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Carlo Mazzantini

Editore: Marsilio
Edizione: 4
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 180 p. , Brossura
  • EAN: 9788831768245

Recensioni dei clienti

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    johannes

    16/12/2013 21.27.29

    Uno libro che oltre ben raccontare la tragica nemesi del plebiscitario trascorso fascista italiano, ne segna in molti passaggi, senza volere, anche quella invariabilmente socialista dell'autore, rimasto in tal senso molto al di quà anche solo di una possibile sostanziale resipiscenza ideologica. Mazzantini dopo essere stato un entusiasta, sebbene giovanissimo ed ingenuo, sostenitore del Fascismo, non ha visto niente di male nel diventare, una decina di anni dopo la fine della guerra, un "pacifista" di sinistra iscritto al partito radicale. Dopo la mattanza traumatizzante della guerra civile non ha cioè visto niente di male nella connivenza con chi (Pannella-Bonino) ideologicamente - e clandestinamente in pratica - quella mattanza ha inteso impietosamente proseguirla nei grembi delle madri italiane. Il socialismo (rosso o nero poco importa) non è cioè solo un'orrenda infatuazione, ma una malattia vera e propria che non fa salvi nemmeno gli ex-fascisti, che per certi versi avrebbero fatto molto meglio a restarlo. Mannaggia!

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    Mattia

    10/05/2008 21.30.58

    Il libro è da leggere sicuramente solo dopo la lettura di "A cercar la bella morte". Alcuni capitoli ristabiliscono quella giusta luce di vertità ad una storiografia misconosciuta od occultata.

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    ANDREA VENTURA

    30/05/2005 14.28.25

    Si, il problema fu il partito comunista, come partito della guerra civile, che si situa all'origine e alla fine dell'orribile Novecento politico: prima come causa scatenante dell'antibolscevismo fascista poi della Resistenza come attentato terroristico urbano al "fascista" e al miliziano saloino.

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    Dario

    11/03/2003 02.44.35

    Sicuramente uno di quei libri che la cultura resistenziale vorrebbe censurare a causa delle tantissime testimonianze che non fanno certo onore al "mito" partigiano.Uno di quei pochi libri che non appartengono alla troppo facile e scontata vulgata culturale antifascista.Un documento-testimonianza consigliato a tutti,soprattutto a coloro che non hanno,o voluto,leggere un libro scritto dai vinti dell'ultima guerra.

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    Davide

    04/02/2003 11.35.10

    Finalmente un'opera destinata al grande pubblico,scritta da un saggista molto competente,un libro dalla parte dei "vinti" che rievoca in maniera tragica e documentata i sacrifici,le gesta e gli eroismi delle migliaia di adolescenti che accorsero volontariamente alla Repubblica di Salo'.Mazzantini ripercorre parecchi episodi e spiega le ragioni di una scelta che porto' migliaia di giovani a schierarsi dalla parte "fascista".Consigliatissimo a tutti coloro che hanno un briciolo di interesse per la storia del novecento.Da leggere assolutamente!

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    Maurizio Froldi

    07/11/2001 23.40.40

    Mazzantini continua il discorso iniziato con "A cercar la bella morte". Anche "I balilla.." è libro bello e straziante. Nel primo è indimenticabile la fucilazione che i repubblichini infliggono, in una piazza piemontese, a un gruppo di prigionieri. Qui sono parimenti strazianti le sofferenze subìte dagli altri, come l'eccidio della Presolana, che chiude il libro. Si vorrebbe sperare che, a guerra civile ormai finita, certe cose non potessero accadere. Invece, ormai lo sanno tutti, qui nel paese degli "Italiani, brava gente", è successo anche questo.

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