Una banda di idioti

John K. Toole

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Traduttore: L. Bianciardi
Editore: Marcos y Marcos
Collana: Gli alianti
Anno edizione: 1998
In commercio dal: 29 maggio 1998
Pagine: 432 p.
  • EAN: 9788871682211
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Vincitore premio Pulitzer per la narrativa 1981

La "Banda" è ambientato nella città natale di Toole, New Orleans, e racconta la storia di Ignatius O'Reilly, un personaggio definito da Walker Parcy "senza alcun precedente nella storia della letteratura mondiale". Ignatius, grasso e indolente giovane uomo di talento, laureato in filosofia medievale, se la prende con tutto e con tutti. Accusa il mondo intero di buttare nella spazzatura una vita fatta di TV, musica inascoltabile e fesserie varie. Senonché trascorre lui stesso gran parte della giornata in questo modo. Si ritiene un genio, ma non riesce a produrre nulla di convincente, se non pasticci. La madre lo salva in svariate situazioni, finché un giorno viene arrestato in stato di ubriachezza, e lei cerca di ricoverarlo...
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    Andrea

    21/06/2020 15:51:11

    La banda del titolo è quella che il protagonista del romanzo ritiene si scagli contro il genio di turno: pertanto, come effetto collaterale, essa consente immancabilmente di riconoscere il genio in questione. Con un vena di umorismo parodistico (il protagonista deriva prevalentemente dalla figura dello stesso autore), il racconto si svolge tra i tentativi (goffi o comunque poco "agile") di una persona decisamente superba, di calarsi in lavori umili per sopravvivere, riuscendo comunque a trattare sullo fondi alcuni grandi temi sociali.

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    salvo

    28/11/2019 10:13:59

    Romanzo che piacerà a chi ha un palato forte e non ha bisogno di personaggi limpidi e senza macchia. Si finisce per amare tutti, con i loro grandi problemi e i loro non sense

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    Maria Rita

    10/03/2019 20:49:31

    Leggere questo libro è come stare seduti sul sedile posteriore di un'auto troppo stretta per noi. C'è odore di chiuso, peggio ancora si tratta del nostro sudore, ma abbiamo qualcosa di più importante da fare. Spiegare ai posteri come sia terribilmente ingiusta e ignorante la società in cui viviamo e come da ora in poi dovranno vivere le loro vite e poi... e poi si ride un sacco proprio, senza dimenticare di rifletterci un po' su. Ero tentata di dare cinque stelle, alla fine ne ho date solo quattro. Forse mi sono persa qualcosa o forse non meritava il massimo, ma merita di essere letto. Attenzione: senza alcuna logica si finisce per amarlo.

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    Michele

    07/03/2019 18:52:22

    "Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui". Da questa citazione di Jonathan Swift nasce questo libro. In questo romanzo l'assurdo raggiunge i vertici, in una avvincente storia che, con il suo intreccio narrativo e attraverso uno stile semplice e sagace, cattura all'istante il lettore. Definito dai più un autentico capolavoro e vincitore del Premio Pulitzer nel 1981, "Una banda di idioti" ha oggi il posto che si merita nella letteratura mondiale: bella rivincita per Toole.

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    Andrea M.

    21/09/2018 14:26:31

    Ignatius J. Reilly, il protagonista di "Una banda di idioti", è originale nelle sue fattezze e ha caratteristiche antieroiche e quasi irreali. Potremmo benissimo parlare di un'apposizione alla vecchia dicotomia eroe-antieroe, rinominandolo dialetticamente: eroe antieroico. Perché Ignatius porta con sé tutta una serie di difetti, comportamenti, opinioni fastidiose, emarginanti, limitanti e infantili. Ciononostante, la sua accidia è un detonatore del destino altrui, in alcuni casi benevolo. E' un personaggio di un'antipatia e fastidio unici, esemplari. Il desiderio di prenderlo a schiaffi è quasi obbligatorio. Ma perché è una figura così inevitabile? Certamente, nasce un rapporto complementare fra Ignatius e gli idioti, e viceversa. Paradossalmente, invece, ciò che risulta ambiguo e parossistico è il fatto che Ignatius, nel suo essere completamente l'ultima persona al mondo con cui si vorrebbe avere a che fare, è un occhio critico immesso nel solito (a tratti ridondante) meccanismo di critica sociale dei tempi moderni. Le sue posizioni misogine, omofobe, irrispettose su ogni fronte, gli conferiscono anche una certa autorità del vero, attraverso la filosofia boeziana (suo filosofo e role model) di "geometria e teologia". In parole povere, se Ignatius è una persona che di civile ha poco o nulla, non meno svalorizzati sono da ritenere gli "idioti" che incappano sul suo cammino. Gli idioti sono caricature di loro stessi, comici inconsapevoli delle loro défaillances caratteriali e opinionistiche. Ogni idiota è un tipo: una vecchia che occupa un posto di lavoro da troppo tempo, un'avara "nazista", un professore ignorante, una borghese priva di obiettività, e così via... Sono ingranaggi di una perfetta macchina picaresca che, senza mai incepparsi, rendono la trama definita come un orologio svizzero: precisa e sorprendente.

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    aledifra

    26/12/2017 09:22:56

    Mi spiace dover fare la voce fuori dal coro ma devo dire di aver trovato il libro estremamente noioso. Non sono riuscita neppure a terminarlo. Protagonista arrogante e antipatico;personaggi strambi; divertimento inesistente.

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    FIORELLA

    03/07/2017 14:47:59

    un capolavoro che consiglio vivamente. personaggi indimenticabili. e regge a 3 letture.uno dei più bei libri che abbia letto.

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    ampa

    01/02/2015 12:32:21

    E' un libro divertente, a tratti con descrizioni quasi disgustose, ma diverso da tutti gli altri che ho letto.

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    Alessio Rota

    18/01/2015 12:55:37

    a parte il finale non all'altezza della qualità del romanzo nel suo complesso, davvero divertente e ben scritto/tradotto. Da leggere!

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    Luca 68

    25/06/2013 23:40:52

    Un libro divertente .cinico , esilarante. Condivido in pieno la prefazione di Stefano Benni.In un'eventuale versione cinematografica del libro,lui avrebbe visto nei panni del protagonista Ignatius, John Belushi. Per me è un'ottimo lavoro. Ora aspetto di leggere l'altro libro di questo sfortunato autore,La bibbia al neon ,sicuro che non mi deluderà. Dispiace che John Kennedy Toole non abbia mai potuto vedere pubblicati i suoi due lavori.La sua volontà di porre fine alla propria esistenza, oltre alla tristezza dal punto di vista umano, mi fa pensare che abbia lasciato un vuoto nel genere letterario. Io l'ho scoperto per puro caso.Era veramente "avanti ". Grandioso.

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    BB

    27/11/2012 17:54:47

    Protagonista Ignatius Really, una specie di Lebowsky ma più brutto, grasso, unto, portatore sano di una camicia da notte in flanella e di umori corporali schifosi che non esita a devolvere al prossimo ad ogni minima occasione,matto come un cavallo tanto da cercare di cambiare il mondo con una rivoluzione che non gli riesce mai, fisicamente e psicologicamente dipendente da una fantomatica valvola intestinale che ogni tanto si chiude e da una madre succube che si tira a fionda tutte le sere per andare al bowling. Di contorno, un poliziotto maltrattato dai superiori per non essere in grado di arrestare nessuno, costretto prima ad andare di pattuglia travestito ogni giorno in modo diverso, poi a fare la ronda nei cessi della stazione, un'aspirante pornostar che le prova tutte per fare un numero di spogliarello con un pappagallo all'interno di un night famoso per la sporcizia dei pavimenti, il ragazzo di colore in libertà vigilata che spazza ogni giorno quei pavimenti per 20 $ a settimana bestemmiando e che cerca di incastrare la proprietaria che spaccia ogni giorno strani pacchetti marroni con l'addetto di un orfanotrofio, un imprenditore che non si occupa dell'azienda del padre che sta andando in rovina, con moglie dipendente da un ombretto color acquamarina e da un vibromassaggiatore, Trixie, una vecchietta di 100 anni costretta a recarsi ogni giorno in azienda a lavorare perchè tutti pensano che abbia bisogno di tenersi impegnata, mentre lei vorrebbe solo andare in pensione, Dorian Greene, stereotipo del gay anni 70 in maglioncino di cachemire che ha come unico obiettivo i party gay, M. Minks, ex studentessa con mire politiche convinta che i mali del mondo siano causati dal non fare abbastanza sesso e altri mille personaggi che interagiscono in situazioni improbabili, clown, caricature con vite grottesche. esilarante, cattivo, razzista, ironico, politicamente scorrettissimo e con un pesante fondo di tristezza cosmica, sullo sfondo la New Orleans incasinata anni 70

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    gianluca guidomei

    30/10/2012 19:14:23

    Il protagonista di questo romanzo è un uomo detestabile, volgare, cinico e qualunquista. E' sgradevolmente politicamente scorretto. Eppure il lettore può perdonare tutto questo perché il suo ruolo è quello di anti. Anti-americano, anti-mainstream. E' un ribelle conservatore. Un po' Oblomov, un po' Savonarola, un po' Don Chisciotte e un po' Montaigne ( anche se il suo vate personale è Boezio ). Ignatius è un personaggio più unico che raro, come forse il suo creatore: un autore disturbato eppure così lucido nello smascherare le contraddizioni e le miserie degli americani. Ma credo che "Una banda di idioti" sia soprattutto un'opera sull'urgenza della scrittura. Ignatius annota continuamente le sue teorie su tutto lo scibile umano. Ignatius O'Reilly/John Kennedy Toole è maniaco, autistico come ogni scrittore che si rispetti. E come ogni vero scrittore ha bisogno di chiudere il mondo fuori da sé e dalla sua vitale, insana follia.

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    roger

    23/05/2010 16:36:55

    Ignatius è talmente cattivo odioso acido drastico esagerato che non si può non adorare! il libro è originale, irto di frecciate più o meno velate contro il consumismo. Alcune frasi sono decisamente leggendarie, è bellissimo dal punto di vista sociopsicologico il rapporto di Ignatius con il resto del mondo. "Cercasi elemento dinamico, fidato, portato ai contatti umani" -Signore santo, vogliono un mostro!-

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    Hit_Man

    05/07/2009 17:51:29

    Il libro ha connotazioni diaristiche-autobiografiche, non tanto per l'intreccio narrato, quanto per i continui rimandi a un'io narrante, quello del gigantesco protagonista il quale tiene, per l'appunto, continue annotazioni sulla realtà che lo circonda, ricoprendo il pavimento della sua camera-rifugio-ghetto di foglietti. Suo scopo è disquisire, spesso farneticando, della sua visione della realtà, manipolata allo scopo di costringerla nella sua visione cinica e nel disprezzo di ogni cosa, a meno che non titilli il suo smisurato narcisismo. Come il classico elefante nella cristalleria, il succitato Ignatius J. Reilly, quando non spara a zero le sue deliranti fantasie, rende assurdo ed eccessivo qualsiasi atto verso chi lo circonda, tramite menzogna, livore, blandizie, meschinità e tutto il campionario di nequizie coercitive dell'umano "manifestare", mentre il grottesco teatrino che gli si muove intorno pare esser lì a fomentare ed esaltare questo essere colto ed abbietto, istruito e cialtrone, in definitiva iperbole di se stesso. Libro che punta a divertire, ma che strappa pochi sorrisi e che fa avvertire come dietro a ognuno dei personaggi ci sia irresolutezza, e pio desiderio di essere altro da sé, con ben poche speranze di approdarvi. L'autore pare disinteressarsi di poter annoiare il lettore (cosa che in diversi punti fatalmente accade), perché appare preso dal "dovere" di dire per filo e per segno la sua versione, il pensiero che c'è dietro, e le varie ed eventuali. Deplorevole la scelta del carattere di stampa adoperato dall'editore "Marcos y Marcos", solitamente da me particolarmente apprezzata nella sua collana "Gli alianti": già piccolo e compresso, diventa addirittura strizzato e quasi irrespirabile nelle numerose occasioni in cui il protagonista scrive i suoi appunti... intere pagine scritte minute, fitte e francamente soffocanti, specie col caldo di questi giorni! Possibile che il meccanismo di pubblicazione abbia visto la latitanza di una revisione efficace del romanzo.

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    Stefano Alderighi

    22/05/2009 12:51:46

    Come viene scritto nell'introduzione del libro, per quanto comico ed esilarante, questo libro è tragico. Un po' per la storia personale di chi lo ha scritto, morto suicida a poco più di trenta anni, ed un po' perché, e lo si avverte, dietro all'umorismo di toole si cela la piena consapevolezza dei protagonisti di essere delle mezze tacche in un mondo mediocre e provinciale quanto loro. Nessuno dei protagonisti sfugge a una qualsiasi forma di frustrazione: dalla madre di Ignatius, all'imprenditore Levy, all'agente Mancuso; tutti vengono caratterizzati in negativo per quello che non hanno, per quello che vorrebbero essere. La madre vorrebbe un figlio normale; il nero una vita da bianco; la signora levy un marito intraprendente; la signorina trixie l'agognata pensione. L'antieroe Ignatius è la summa di tutte queste mancanze, apparentemente coerente con se stesso e con la propria visione, ma proprio per questo rigettato dalla società provinciale di New Orleans. Proprio non capisco i pochi che lo hanno giudicato negativamente: non lo hanno letto con attenzione. Nulla da Invidiare a Roth o a Robbins, comunque.

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    Emiliano

    09/05/2009 17:20:01

    Beh un libro proprio originale, forse chiamarlo capolavoro è esagerato sinceramente ma mi ha fatto ridere...un riso non stupido ma intelligente perchè dietro i personaggi (tutti surreali!) ci sono considerazioni anche amare e profonde. Tutto gira intorno a Ignatius che da solo vale il prezzo del libro, un Don Chisciotte moderno da conoscere! Chi non lo sopporta (leggo sotto che qualcuno vorrebbe quasi farlo andare a lavorare...beh, eloquente!) dovrebbe riflettere sul perchè non lo possa tollerare...ma forse una società poco teologica e geometrica lo ha ormai ingabbiato completamente e non può fare questa riflessione!! Molti i passaggi memorabili, come quando Ignatius dice a Jones qualcosa del tipo: "se vuoi diventare come loro (bianchi borghesi) davvero non hai capito nulla!". Alla fine del libro finisci per pensare che quello che credevi l'unico pazzo è forse il solo sano e un po' gli vuoi bene...

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    gianluca

    11/04/2009 11:15:35

    esilarante,un libro prezioso,da leggere sicuramente.

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    Gianluca

    04/04/2009 15:14:40

    Straordinario e geniale. Le persone non capiscono Ignatius perchè è un tipo assurdo? La sua spiegazione: 'sono rimasti confusi dalla mia grandezza'. Certo che se siete fans di Dan Brown e dei suoi orribili romanzi lasciate perdere....

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    Marco Z.

    05/12/2008 15:52:48

    L'ho comprato dopo aver letto recensioni entusiastiche e l'ho trovato di una bruttezza inaudita. Il protagonista mi è risultato di un antipatia rivoltante; è cattivo, vittimista, stupido, ignobile. Non mi ha fatto nemmeno sorridere un po'. Considerando che a tanti è piaciuto rimango molto perplesso.

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    valentina

    29/03/2008 11:27:37

    letto un anno fa, più ci penso e più mi convinco che sia uno di quei libri che rimangono. Originale, amaro, comico... veramente imperdibile.

Vedi tutte le 54 recensioni cliente
  • John K. Toole Cover

    Scrittore statunitense. L'infanzia e l'adolescenza di Toole furono ampiamente influenzate dalla figura della madre, Thelma Ducoing Toole, che lo isolò dai coetanei permettendogli solo raramente di giocare assieme a loro. Si iscrisse alla Tulane University, presso la quale ottenne una laurea, che fece seguire da un master alla Columbia University, divenendo in seguito assistente professore d'inglese presso la University of Southwestern Louisiana. Nel 1961, arruolatosi nell'esercito, partì per Porto Rico, dove avrebbe insegnato inglese alle reclute di madrelingua spagnola. Fece poi rientro a New Orleans, tornando a vivere con i suoi genitori e insegnando al Collegio Domenicano. Accanto alla sua carriera accademica, Toole coltivò altre occupazioni... Approfondisci
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