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Wesley Stace

Traduttore: K. Bagnoli, M. Bartocci
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2006
Pagine: 547 p. , Brossura
  • EAN: 9788804548850
Il romanzo di esordio dell'inglese Stace, scrittore ma anche musicista, newyorkese di adozione, è stato accolto con grande favore dalla critica, sicuramente in virtù dell'originalità che lo caratterizza. Si pone infatti al di fuori dei limiti della contemporaneità, attraverso la scelta dell'autore di ambientare la vicenda nell'Inghilterra ottocentesca e di strutturare la narrazione non solo sul canone del grande romanzo storico, ma anche sulla presenza di topoi che richiamano la letteratura dell'antichità greca e latina. La trama si sviluppa infatti intorno alla figura di Rose, neonato abbandonato e destinato a morte certa, che, raccolto dal rampollo di una famiglia aristocratica, viene allevato come una bambina, a dispetto del suo sesso. La storia segue dunque la crescita di Rose, le alterne vicende della famiglia, l'avvicendarsi di personaggi e di intrighi, i viaggi del protagonista, per giungere a un finale (a sorpresa) che risolve la vicenda secondo il modulo classico del "riconoscimento". Centrale rimane la questione dell'identità del protagonista e, in particolare, la sua delicata posizione genderica. In questo senso, il romanzo opera un interessante ribaltamento che proietta la vicenda storica verso una delle problematiche più contemporanee, quella dell'identità sessuale e dell'assottigliarsi dei confini fra il maschile e il femminile. Se infatti lo stile della narrazione risulta impeccabilmente ricalcato sul romanzo ottocentesco, con lunghe descrizioni e abbondanza di dialoghi, la questione dell'identità di Rose viene invece sempre affrontata con uno stile più contemporaneo e provocatorio. La narrazione scorre così in maniera veloce e piacevole, non trascurando però di far emergere, al di sotto della trama "fattuale", i tormenti e i dubbi della coscienza del protagonista. Solo qualche espediente metanarrativo di troppo intacca il romanzo, trasformando a tratti in un disorientamento voluto e di maniera quello che altrove nel testo è sana complessità delle sfumature.
  Teresa Prudente

Recensioni dei clienti

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    Koala

    24/11/2006 11.22.23

    Premetto che non posso giudicare il romanzo in toto perché mi sono arenata a un terzo: ho fatto veramente fatica, la storia è graziosa ma la narrazione è davvero troppo piatta e poco stimolante per l'immaginazione. Preferisco scrittori di professione...

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    Pierluigi

    04/07/2006 18.38.16

    Davvero bello..appassionante , divertente , commovente ...leggetelo , ve ne innamorerete.

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