasqà

    04/02/2017 11:10:29

    Avvincente fino all'ultima pagina. Uno dei suoi migliori!

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    parlos73

    12/01/2017 10:47:53

    E' un libro di Grisham... e questa è sempre una gran cosa. Si legge in modo scorrevole e tutto va bene: dialoghi, descrizione dei personaggi, cura nell'ambientazione. Però non c'è una racconto unico, una trama precisa: sono tante storie che si susseguono, alcune s'intrecciano altre no. L'ho letto perchè ogni pagina si rappresentava come una lettura appagante da un punto di vista stilistico, ma il contenuto nel complesso mi ha abbastanza deluso.

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    patrizia b.

    06/12/2016 18:12:52

    decisamente uno buono della serie. Connelly sa scrivere e sa avvincere (quasi sempre)

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    giancarlo

    17/02/2016 16:38:14

    Tra gli ultimi romanzi è sicuramente il migliore. La narrazione ha un buon ritmo e le vicende catturano l'attenzione del lettore. Forse è un tantino forzato ( spero) il livello di corruzione di quelli che dovrebbero essere i buoni

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    Jole

    30/01/2016 10:07:51

    Grisham è inconfondibile. Ho letto tutti gli ultimi libri e questo è uno di quelli che mi è piaciuto di più. Mai banale, accattivante in ogni paragrafo che scrive. Peccato che non fosse un'unica storia ma diverse slegate tra loro, solo per questo non do il punteggio pieno. Per il resto ne consiglio assolutamente la lettura!

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    paolo

    06/01/2016 20:33:56

    Uno dei Grisham convincenti degli ultimi anni con una storia che unisce ritmo e riflessione sui meccanismi giudiziari e sociali degli states.Il finale tutto sommato lo trovò abbastanza ottimistico e convincente come contenuti.Il personaggio che si racconta in prima persona lo trovò uno dei migliori inventati da Grisham in tutta la sua produzione letteraria e merita da solo il voto alto assegnato al libro.

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    FABIO-FI

    25/12/2015 20:21:46

    Si forse non sarà il suo miglior libro, però sapete come, Grisham è Grisham... Quindi può anche mettersi a scrivere e romanzare l'elenco del telefono, perché con i dialoghi e le descrizioni dei personaggi che solo lui sa fare, riuscirebbe sicuramente a farcelo leggere e mettere pure 5 stelle.

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    eloise

    13/12/2015 18:55:53

    Insomma è passabile....diciamo che parte in modo interessante, un'avvocato fuori dagli schemi che vive su un furgone e però più leggo e più mi sembra di vedere il film "The Lincoln Lawyer" tratto dal libro di Connelly.... Trovo che venga dato troppo risalto alla vicenda personale sulle diatribe con l'ex moglie per l'affidamento del figlio e il protagonista, guarda caso, ottiene sempre il meglio...poco credibile..... I suoi clienti spaziano dal killer seriale che tutti vorrebbero vedere con l'ago infilato nel braccio, al cittadino modello a cui le forze dell'ordine stravolgono la vita con un'intrusione in casa sua modello "Criminal Minds", sfasciando e uccidendo tutto quello che gli si para davanti, un po' forzato... Finale raffazzonato e con poco senso...

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    Marcello

    07/12/2015 09:07:15

    Decisamente buono, non un Grisham melenso ed incartato, ma aggressivo e trasgressivo uno dei migliori degli ultimi tempi

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    GUIDO

    06/12/2015 20:57:43

    Sembra di essere tornati ai Grisham di prima maniera :lettura scorrevole e godibile fino alla fine, anche se mi rimane un lontano sospetto che si sia avvalso di un ghostwriter...

Vedi tutte le 15 recensioni cliente


Narrato in prima persona, L'avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti dei romanzi di John Grisham.

Legali come me devono convivere con la domanda: “Ma come fai a difendere una feccia del genere?”. Io me la cavo con un veloce: “Qualcuno deve pur farlo”, e me ne vado.

Anche il peggior criminale merita di essere giudicato da un tribunale imparziale: questo è il leitmotiv dell’ultimo romanzo di John Grisham, L’avvocato canaglia, che vede Sebastian Rudd vestire i panni del difensore in casi giudiziari apparentemente a senso unico. Questo suo atteggiamento, per quanto nobile, non sembra avere nessun vantaggio: la vita di Sebastian è costantemente in pericolo, riceve minacce di morte ed è sempre in movimento.
La sua base operativa è un furgone nero con vetri oscurati antiproiettile, dotato di tutte le comodità, dentro al quale passa la maggior parte del suo tempo insieme al suo autista e unico amico, Partner, un uomo che ha salvato da un processo che lo avrebbe condannato a un’ingiusta detenzione. John Grisham ci accompagna nel mondo americano della giustizia, dove a farla da padrone sono i giochi di potere e l’ingiustizia, dove un uomo potente per ottenere una rielezione a una carica politica sacrificherebbe un essere umano, la cui unica colpa è essere malvisto da una comunità, che lo accusa di un omicidio non commesso e che lo vorrebbe vedere con un ago nel braccio.
Un mondo in cui un’operazione di polizia può finire in tragedia inaspettatamente, e la volontà di insabbiare tutto e di trovare un capro espiatorio è così forte da scavalcare i principi di giustizia che regolano la professione di chi dovrebbe tutelare l’ordine. Sebastian Rudd non ci sta, e ricorre se necessario anche a modalità non convenzionali per far emergere la verità, secondo l’antico motto machiavelliano “il fine giustifica i mezzi”.
In questo romanzo la narrazione in prima persona di Sebastian è cruda, graffiante: Grisham non usa mezzi termini per delineare le storture di una società americana basata sul consenso e sull’apparenza, soprattutto nell’ambito giudiziario, nel quale sono in gioco le vite delle persone coinvolte. La figura del protagonista appare, quindi, come un anti-eroe: sebbene sia inserito nel sistema, è determinato a combatterlo dall’interno, costi quel che costi. Sebastian Rudd è un protagonista verosimile e reale: traspare che non ha sempre vinto nella sua vita, né ha sempre perso, ma lotta sempre e comunque, al massimo delle sue possibilità. Solo così può considerarsi un vero uomo, senza rimpianti né rimorsi.


Un brano tratto dall'intervista di Wuz

WUZ: Nei suoi romanzi gli avvocati sono quasi sempre presentati come persone disoneste. È una visione estremizzata della realtà o è così davvero?

GRISHAM: Non è divertente né interessante parlare delle persone oneste è molto più facile descrivere i disonesti! È difficile pensare di poter tessere una trama parlando dei cosiddetti buoni, anche se in realtà sono la maggioranza. La maggior parte degli avvocati infatti è composta da grandi lavoratori e da persone oneste, però è molto più stimolante scrivere e parlare degli altri, dei delinquenti.

WUZ: A lei viene in genere attribuita l’invenzione del legal thriller come genere.

GRISHAM: Non sono senz’altro stato io a inventarlo! Ho semplicemente utilizzato la suspence del romanzo poliziesco e l’ho inserita nell’ambiente legale e giudiziario. Forse ho solo dato maggior fama al genere: ci sono stati altri scrittori che, prima e anche meglio di me, hanno scritto dei legal thriller. Forse l’unico merito che mi si può riconoscere è stato quello di aver reso questo filone molto popolare, ma non mi voglio sentire imprigionato dal genere.
  • John Grisham Cover

    Scrittore statunitense. Laureatosi in legge, per anni è stato avvocato penalista. Ha ricoperto incarichi politici come membro della Mississippi House of Representatives. Con il romanzo Il socio (Mondadori 1992, adattato per il cinema nel 1993 da Sydney Pollack), ha rinnovato le fortune del genere legal-thriller, o più precisamente del courtroom-thriller, cioè il romanzo giallo d’ambientazione giudiziaria. A questa formula l’autore è rimasto fedele anche nei molti romanzi successivi, spesso all’origine di popolari film: Il rapporto Pelican  (1992), la cui versione cinematografica venne realizzata nel 1993 da Alan J. Pakula; Il momento di uccidere (1992); L’uomo della pioggia (1995), portato sullo schermo nel 1997 da Francis Ford... Approfondisci
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