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Abha Dawesar

Traduttore: G. Gatti
Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Anno edizione: 2005
Pagine: 330 p. , Brossura
  • EAN: 9788807701665

Questo libro di Abha Dawesar, giovane rappresentante della narrativa indiana contemporanea, è ambientato a Delhi, città mastodontica, torrida e torbida, dove le cose accadono di nascosto, dove tutto ribolle, ma lentamente e furtivamente, un luogo simbolo dell'anima profonda dell'India, paese dalle mille contraddizioni perennemente in bilico tra passato e presente, tra tradizione e modernità. Il romanzo, che ruota attorno alle vicende di una studentessa sedicenne, Anamika Sharma, narra il passaggio dall'adolescenza alla maturità, basato non sul sentimento ma sulle sensazioni fisiche, e la scoperta del sesso, considerato come una forma di conquista della libertà e dell'emancipazione. Storia di formazione tormentata, che non rifugge alcuni tratti scabrosi, Babyji è soprattutto il racconto in prima persona, intenso e profondo, di un'adolescente che affronta i suoi dubbi con mille domande e cerca di risolverli vivendoli. Ottima studentessa, che amplia la sua cultura leggendo i classici inglesi e indiani, ma anche il Kamasutra e Lolita, che le viene prestato dal padre del suo migliore amico, Anamika è brillante, intelligente, volitiva, ottiene ciò che desidera, è ammirata e rispettata, pur non essendo bella piace molto, ma è anche una ragazzina viziata, mossa da un senso di onnipotenza tipico della sua età. Appare curiosa e desiderosa di conoscere ogni cosa, la vita, i rapporti umani, la politica, il mondo, il suo paese, ma è soprattutto una ragazza in cerca di se stessa. Il ritratto che ne fa l'autrice è di un'avvolgente passionalità e spicca nel confronto con quelli dei personaggi che la circondano: l'amante matura soprannominata India, la domestica maltrattata dal marito, la bella coetanea Sheela, che "violenta" contro la sua volontà, i compagni di scuola Vidur e Chakra Dev.
Caratterizzato da un tono intimista e appassionante, il romanzo rapisce il lettore, che non può non rimanere colpito dalle emozioni vissute dalla protagonista. Particolarmente intense appaiono le scene d'amore viste dall'ottica di Anamika, la sua scoperta del corpo femminile e la magia delle sensazioni tattili. Originali sono anche i passi in cui la ragazza applica le formule di fisica o matematica apprese a scuola a momenti di vita reale o ai suoi sentimenti, come quando si chiede perché la società sia restia ad accettare l'ambiguità, mentre la scienza moderna non solo accetta e studia la dualità e i sistemi binari, ma misura anche l'incertezza.
Con questo suo romanzo emozionante e coinvolgente, Abha Dawesar, oltre a ritrarre la società indiana, regolata da convenzioni e tradizioni che limitano i rapporti sociali e li esasperano, dove l'abolizione della divisione in caste ha scalfito solo la superficie di un sistema radicato da tempo immemore, riesce soprattutto a catturare i turbamenti dell'adolescenza e a coglierne l'essenza. Chi ha già vissuto o sta ancora vivendo quest'età potrà riconoscere, nel racconto di questo personaggio di fantasia, sentimenti e passioni che appartengono alla vita reale, come la voglia di cambiare il mondo, la certezza di sentirsi adulti e il desiderio imperioso di essere trattati come tali, la necessità di scoprire il sesso e di trasgredire.

Recensioni dei clienti

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    Mirco

    17/10/2005 16.11.35

    "Coinvolgente" ed "emozionante" non mi sembrano proprio due aggettivi da attribuire a questo romanzo. Ho letto di peggio, certamente, ma proprio non capisco le critiche entusiaste apparse su certi giornali. Dal punto di vista della letteratura erotica meglio sicuramente un Vargas Llosa, la protagonista è piuttosto improbabile e il romanzo ,imho, non scorre. Unico punto discreto, la festa finale, con l'interazione dei vari personaggi che passano dalla conoscenza orale a quella diretta. Per il resto, nebbia.

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    Gianfranco

    23/07/2005 14.18.19

    Un buon libro- forse dal finale un pò deludente (è difficile chiudere bene!). Per chi conosce Delhi, e l'India, anche uno spaccato sincero di una parte della vita nel continenete indiano.

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    Manuela

    21/07/2005 00.00.23

    Secondo me è un ottimo romanzo, che tiene incollati per le prime trecento pagine. Leggendo si percepisce tutta la confusione della protagonista e si desidera arrivare di corsa alla fine per vedere come si risolverà il suo "rettangolo" di amori, o se magari ne troverà di nuovi. Risoluzione che, purtroppo, non arriva e lascia un po' l'amaro in bocca rispetto al resto del libro, ma non così tanto da desiderare di non averlo neanche cominciato :P

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    Lizzie

    19/05/2005 22.46.35

    L'inizio faceva ben sperare e poi... il racconto si è un pò perso ed è fluito abbastanza noiosamente verso il finale...onestamente ovvio fin dal principio...

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