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Gary Jennings

Traduttore: B. Oddera
Collana: Superbur
Anno edizione: 1986
Formato: Tascabile
Pagine: 1024 p.
  • EAN: 9788817113151
Disponibile anche in altri formati oppure usato:

Premio Bancarella 1982. Mixtli l'Azteco ci racconta la sua avventurosa vicenda personale e insieme, l'affascinante storia della civiltà nata in quella parte della Terra che gli aztechi chiamavano l'Unico Mondo. Assistiamo con lui ai barbari massacri e alla gloria delle Guerre dei Fiori, allo splendore delle bandiere di piume che sventolano su Tenochtìtlan, alla fiera civiltà del popolo delle Nubi, a storie perverse di sangue e di passione fino all'arrivo di Hernán Cortés. Leggenda, storia, mistero, mito sono intrecciati in questo libro che contiene dieci, cento, mille romanzi.

Recensioni dei clienti

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    Ric

    14/11/2016 13.24.09

    E' difficile avere la fortuna di inciampare in libri del genere. Insieme a pochi altri, un vero capolavoro!

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    Dami

    22/10/2016 20.40.44

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto! La mole è interessante ma non deve spaventare. L'ambientazione ed i personaggi sono descritti molto bene e le avventure sono fantastiche. Un libro che non deve mancare agli amanti di Storia e Civiltà Precolombiane. Un viaggio nel passato assieme all'amico Mixtli.

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    Ross

    18/07/2016 16.29.36

    Siccome concordo totalmente con quello che ha scritto Gennaro, prima di me, non aggiungo molto di più se non che questo bel romanzo, dal ritmo incalzante (si fa fatica a chiuderlo la sera e non si vede l'ora di riprendere il filo) ci dimostra - per l'ennesima volta - anche quanto, pur con qualche rara eccezione, la natura dell'uomo sia quanto meno "bizzarra". Un modo alternativo e interessantissimo di conoscere la storia (parte di essa) della conquista del Nuovo Mondo. Peccato il finale (amaro), solo parzialmente mitigato dalla continua ironia verso "gli scrivani" e il mondo che rappresentano (la Chiesa). Consigliatissimo.

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    gennaro

    03/01/2015 14.17.28

    davvero un bel libro: un compendio romanzato della vera storia degli aztechi o mexicha, molto avvincente e ricco di particolari. mi ha ricordato La verità perduta , romanzo con il quale l'odontoiatra Tacconi descrisse in modo magistrale la civiltà dell'antico Egitto. Jennings è molto imparziale : dei vinti ci descrive chiaramente l'orrenda pratica dei sacrifici umani e l'antropofagia; dei vincitori, l'arroganza e l'avidità. Ancora una volta , meritatamente, la chiesa cattolica appare per quel che è realmente stata sino al 19-20 secolo, cioè un'organizzazione composta per la maggior parte e, tranne lodevolissime eccezioni, da manigoldi, ma questo è un dato storico già oggettivamente acclarato. Unico difetto, secondo me , nell'opera di Jennings , è l'eccessivo ricorso al sesso, la minuzia nel descrivere i vari amplessi e le varie perversioni, tutti elementi che sembrano avulsi dal tema centrale della narrazione, sicche' non se ne comprende la funzione nella complessiva economia dell'opera. comunque, sicuramente la lettura dell'Azteco è da consigliare a tuti gli amanti della storia e del romanzo storico.

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    francesca

    07/10/2013 12.27.04

    ho letto questo libro ancora 15 anni fa e mi ha conquistato...ci si affeziona al personaggio che racconta, attraverso la sua personale storia, tutta l'epopea del suo popolo fino alla conquista spagnola...si rimane rapiti dalle rappresentazioni dei luoghi, e si rabbrividisce per i particolari raccapriccianti che lo scrittore racconta con dovizia di particolari... alla fine il personaggio diventa familiare, dispiace lasciarlo....

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    Riccardo Banchi

    10/07/2013 10.56.50

    Dopo aver letto "Sinuhe l'egiziano" di Waltari non pensavo di riuscire a trovare un romanzo che potesse eguagliarlo. Questo capolavoro di Jennings, di cui avevo sentito parlare benissimo, sorprende invece anche le mie più esigenti attese. La narrazione in prima persona si conferma la migliore nel coinvolgere il lettore. In questo caso è la vita del protagonista Mixtili ad entrarti nel midollo, dalla sua infanzia alla progressiva crescita fisica e sociale condita di avventure di ogni sorta, di esperienze meravigliose e terrificanti che stordiscono il lettore. Tutto è ambientato in quella parte di territorio che gli Atzechi chiamavano l'Unico Mondo, di cui Tenochtìtlan ne è il Cuore e che, come tutti sappiamo, termina con l'arrivo di Cortés e con la cristianizzazione forzata. Il racconto della fine di quel mondo, raccolto nelle ultime 150 pagine, è stupendamente drammatico, a ragion veduta forse evitabile, e questo lo rende ancor più straziante; ma la storia non si può cambiare... La metodologia narrativa (la cronaca dettata dall'ormai anziano Indio ai frati spagnoli che in singole parti viene inviata all'imperatore Re Carlo V in Spagna) è fantastica; il linguaggio utilizzato è perfetto, ricco di termini atzechi che l'Indio spiega agli scrivani e quindi anche al lettore con maestria incredibile. Pure le lettere di accompagnamento che il Vescovo del Messico, Juan de Zumàrraga, sono scritte in modo da sembrare autentiche. La conoscenza storica e culturale che Jennings dimostra sull'argomento trattato è indiscutibile. Tutto questo per dire che "L'ATZECO" lo considero IL MIGLIORE ROMANZO STORICO MAI LETTO (o uno dei migliori) E SOLO POCHI ALTRI POSSONO E POTRANNO REGGERNE IL CONFRONTO.

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    MAX

    23/06/2013 15.32.32

    sinceramente ho fatto un po fatica a terminarlo non per le sue dimensioni ma perchè purtroppo alcuni passaggi sono altamente frustranti. Comunque la storia rimane assolutamente affascinante e in attesa di leggere gli altri questo merita di essere letto

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    Elena

    02/04/2013 20.43.57

    Il romanzo è scritto bene, preciso, dettagliato, ma per me è stato difficile arrivare alla fine, perché non volevo leggere di come questa fiera civiltà è stata travolta e annientata. Questo però nulla toglie ad un romanzo che mi ha aperto un mondo che non conoscevo, che ho apprezzato (anche se con costumi e usanze che mi hanno fatto un po' accapponare la pelle!) e che mi dispiace moltissimo sia stato distrutto.

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    UFO75

    03/02/2013 15.55.24

    Libro superbo, ricco nella trama e nelle descrizioni storiche, personalmente tra i migliori che abbia mai letto.

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    Riccardo

    20/05/2012 12.52.39

    Semplicemente bellissimo! Da tempo non leggevo un romanzo così coinvolgente.

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    Roberta-zyanya

    22/01/2012 19.58.40

    Lo Lessi appena venne pubblicato... ero giovane e il romanzo fu per me così avvincente che partii per il Messico! L'emozione di quel territorio legato alla loro cultura, mi fece apprezzare ancora di più la loro storia. Oggi una delle mie figlie (13 anni) l'ha appena letto e vuole partire...mio marito incuriosito lo sta leggendo... Amcora oggi, penso sia un capolavoro. Roberta.

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    Dario

    22/12/2011 09.30.06

    L'Azteco è un grande romanzo storico che regala al lettore una moltitudine di emozioni. Un libro dove c'è tanto, tantissimo: i tanti episodi che il protagonista racconta, l'intreccio che è dosato al punto giusto senza apparire mai forzato, il fascino reso magnificamente di una civiltà così lontana nel tempo e così diversa da quello che conosciamo, gli amori, le tragedie, le passioni, il mistero, l'assurdità delle religioni ( quella Azteca e quella Cristiana ), i viaggi, le guerre, l'incontro/scontro tra due civiltà fino all'epilogo che lascia l'amaro in bocca. Insomma un libro denso come pochi, una straordinaria macchina del tempo su cui viaggerete volentieri e dalla quale non vi sarà facile scendere.

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    mirko

    09/05/2011 20.00.06

    Semplicemente fantastico!!!

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    Stefy

    11/12/2010 14.35.28

    Il più bel libro che abbia mai letto! Perchè? Perchè man mano che andavo avanti nella lettura venivo catapultata indietro nel tempo e per una settimana ho vissuto a fianco di Mixtli nel suo "meraviglioso" paese! ...tutti dovrebbero leggerlo una volta nella vita.

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    maurizio

    16/10/2010 12.10.15

    Era il primo libro storico che leggevo nella mia carriera di lettore ed il giudizio è positivo. Coinvolge la storia di Mixtli che attraverso le sue vicissitudini narra la gloriosa storia di un popolo e gli scempi compiuti in nome della religione dalla Chiesa Cattolica.

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    ziomio

    22/06/2010 14.53.15

    gran bel libro, un affresco sui costumi e le usanze degli aztechi, sicuramente da leggere. l'ho trovato prolisso in alcune parti e ci sono anche un po' troppi refusi per un libro di questo calibro (evidentemente per fare l'edizione economica hanno risparmiato sull'editing!!!) e anche il fu Jennings, come i suoi colleghi connazionali, durante il racconto lascia cadere il suo protagonista in americanate clamorose un po' fuori luogo per il periodo narrato. cmq lettura consigliata.

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    mitla77

    19/06/2010 21.57.17

    Romanzo certamente avvincente, sono a pagina 741 e certo non faticherò a finirlo. Le parti migliori sono quelle che descrivono gli usi e i costumi aztechi: come tanti anche io ho visto somiglianze incredibili con i riti sacrificali di Apocalipto di Gibson. In effetti la bravura dello scrittore sta proprio nell'immergerci in una civiltà così lontana dalla nostra, fata di paesaggi incredibili, impregnata di violenza, sacrifici umani, dei e leggende a noi totalmente ignoti. Concordo però con chi dice che questo Mixtli sia un po' troppo fuori dal normale: la fuitina dal sacrificio Maya di Zampa di Giaguaro in Apocalypto viene già vissuta come un'avvntura completamente fuori portata del protagonista, che è obbligato a tuffarcisi per salvare la famiglia. Ma questo Mixtli vive nel 1400 il classico sogno americano: da poveraccio miope senza speranza a scrivano, commerciante, viaggiatore, poi Cavaliere, fino a riccone che si annoia etc etc. Tante ne combina e il Fato si scarica tutto su chi gli sta vicino, incolpevole. Per non parlare poi delle sue prestazioni sessuali a dir poco da RECORD, in quanto egli eccelle non solo nella quantità di donne con cui dorme ma anche nella qualità, giacchè pare che tutte siano rimaste più che soddisfatte dalle sue prestazioni a dir poco eccezionali!!!! Insomma classico mattone alla Ken Follett, con ricostruzioni storiche molto accurate, avventure pruriginose e non, violenza e certamente suspense. Si colloca perfettamente sul telo da mare o sulle brande nelle lunghe ore da passare in guardia..... Consigliato.

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    Lucia 1978

    13/06/2010 16.42.53

    Un bellissimo romanzo storico che vale veramente la pena di leggere, scritto con sapienza e cura narrativa. Un grandissimo affresco storico reso ancora più coinvolgente perchè riportato direttamente dal protagonista sotto forma di racconto in prima persona. Non fatevi scoraggiare dalle mille pagine dell'opera!

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    Saverio De Meo

    29/06/2009 18.36.28

    1000 pagine che ho letto tutte d'un fiato. Un viaggio nel tempo e nella storia romanzato quanto basta e documentato quanto compete ad uno scrittore che è anche archeologo. Un pesante atto d'accusa all'imperialismo bieco e famelico della Spagna e della Chiesa cattolica del XVI secolo, colpevoli, finchè i popoli amerindi avranno memoria, di feroci genocidi etnici e culturali.

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    Carla

    17/06/2009 09.32.09

    Senz'altro un libro coinvolgente e sconvolgente allo stesso tempo. Il racconto è gestito intelligentemente, in modo da consentire al lettore di trovarsi, come per magia,dentro scenari fantastici, vivere battaglie straordinarie,osservare usi e costumi di popoli ormai perduti per sempre, vedere le cose da una angolazione diversa dal solito. Molto interessante, dal punto di vista storico, l'ho trovato veramente un ottimo libro, forse solo un pò troppo prolisso, in alcuni tratti. Per chiunque sia curioso di conoscere a fondo culture come quelle affascinantissime degli indiani d'America, è senz'altro da leggere subito, con avidità. Ma bisogna sapere da prima che è un libro duro, che racconta la cultura atzeca con disarmante sincerità, insieme alle sue cruente tradizioni religiose . E che racconta, altresì, l'invasione spagnola, con tutte le sue drammatiche conseguenze, senza sconti in fatto di crudeltà. Questo è forse quello che più ho apprezzato del testo. Una vera e propria cronaca che non tende mai, ne da una parte, ne dall'altra, ad indorare la pillola, mostrando la natura umana sotto tutte le più incomprensibili sue sfaccettature, illuminata dalla cruda luce dei fatti .

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