Il bambino nascosto

Isaac Millman

Traduttore: P. Mazzarelli
Editore: Emme Edizioni
Collana: Album
Anno edizione: 2006
Pagine: 79 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788879278638
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 4,35

€ 14,50

Risparmi € 10,15 (70%)

Venduto e spedito da IBS

4 punti Premium

Disponibile in 5 gg lavorativi

Quantità:
Aggiungi al carrello

Il bambino nascosto è l'autore, un bambino ebreo emigrato con la famiglia dalla Polonia in Francia per sfuggire all'ondata antisemita e scampato fortunosamente alla strage di un milione e duecentomila piccoli ebrei uccisi dai nazisti. Quando Hitler invade la Francia, il padre, sarto, comunista come molti idealisti dell'epoca, viene prima internato in un campo e poi trasferito ad Auschwitz, dove muore. Più tardi la stessa sorte tocca alla madre, che però prima corrompe una guardia per nascondere il figlio in un ospedale pieno di bambini ebrei. Millman, attraverso i disegni di sua mano e le fotografie recuperate dell'album di famiglia, ricostruisce con accenti sobri, quasi documentari, ma toccanti, il crescendo della tragedia personale e collettiva: il pollo portato a cuocere la domenica nel forno della panetteria vicina, i bambini che giocano alla guerra, l'obbligo di portare la stella gialla, la confisca di radio e biciclette, i giardini vietati a cani ed ebrei, la prigione ("Mi sentii di precipitare dentro un abisso nero"), l'affidamento a persone avide e impietose ("Avrei voluto non essere mai nato ebreo"). Ma racconta anche la solidarietà e la generosità di persone che rischiarono la loro vita per salvare la sua. Poi arrivano i carri armati americani e un soldato sorride e dice: "Mi chiamo Epstein! Anch'io sono ebreo. Parlo yiddish". Isaac a quindici anni viene adottato da una coppia di ebrei americani, si laureerà in belle arti, scriverà e illustrerà libri per l'infanzia. L'ultima immagine prima di salire sull'aereo che lo porterà negli Stati Uniti: "Rivedo il babbo che saluta con la mano dietro il filo spinato e sento sulla guancia le lacrime della mamma". Leggendo queste pagine, guardando disegni e fotografie, è più facile dare a un bambino il senso della domanda di Benedetto XVI ad Auschwitz: "Perché hai taciuto?".
  Fernando Rotondo