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Il bambino con il pigiama a righe - John Boyne - copertina

Il bambino con il pigiama a righe

John Boyne

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Traduttore: Patrizia Rossi
Collana: Burextra
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 giugno 2008
Pagine: 211 p., Brossura
  • EAN: 9788817022538

Età di lettura: Da 12 anni

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Il bambino con il pigiama a righe

John Boyne

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Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.
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    And the Oscar goes to ....

    29/02/2016 17:39:33

    Scontatino

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    silvia

    15/03/2013 16:34:36

    un libro che certamente non si dimentica.si legge molto velocemente e il finale lascia increduli.un libro che resta nel cuore

  • User Icon

    kate.tiffany

    26/07/2012 11:54:41

    un libro che ti fa piangere e ti fa riflettere sulla crudeltà dei nazisti e sull'indifferenza delle persone nei riguardi delle povere vittime dei campi di concentramento. un libro da far leggere nelle scuole. chi può colpire il cuore dei bambini, più di una storia in cui il protagonista è uno di loro? semplicemente bellissimo.

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    Stefania

    26/04/2012 22:58:40

    Semplice, scorrevole, per niente banale. Con un finale sconvolgente! Consigliatissimo. PER NON DIMENTICARE

  • User Icon

    mikele

    31/01/2012 08:43:53

    libro stupendo è da leggere e far leggere anche nelle scuole. Per ricordare! e MAI dimenticare!

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    Erika

    14/12/2011 18:44:48

    Con un linguaggio molto semplice questo libro parla del nazismo visto dal punto di vista di un bambino.Proprio per il modo in cui è scritto trasmette davvero l'orrore del nazismo. Libro triste ma che riesce a parlare con delicatezza di questo argomento, proprio perchè a parlare è un bambino... Il finale mi ha fatto letteralmente venire i brividi per la semplicità con cui è descritto e per le ultime parole dello scrittore che sono assolutamente d'effetto.

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    cristiano

    29/05/2011 07:18:08

    Questo libro sarà scritto con un linguaggio un po' elementare e semplice ma tocca un argomento molto importante , benchè non si possa dire che questo libro sia un papiro , tratta un' argomento così drammatico che merita di essere letto perchè i fatti accaduti in questo libri sono fatti accaduti veramente e essi non si devono ripetere mai più

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    carmela marino mannarino

    17/03/2011 08:11:01

    E così, quasi sorridendo, si può scrivere questa storia di un bambino sensibile e generoso, il quale osserva la tragedia che si svolge sotto i suoi occhi senza rendersi conto della gravità di una situazione tanto crudele, inconcepibile per lui, che vive senza troppi problemi. Romanzo denso di significato, pieno di dolcezza nonostante tutto, davvero commovente.

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    Tiziana

    10/03/2011 22:01:07

    La storia è una bella storia (per quanto lo possa essere un racconto della guerra). Ma non c'è solo la guerra, c'è anche un'Amicizia con la A maiuscola e l'ingenuità di un bambino di 9 anni rende il tutto molto più vero! E' un bel libro: scritto in modo elementare, questo è vero, ma proprio questo stile rende la storia ancora più commovente e permette di entrare ancora di più nei panni del protagonista! Lo consiglio!

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    Giuseppe Ricci

    18/02/2011 15:50:09

    Okay, questo breve libro non sarà "il capolavoro" della letteratura sul nazismo e l'olocausto, utilizzerà un linguaggio elementare, esigerà delle conoscenze di base sull'argomento da parte del lettore... Però vale la pena leggerlo per riflettere l'ennesima volta sulla principale tragedia del XX secolo, magari vedendola con gli occhi innocenti di un bambino di nove anni.

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    Lady Libro

    11/02/2011 15:50:04

    Un libro veramente molto bello, toccante e ricco di sentimento. Non è fra le migliori opere sulla Shoah (a causa del linguaggio e del lessico poco curati e particolari poco specificati che si affidano all'intuizione del lettore), ma comunque un libro gradevole da leggere.

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    Laura

    07/10/2010 15:20:15

    Faccio la babysitter e a Natale ho regalato questo libro al ragazzino che accudisco, convinta che quello fosse un libro per ragazzi. Dai commenti che mi arrivavano, ho evinto che questo libro non gli era molto gradito, per cui ho deciso di acquistarlo a mia volta. Crudo, spietato, ma estremamente reale, forse davvero troppo forte perché un bambino possa capirlo e conseguentemente apprezzarlo. E' la storia di un'amicizia struggente nel vero senso della parola, ma salda e per una volta eterna. Tutti i personaggi hanno un ruolo preciso, una funzione e niente risulta superfluo. Sono rispettati personaggi e avvenimenti storici, come se questa fosse in realtà una storia vera. Mi è piaciuto davvero tanto e dopo tanto tempo in cui non mi capitava, ho pianto dopo averlo letto.

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    Alexandra

    06/09/2010 16:24:15

    Questo libro si è rivelato una delusione, mi aspettavo molto di più dato il successo riscosso. Lessico e stile davvero molto infantili ... Capisco che la vicenda è raccontata dal punto di vista di un bambino ma ciò mi ha lasciato nel dubbio ... mi è sembrato un espediente: l'autore ha adattato stile e dialettica al personaggio oppure è il personaggio ad essere stato adattato alle scarse capacità letterarie dell'autore? Il romanzo risulta comunque scorrevole e di piacevole lettura.

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    giodelca

    25/06/2010 13:42:11

    Libro fantastico..il più bello che abbia letto negli ultimi anni..in questo libro è evidente la differenza tra le parole e le immagini..vedere un'atrocità della storia con gli occhi ingenui di un bambino..commuove e fa molto riflettere

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    ISABELLA

    07/04/2010 11:35:54

    Libro che si legge tutto d'un fiato... semplice quasi infantile se non fosse per l'argomento trattato... il finale lascia tutto un po sospeso e lascia il lettore con più e più domande. Il film (che di solito toglie molto a chi prima ha letto il libro) questa volta batte lo scritto. Lo consiglio...il finale poi rende vera ancora di più la tragicità della storia. La sofferenza della mamma, l'ingeniutà dei bambini e lo sguardo straziante del padre e poi l'ultimo fotogramma... l'assenza! Guardate anche il film. Lui fi merita 5. Isabella

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    danypicci87

    10/03/2010 20:10:50

    Il libro mi è piaciuto molto: non so se considerarlo un romanzo per bambini o per adulti, ma propendo più per il secondo genere. In effetti tutto, dalla scrittura infantile alla struttura della storia, concorre a creare un'atmosfera straniata e opaca che viene dolcemente squarciata dal tremendo finale, che lascia col dolceamaro in bocca e aiuta a riflettere. Unica pecca: ma i bambini tedesci degli anni '40 parlavano con questa padronanza di linguaggio? Chissà perché ma sono scettico...

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    MJ

    18/02/2010 12:40:10

    Semplice ma bello. Un po´triste come tutti i libri che raccontano le guerre...

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    Marvpel

    15/02/2010 21:35:06

    Pochi libri mi hanno preso come questo. La scrittura è deliziosa, volutamente ingenua, che invece di alleggerire i toni rende il libro ancora più spietato. E' una storia che fa paura, che commuove, che fa sperare sia solo un racconto. Ma anche noi, abituati a leggere dei massacri razzisti solo nei libri di storia, non riusciamo a capire, proprio come Bruno, la vera natura della realtà che ci circonda. Un libro consigliatissimo.

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    ^sara^

    13/02/2010 10:15:45

    Perchè narrare i fatti in terza persona se la storia è come se fosse raccontata dal piccolo Bruno? Farla raccontare a un bambino di 9 anni avrebbe giustificato il linguaggio estramamente semplicistico e lo stile molto ma molto elementare... in questo caso non mi sento di escludere che sia l'autore ad avere questo stile, non il suo personaggio. L'idea della storia sarebbe stata originale e vincente, ma é stata male approfondita, resa scarna di dettagli ed eccessivamente frettolosa. Il finale che può anche essere suggestivo e sorprendente... in fin dei conti si rende scontato: si immagina qualcosa del genere già dalle prime pagine. Non mi sento di consigliarlo a nessuno, se non a una maestra delle elementari che potrebbe farlo leggere ai suoi alunni, facendo comunque ben attenzione a spiegare loro che la lingua italiana... beh, non si ferma qui.

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    anya

    05/10/2009 14:26:28

    "il bambino con il pigiama a righe" è indubbiamente una storia commoventissima, straziante, ricca di significati e di emozioni, importante nel modo in cui riesce a far riflettere chiunque. tutti quelli che lo leggono non possono non chiudere l'ultima pagina del romanzo senza sentirsi profondamente sconvolti, delusi, rammaricati e cambiati nel profondo da questa vicenda cosi dura e sconvolgente, soprattutto se si pensa che il mondo che vi è descritto all'interno è esistito realmente solo al'incirca una sessantina d'anni fa...la storia è ancora più toccante per il fatto che tutto cio che è raccontato è filtrato dagli occhi ingenui e semplici di un bambino vittima della Storia e del mondo stesso che lo circonda; la sua inconsapevolezza di quello che realmente gli succede intorno rende i fatti del libro ancora più difficili da accettare e nessuno potrebbe affermare che questo libro non abbia un grande significato morale e umano; in questo senso il romanzo è altamente consigliato a tutti e lo reputo molto bello. Però purtroppo devo dire che sono rimasta abbastanza delusa dalla forma e dallo stile impiegato dallo scrittore: il fatto che la storia sia raccontata dal punto di vista ingenuo del bambino(fattore che poi è allo stesso tempo il punto di forza del romanzo)rende la narrazione a volte troppo superficiale, sempliciotta e apparentemente sbrigativa o quasi se vogliamo "indifferente" ai fatti narrati. molti elementi non vengono approfonditi nè spiegati al lettore, ma se ne accenna brevemente im modo che esso se ne faccia solo un'idea e poi deduca tutto da solo. tematiche basilari del racconto non vengono affrontate, e l'autore si sofferma a descrivere ambienti e semplici fatti concreti, piuttosto che emozioni e pensieri dei personaggi.solo il finale è soddisfacente nel modo in cui lascia in sospeso la storia, quando allude a ciò che è accaduto senza descriverlo (questo è molto suggestivo e rende tutto ancor piu straziante).inoltre a volte risulta essere veramente troppo ripetitivo nel linguaggio.Cmnq molto toccante

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  • John Boyne Cover

    John Boyne (Dublino, 1971) è autore di numerosi romanzi per adulti e ragazzi. Dal suo bestseller Il bambino con il pigiama a righe (2006) è stato tratto l'omonimo film, diretto da Mark Herman. Tra i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Rizzoli, ricordiamo Il ragazzo del Bounty (2009), La sfida (2010), Non all'amore né alla notte (2011), Il bambino con il cuore di legno (2012), Che cosa è successo a Barnaby Brocket? (2012), Il palazzo degli incontri (2013), Resta dove sei e poi vai (2013), La casa dei fantasmi (2015), Il bambino in cima alla montagna (2015), Le invisibili furie del cuore (2018). Approfondisci
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