La ballata di Adam Henry - Ian McEwan - copertina

La ballata di Adam Henry

Ian McEwan

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Traduttore: Susanna Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 25 novembre 2014
Pagine: 202 p., Rilegato
  • EAN: 9788806223830
Salvato in 113 liste dei desideri

€ 17,00

€ 20,00
(-15%)

Punti Premium: 17

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
LIBRO
Aggiungi al carrello
spinner
PRENOTA E RITIRA Verifica disponibilità in Negozio

La ballata di Adam Henry

Ian McEwan

Caro cliente IBS, da oggi puoi ritirare il tuo prodotto nella libreria Feltrinelli più vicina a te.

Verifica la disponibilità e ritira il tuo prodotto nel Negozio più vicino.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


La ballata di Adam Henry

Ian McEwan

€ 20,00

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

La ballata di Adam Henry

Ian McEwan

€ 20,00

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

Altri venditori

Mostra tutti (4 offerte da 20,00 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

"Divino distacco, diabolica perspicacia": cosi si mormora negli ambienti giudiziari londinesi a proposito di Fiona Maye, giudice dell'Alta Corte britannica in servizio presso la litigiosa Sezione Famiglia. Sposata da trentacinque anni con lo stesso uomo e senza figli, il giudice Maye ha dedicato tutta la sua carriera alla composizione di dissidi sanguinosi spesso giocati nella carne di chi un tempo si è amato. Battaglie feroci per l'affidamento di figli non più condivisi, baruffe patrimoniali, esplosioni d'irrazionalità cui il giudice Maye oppone un paziente esercizio di misura e sobrietà nella convinzione di "poter restituire ragionevolezza a situazioni senza speranza". I casi su cui è chiamata a pronunciarsi popolano i giorni e ossessionano le notti di Fiona, calcandone la coscienza. Forse la rendono più sfuggente, distratta. Sarà dunque a questo che si deve l'oltraggiosa richiesta di suo marito Jack? "Ho bisogno di una bella storia passionale", un "ultimo giro" extraconiugale con la ventottenne Melanie, esperta di statistica. Umiliata, ferita, "abbandonata agli albori della vecchiaia", Fiona cerca rifugio, come d'abitudine, nel caso successivo. È quello di Adam Henry, violinista dilettante, poeta in erba, diciassette anni e nove mesi, troppo pochi per decidere autonomamente della propria vita o della propria morte. Adam è affetto da una forma aggressiva di leucemia che richiede trattamento immediato.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,25
di 5
Totale 36
5
18
4
10
3
7
2
1
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Serena

    21/09/2019 10:43:50

    Un altro capolavoro di McEwan! Una storia che ti entra nell'anima, una protagonista così umana e così forte. Un libro avvincente, che ti tiene incollato alle pagine, che ti fa vivere la storia in prima persona. Ingiustizia, fiducia, razionalità, sentimenti, sono solo una piccola parte di ciò che si incontra in questo romanzo. Da leggere assolutamente

  • User Icon

    Ilaria

    20/09/2019 07:30:22

    La vita di Fiona May, giudice dell’ Alta Corte britannica, ormai sessantenne, moglie devota, irreprensibile lavoratrice e stimata professionista, si trascina un po’ stancamente nella routine e nei molteplici impegni quotidiani, quando, improvvisamente, è travolta da vicende personali e lavorative che la segneranno inesorabilmente. Da una parte il fallimento del proprio matrimonio a causa del marito Jack, docente universitario in cerca di nuove ” emozioni”, dall’ altra un tormentato caso legale che è chiamata a risolvere riguardante un diciassettenne gravemente malato, Adam Henry, e bisognoso di urgenti cure mediche salvavita contrarie al proprio e familiare precetto religioso. Questo romanzo di McEwan affronta un tema delicato e controverso, ovvero quel confine sottile tra soggettivita’ ed oggettivita’, libero arbitrio e legalità’, auto-determinazione e diritto alla vita, eta’ e capacità’ decisionale, religione ed etica. Lo fa in uno psico-dramma che è perfetta alternanza di vicende personali e riflessioni sul senso della vita, calma apparente e turbinio emozionale, proprio ed altrui, sullo sfondo di una Londra al solito grigia e piovosa. I temi toccati sono molteplici e di somma importanza, concernono la religione, l’ etica, il buon senso, la morale comune, la legge, lo stato, la responsabilità’ genitoriale, medica, i protocolli di cura, tutti elementi oggettivamente presenti e fonte di acerrima discussione legale. Perché’ e’ giusto che Adam continui a vivere, al di là’ di cervellotiche dissertazioni e guerre intestine genitoriali o precetti religiosi astrusi ed invadenti? Al termine della lettura sono molti gli interrogativi irrisolti, ma non è confusione narrativa, è solo abbondanza di temi, ed è voluta. McEwan ha affollato e accatastato un locale disadorno una moltitudine di tracce e di storie che sta a noi scoprire, riflettere, collegare, approfondire, sviscerare.

  • User Icon

    cristina

    08/07/2019 08:25:14

    La prima parte l'ho letta con fatica ma dopo la storia è diventata più interessante. Scrittura molto "british", alla Mc Ewan insomma. Forse troppi i casi giudiziali e le vicende degli altri colleghi di Fiona, avrei preferito maggior approfondimento sulla vicenda privata della protagonista. Bello e un po' triste, fa riflettere su certi dogmi religiosi e sulla fragilità dell'adolescenza. Oltre che sui piccoli e grandi drammi coniugali e sulla vecchiaia.

  • User Icon

    bea

    07/06/2019 18:35:57

    Con una scrittura chiara ed accurata viene descritto un caso giudiziario che è anche un caso di coscienza. Il giudice Fiona, che sta vivendo un difficile momento personale dovuto al tradimento del marito ed alla conseguente fine del suo matrimonio, emette un verdetto, il più possibile equo, ma con una partecipazione umana che travalica il suo ruolo professionale. Un giovane ragazzo, Adam, rischia la vita per il rifiuto delle cure mediche a motivo di convinzioni religiose e Fiona prende la decisione che la sua sensibilità, oltre che la legge, le suggerisce. Ma nel romanzo non vi è solo la storia di Adam, che peraltro si risolve a metà lettura, vi è anche, e soprattutto, la storia di Fiona. In quella particolare fase della vita, in cui i suoi nervi sono scoperti, tutto quello che accade al fuori della sua epidermide la raggiunge toccando un'interiorità fin troppo fragile. Molto in ritardo si accorgerà di quanto quel confine tra donna e giudice sia stato reso sottile dalla vicenda di Adam e come sia difficile decidere per gli altri senza decidere nel contempo anche di noi stessi. Il finale è quello che non ci aspetteremmo ma, all'utilità del racconto, è ciò che necessita per chiudere un cerchio in cui successi e fallimenti si susseguono come le strofe di una ballata. Grazie alle note della canzone di Adam, ora triste ora allegra, che continuano a riecheggiare nella sua mente, Fiona da ora in poi guarderà alla vita con altri occhi. La scrittura di McEwan è ineccepibile anche se in questo caso si ravvisano qualche forzatura, nel voler mantenere in relazione due protagonisti alquanto complessi, e taluni eccessi, nell’indugiare sugli aspetti giuridici e tecnici della professione legale che non aggiungono al personaggio di Fiona più elementi di quanti siano già forniti al lettore in altri passaggi. Tuttavia resta un libro che per il valore dei contenuti merita attenzione.

  • User Icon

    vincenza

    17/09/2018 21:44:33

    Fiona Maye è un giudice dell'Alta Corte di Londra specializzata in diritto di famiglia, che alla soglia dei sessant'anni è costretta ad assistere al disfacimento del proprio matrimonio. In tribunale però la attende un complicatissimo caso: i genitori di Adam Henry, un ragazzo di diciassette anni e nove mesi malato di leucemia, rifiutano le trasfusioni in quanto testimoni di Geova. L’ospedale che ha in cura il ragazzo ha chiesto con urgenza l'intervento della Corte. Ascoltate le parti in aula, Fiona decide di andare a trovare il giovane Adam per capire quanto sia consapevole di quel che potrebbe accadere se non ricevesse la trasfusione. Sarà un momento decisivo, l'incontro tra due solitudini che cambierà per sempre l'esistenza di entrambi. Ian McEwan tratta in questo romanzo temi estremamente delicati come il diritto di autodeterminazione, il diritto alla vita e quello di scegliere di morire secondo i dettami del proprio credo religioso. Dunque l'etica da un lato, la religione dall'altro.

  • User Icon

    aldo.lanciano

    01/08/2017 10:07:41

    Libro bellissimo dedicato alla figura di un giudice donna chiamata a risolvere conflitti familiari e decidere su casi che, come quello su cui si incentra la storia, mettono in gioco la vita, la morte, la scienza medica, la religione e finiscono per coinvolgere la stessa protagonista per un particolare rapporto umano che, a sua insaputa - o meglio, senza che lei ne impedisca la crescita - si instaura con il giovane destinatario di una sua sentenza. La capacità dell'Autore di trattare con stile e chiarezza espositiva argomenti complessi di natura giuridica ed altri più strettamente riservati alla sfera personale della protagonista, è straordinaria e rende la sua opera senza dubbio apprezzabile anche da chi non ha particolari competenze in materia giuridico-giudiziaria.

  • User Icon

    Gianni F.

    11/12/2016 13:57:22

    Un romanzo che poteva essere un grande romanzo, senza l'impressione di averlo voluto "finire al più presto". Un tema delicato ed illimitato come un "suicidio guidato", da un maestro come McEwan, avrebbe potuto essere sviluppato con maggior respiro. Peccato, anche se il romanzo è di ottima fattura, nello stile limpido ed argomentato con precisione come sempre, da questo grande autore.

  • User Icon

    carmela

    01/06/2016 11:14:30

    Asciutto e sintetico come la protagonista, il libro mi ha affascinato per quegli spiragli di umanità che si intravedono prepotenti.

  • User Icon

    camilletta85

    22/01/2016 18:07:12

    Una ballata bellissima e struggente..Mc Ewan appartiene ancora a quel genere di scrittori capaci di raccontare storie intense, dense di significato, mai banali e convenzionali, arricchendo la parte romanzesca con una dose sapiente di casistica giudiziaria e riferimenti tratti dalla realtà, in modo da rendere la storia piu concreta e riconoscibile e, allo stesso tempo, alleggerendo e facendo prendere fiato alla trama principale. Il rapporto tra i due protagonisti, il giudice stakanovista Fiona Maye e Adam Henry, giovanissimo paziente affetto da leucemia ma deciso a rifiutare le trasfusioni di sangue che lo terrebbero in vita per obbedire ai precetti della propria religione, e' profondo e molto complesso sul piano psicologico ed umano: Il ragazzo rappresenta per lei una creatura vitale e creativa da preservare o, forse, la giovinezza perduta o il figlio mancato..per lui quella donna e' il "nume tutelare laico", il punto di riferimento di fronte allo smarrimento e lo sconcerto di fronte al mondo adulto che lo circonda...lo scrittore ci racconta la fragilità e sete di risposte degli adolescenti, il desiderio di dare un "senso" alla propria vita e alle sue deviazioni di percorso..ci racconta di come gli adulti, chiamati ad assumere decisioni eticamente impegnative per se e per gli altri, possano talvolta essere impreparati ad affrontare ed esaudire quelle richieste di aiuto. Mi piace pensare che Mc Ewan abbia guardato con un certo rimprovero alla sua protagonista non tanto per il fatto di essersi fatta coinvolgere emotivamente nel caso di Adam, ma per il fatto di non essersi assunta poi tutte le responsabilità conseguenti alla sua decisione. La donna viene apostrofata e definita da Adam come un "Giuda" traditore se non proprio un diavolo tentatore, ma forse sarebbe piu appropriato accostare la povera Fiona a Ponzio Pilato, che ad un certo punto se ne lavò le mani. Una lettura da consigliare a tutti, a prescindere dal proprio orientamento religioso

  • User Icon

    Il libraio di Treviso

    24/09/2015 12:52:44

    Il peso della scelta: il giudice Fiona è al bivio tra la vita e la morte di ragazzo, il matrimonio e la solitudine, le responsabilità dell'essere adulti e la seduzione della giovinezza.

  • User Icon

    gianna

    21/06/2015 18:50:09

    Stupendo. Magico. Coinvolgente. Gran bel libro scritto divinamente. Fossero tutti così! Complimenti al grande scrittore McEwan.

  • User Icon

    turidduzzu

    17/06/2015 14:30:01

    Bellissimissimissimo. Mcewan possiede la magia di incollarti al libro con la sua scrittura fluida ed originale anche quando parla del nulla.Dopo ho letto a ritroso Chesil Beach, Solar e Sabato, uno più bello dell'altro.

  • User Icon

    Roberta

    21/05/2015 13:53:00

    Un vero peccato non aver mai letto niente di Mc Ewan! Romanzo splendido! Non certo da prendersi alla leggera, è una lettura impegnata ma non eccessiva. Fitta pioggia di sentimenti, di stati d'animo. Commovente racconto che ci ricorda quanto superficiali siano a volte il nostro modo di pensare e di agire. Romanzo di una sensibilità estrema!

  • User Icon

    Alberto

    22/04/2015 10:49:05

    Ian McEwan difficilmente tradisce il lettore. I temi, i personaggi, le storie, l'ambientazione, la prosa, tutto è sempre di alto livello. In questo romanzo si addentra nel campo dell'etica. Fiona sa districarsi dai lacci e lacciuoli del codice e della religione. Da leggere.

  • User Icon

    AdrianaT.

    16/04/2015 11:19:03

    Molti spunti interessanti oltre alla crisi coniugale di una coppia di sessantenni: dalla moglie ebrea emancipata in lotta (culturale) per la prole, al dilemma della separazione di gemelli siamesi; dalle trasfusioni di sangue ad un Testimone di Geova, ad un padre che rapisce la figlia e se la riporta in Marocco; insomma belle gatte da pelare per Sua Eccellenza il giudice Fiona Maye dell'Alta Corte di giustizia di Sua Maestà Britannica. La sua vita si intreccia indissolubilmente con il suo lavoro; nella sua testa, come nella narrazione, tutto si mischia e tutto interferisce su tutto: marito, bambine ebree, amante del marito, gemelli siamesi, il terrore della perdita di lui, dogmi religiosi, rigide regole di tradizione e lo spettro della solitudine, oscillando da un ambito all'altro senza soluzione di continuità, come il suo inquieto andirivieni dalla chaise longue alla finestra. Forse un paio di 'casi' di troppo, ma tutto sommato è un buon libro.

  • User Icon

    marcello

    24/03/2015 16:29:36

    Bellissimo, commovente nel suo intimismo, con sentimenti profondamente e primordialmente umani quanto la poesia di Yeats e la musica da essa ispirata. Da leggere assolutamente.

  • User Icon

    norma

    18/03/2015 15:37:07

    Bellissimo affresco di un adolescente affetto da una malattia incurabile e del rapporto con chi viene chiamato dalla giustizia a prendere delle decisioni relativamente alla sua vita. La freschezza, la forza, la bellezza dei sentimenti di un adolescente che esprime la propria innocenza e un giudice donna che si rende conto che la vita di un ragazzo non è un'isola. Il racconto che emerge è di altissima e profonda visione della vita. Grandissimo McEwan!!!!!

  • User Icon

    cecilia

    10/03/2015 12:45:02

    Ben scritto, sempre, avvincente, interessante...l'ho divorato! McEwan raramente mi delude!

  • User Icon

    Giuseppe Barreca

    27/02/2015 17:55:22

    In genere diffido degli autori affermati che pubblicano un nuovo romanzo; c'è il rischio che attragga più l'autore del libro scritto. In realtà in quest'opera McEwan, secondo me, è stato all'altezza della sua fama. Ha affrontato un genere letterario ibrido, a metà strada tra il saggio etico-giuridico e il romanzo. Ne è scaturita una storia commovente, che interroga tutti noi; l'autore mostra il lato umano di un mestiere come quello di giudice, smentendo l'idea che chi abbia tale ruolo sia sempre capace di astrarre dalle emozioni. Nel libro si affrontano tematiche etiche, nodi giuridici, si parla del sistema giudiziario inglese (bello il riferimento al diritto consuetudinario) senza tecnicismi, riportando tutto alla vera vita, perché il "nocciolo" della trama consiste in una vicenda forte e commovente, in cui la protagonista recupera se stessa, il proprio matrimonio, perdendo qualcosa che era più importante per lei.

  • User Icon

    Loris

    24/02/2015 09:22:35

    Mi verrebbe naturale premettere che non si tratta del miglior romanzo di McEwan, salvo riconoscere subito che il livello è eccellente, superiore a quello degli ultimi due lavori. L'approccio 'scientifico' al tema del diritto di famiglia si dispiega nell'esposizione di casi e procedure che occupa tutta la prima parte, facendo collidere razionalità laica e convinzioni religiose. Lo scontro coinvolge più confessioni, dall'ortodossia ebraica alla Chiesa anglicana ai Testimoni di Geova. Fiona e Adam, i due personaggi che sono al centro della narrazione, vanno però oltre la disputa legale ed etica. Il giudice è l'emblema di un approccio maturo all'esistenza, votato al controllo e alla stabilità. La corazza fatta di buon senso e rivestita di una raffinata sensibilità musicale ha delle incrinature. La mancata maternità e l'affettività senza passione sono segni di disagio che vengono amplificati dalla sottile paura che siano il caso e il nulla a tessere la trama del mondo. Adam, anche per dato anagrafico, riversa intensità e calore in tutto quello che fa, è vorace di vita e affetto. È il figlio mai avuto, l'attrazione dimenticata di un amore adolescenziale. Il dramma nasce dalla mancata comunicazione, da un dialogo iniziato e poi non proseguito, confidando nel potere del tempo e della rimozione. McEwan modella l'ultima parte sulla falsariga de 'I morti' di Joyce, unisce l'eleganza della scrittura all'intensità dello sguardo interiore fino a colpire al cuore il lettore.

Vedi tutte le 36 recensioni cliente
  L'ultimo romanzo di McEwan, La ballata di Adam Henry ribadisce l'interesse dell'autore per un particolare genere letterario, il romanzo scientifico. Non si tratta del filone classico che ha dato vita alla fantascienza, dei mondi lontani o più vicini, ma della narrazione che radica nella scienza la sua trama principale. Non si tratta di un racconto delle scienze ma di porre le scienze nel racconto. McEwan si era già cimentato con Solar (Einaudi, 2010), incardinato sulla fisica e le energie rinnovabili ma potremmo, quale mera esemplificazione, ricordare Richard Powers e le neuroscienze in Il fabbricante di eco (Mondadori, 2008), la genetica in Il tempo di una canzone (Mondadori, 2010), e da ultimo la microbiologia in Orfeo (Mondadori, 2014). Gli spunti per la riflessione possono variare toccando vari profili, ad esempio la profondità e precisione dell'incursione tematica in quei mondi o la saldatura con la costruzione di fantasia. Sempre e comunque fa il suo ingresso, potente e prepotente, uno "specialismo" con le variabili tecnico-linguistiche che questo comporta. La comunicazione autore-lettore non si realizza tramite i veicoli ordinari, ma con l'inserimento di una variabile tecnica estranea, quella di un mondo e di un linguaggio appartenenti alla comunicazione specialistica. La variazione impegna l'autore nella ricerca, il lettore nel dominare quel mondo. Le convergenze, per ricordare un prezioso contributo di Remo Ceserani (Convergenze, Bruno Mondadori, 2010), possono toccare i temi più disparati, dalla matematica alla fisica, dalla chimica alla biologia, dall'antropologia alla storia, dalla geografia all'economia, dalla medicina alle neuroscienze. Infine, ma l'elenco potrebbe continuare, si presenta la giustizia nelle sue sfaccettature, quella degli operatori, avvocati giudici commissari marescialli, del funzionamento della macchina, della risposta avanti la collettività, delle ragioni del punire, dell'assunzione della responsabilità. Ci si avventura nello stimolante quadro del diritto nella letteratura, disciplina avviatasi nei paesi angloamericani ed ora presente anche nel nostro paese. La letteratura si approvvigiona nel campo della giustizia, ne trae spunto, si appropria dei suoi dilemmi, li incornicia nelle storie. Talora, ed è questo il caso di McEwan, la storia è un caso, che diviene struttura narrativa. E il caso ha bisogno di credibilità, e la credibilità si acquisisce con la precisione chirurgica con cui si ricostruisce lo scenario e lo si dota del suo appropriato linguaggio. L'autore, ora il nostro McEwan, non perde l'appuntamento e delinea, con analitico impegno, "l'apparato" giudiziario. Si accennava all'inizio della variabile nella comunicazione autore-lettore allorché fanno il loro ingresso mondi anticonvenzionali, cioè specialistici. E l'osservazione non si limita al linguaggio, e cioè alla comprensione dei termini, ma si estende all'organizzazione di quell'apparato. Nel caso della giustizia il richiamo è alle strutture, agli organi, ai protagonisti, alle "forme di vita" in cui si esplica. Il tema è reale ed è variamente affrontato. Si propone con maggiore importanza quando proviene da altra lingua, da altre esperienze, da altri paesi. In altri termini da società e legislazioni diverse da quelle che recepiscono il romanzo. La traduzione è un congegno delicato da maneggiare, e Susanna Basso ne conosce ogni più nascosto ingranaggio. Nel romanzo scientifico, come lei stessa ha avuto modo di notare, esiste un surplus: trasferire l'apparato specialistico originario e le sue sfumature nella cultura ricevente, operare una sorta di innesto che garantisca la provenienza e nel contempo sia assimilabile da chi accoglie. Per rimanere nel mondo del diritto, ed in particolare nel mondo giuridico anglosassone, le zone di contatto sono numerose. La struttura si compone di giudici che istruiscono le cause, le decidono, offrono il verdetto al riesame in gradi successivi, si presentano alla collettività con l'autorità del ruolo, riflettono sui limiti del diritto rispetto alla morale, ridiscutono vicende penali chiuse con la condanna ma riapribili di fronte a nuove prove. Il lettore attento ma estraneo non coglie forse la rapidità delle decisioni, l'appello che si celebra dopo pochi giorni quando si trattano minori, e, dato non secondario, la trattazione dei casi minorili da parte di un magistrato ordinario e non minorile come avviene invece nel nostro ordinamento. Se ne può discutere e propendere per l'ordinamento inglese o quello italiano, ma la struttura è radicalmente diversa. Essa è imperniata, per gli anglosassoni, sulla discendenza dall'alto e dalla corona, esiste un cancelliere che domina ed è figura ben diversa da quella che compare nelle nostre aule, i giudici, come la protagonista di McEwan, è itinerante per la contea a differenza della stanzialità dei nostri magistrati, per citare alcuni elementi soltanto. L'elenco potrebbe continuare ma, pur nella sua approssimazione vuol denotare la riflessione che comporta trasferire mondi diversi, linguisticamente e tecnicamente, in altri contesti culturali. I primi devono non essere traditi, i secondi devono comprendere. Mantenere le terminologie originarie, la loro identità, significa impedire la seconda via. Appoggiare la trasposizione sui modelli di ricevimento significa snaturare la prima. Il punto di equilibrio, come in ogni confronto tra culture, non è solo un'aspirazione ma un dovere, affinché anche nel versante letterario il romanzo scientifico possa trovare sempre maggiore diffusione.   Alberto Mittone  

«Il compito di Fiona non era salvarlo, ma stabilire cosa fosse giusto o legale»
Fiona Maye è giudice cinquantanovenne dell’Alta Corte al Tribunale sezione famiglia, nella Londra dei giorni nostri. Donna definita «di divino distacco e diabolica perspicacia», appartiene alla legge come certe donne del passato si erano votate spose di Cristo. Sposata da trentacinque anni con Jack, la loro vita coniugale non è stata allietata dall’arrivo di figli. Tutto scorre ragionevolmente e sobriamente, nella vita ordinata di Fiona: le laceranti dispute a cui tenta di porre rimedio, le occasionali esibizioni come pianista, i viaggi in luoghi esclusivi con il marito, la bella casa nel bel quartiere.
Finché un giorno, quello stesso marito con cui ha condiviso tutto, la lascia per Melanie, ventottenne ed esperta di statistica. Mentre Jack parla, in casa il silenzio è assordante: si sente il ticchettio del ghiaccio nel bicchiere del liquore, la pioggia insistente alle finestre, e infine i passi rimbombanti del marito, mentre percorre il corridoio e chiude la porta, un’ultima volta. Jack l’avrebbe lasciata e il mondo sarebbe andato avanti lo stesso: d’altra parte Fiona, come tutta Londra, aveva un lavoro da cominciare. Il lavoro ha un nome: Adam Henry, giovanotto di diciassette anni e nove mesi. Troppo piccolo per decidere legalmente della propria vita, abbastanza grande da voler morire. Poeta e violinista in erba, Adam è anche affetto da una forma aggressiva di leucemia, e rifiuta ostinatamente la trasfusione che potrebbe salvarlo. Adam è Testimone di Geova e «vuole vivere secondo i suoi principî, lui». Fiona è chiamata a decidere del destino del giovane, in deroga al suo sistema morale.
La decisione è urgentissima: la Corte ha un pomeriggio soltanto per emettere la sentenza. Inaspettatamente, il giudice va in ospedale: si trova davanti un ragazzo violaceo e affilato, pallido e fragile. Eppure rifulgente. Adam Henry ha un’innocenza appassionata, trabocca di espansività puerile, di passione e delicatezza. L’incontro è un prodigioso altalenare tra alto e basso, tra aulicità e concretezza carnale. Finché Adam prende il violino, e, nonostante la malattia, suona. «Sentire Adam suonare la commosse, e la turbò nel profondo. Chi prende in mano un violino, o qualunque altro strumento musicale, compie un gesto di speranza che comporta il desiderio di un futuro». Alla domanda sul rifiuto delle cure, Adam inizia un sermone appassionato, sostenuto da una giovanile idea romantica della sofferenza «Sarebbe terribile, terribile. Ma se le cose stanno così, dovrò accettarlo». A chi spetta il giudizio? Sono davvero i tre mesi che lo separano dalla maggiore età a togliergli la sacra facoltà di decidere per se stesso? Forse Adam è diretto a passo solenne verso qualcosa di terribile, ma è giustal’intrusione così intima di un tribunale laico? Forse che le religioni, i sistemi morali, svettano gli uni sugli altri per rilevanza e correttezza? Isolati dal mondo, come in un eterno crepuscolo, Adam e Fiona, antitetici per ogni cosa, sono alla ricerca di verità elementari indispensabili.
McEwan, come d’abitudine, non sbaglia una parola. Si conferma maestro di prosa asciutta, essenziale: scevra di sentimentalismi e ricca di evocazioni, quasi tattili. Accenna, e lo fa perfettamente, con magistrale franchezza e incisività. Nella sua storia, ogni aggettivo, ogni nome, persino ogni verbo è al posto giusto, e non potrebbe essere altrimenti. Una scrittura limpida, pertinente, di elegante solennità e dolorosamente umana, che descrive in modo perfetto, quasi tagliente, i dilemmi morali di ognuno di noi. Questo è un romanzo calato nella realtà, eppure tocca vette immense, assurgendo l’incontro tra Fiona e Adam come l’incontro universale. Il bisogno d’amore e di attenzione disinteressata di Adam, così adolescenziale, smette di essere sinonimo di una condizione esclusiva, e diviene nostro. Il tentennamento di Fiona, il suo rifugiarsi dietro al gelido ruolo istituzionale, smette di essere appannaggio di un giudice dell’Alta Corte, e diviene un interrogativo pressante sul concetto di responsabilità. Mentre due esistenze fra tante si intrecciano indissolubilmente, McEwan parla con noi, con ognuna delle nostre coscienze, e ci pone davanti l’immensa tragedia, evitabile eppure così consequenziale, di scelte minuscole: siamo responsabili della persona che salviamo? Che così ingenuamente e appassionatamente si aggrappa a noi? Un romanzo – o un manifesto – indispensabile, il capolavoro di McEwan: una storia specifica e quindi universale, esemplificata e quindi esemplificabile, che si conficca dentro, profondamente. Che ci lascia indignati, angosciati, nostalgici e furiosi. E non se ne va più.
Ecco, se si cerca un motivo per continuare – o cominciare – a credere nella buona letteratura, e nei buoni scrittori, lo si trova ne La ballata di Adam Henry, e in Ian McEwan.

  • Ian McEwan Cover

    Scrittore e sceneggiatore britannico. Esordisce con due raccolte di novelle, Primo amore, ultimi riti (1975 - pubblicato da Einaudi nel 1979 con la traduzione di Stefania Bertola) e Tra le lenzuola (1978 - edito da Einaudi nel 1982 sempre con la traduzione della Bertola), che ritraggono, in uno stile raffinato e impersonale, situazioni quotidiane, dominate tuttavia dall’ossessione per il sesso e segnate dalla morte. Sesso, perversione e morte sono temi trattati anche nei primi romanzi, Il giardino di cemento (1978, portato sul grande schermo nel 1993 dal regista Andrew Birkin con la nipote Charlotte Gainsbourg e tradotto dalla Bertola per Einaudi nel 1980) e Cortesie per gli ospiti (The Comfort of Strangers 1981 - Eianudi 1983, tradotto in film nel 1991 dal regista Paul Schrader con... Approfondisci
Note legali