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Luca Enoch, Claudio Stassi

Editore: Rizzoli Lizard
Collana: Varia
Anno edizione: 2012
Pagine: 130 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788817055734
Il 17 settembre 1948, in un sobborgo di Gerusalemme, la "Banda Stern" (o meglio: ciò che ne resta) sta per compiere la sua ultima "azione": l'omicidio di Folke Bernadotte, mediatore delle Nazioni Unite nella controversia israelo-palestinese. Un commando di quattro uomini attende lungo la strada il passaggio del convoglio di Bernadotte; e questa attesa, drammaturgicamente, è l'artificio di cui si serve Luca Enoch per fornirsi di un narratore. Incalzato dalle domande del neofita Zingar, Yehousua "Avner" Cohen inizia a raccontare la storia del Lohamei Herut Israel (o Lehi), la più sparuta, ma anche la più estremistica, delle organizzazioni militari clandestine che fino a quegli anni hanno combattuto per la creazione di uno Stato di Israele, utilizzando lo strumento del terrorismo. Avner ripercorre così la storia di un decennio di colpi, omicidi, attentati; ovviamente a cominciare da "lui": Avraham "Yair" Stern, fondatore e ideologo (nel senso peggiore del termine) dell'organizzazione, che finì per essere indicata come "Banda Stern"; colui che, per liberare dagli inglesi la terra che Jahvè lasciò al suo popolo, tentò ripetutamente di allearsi con Hitler. Già. Interessantissima, dunque, l'operazione di Enoch, che attira la nostra attenzione su un luogo imbarazzante (e pertanto trascurato) della Storia. Qualcosa in più si poteva fare per avvicinare il lettore. L'introduzione di Claudio Vercelli ha forse un taglio troppo "dotto", e non prepara alla lettura quanto fanno un paio di voci di Wikipedia. Il glossario è più scarno di quanto si vorrebbe, e in alcuni casi non coerente con il testo. Anche un piccolo ma funesto errore di lettering (a p. 18, dove si legge 1948 anziché 1938) spiazza il lettore, che subito dopo un salto indietro nel tempo di dieci anni crede di essere tornato al "presente" delle prime tavole. Il disegno stesso di Claudio Stassi, motivatamente brusco e graffiato, richiede a volte un certo lavoro di "interpretazione", necessario per riconoscere personaggi e ricostruire piani e ambienti. Ma il libro merita comunque l'impegno necessario a superare queste (e altre) "asperità". Anche se spinge all'esercizio della discutibile arte del fare le pulci. Paolo Vinçon

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    claudio

    26/01/2013 14.14.58

    Conoscevo di nome la banda Stern, anche perché uno dei capi tempo dopo era addirittura arrivato ad essere il primo ministro di Israele. Ma non conoscevo in dettaglio molte delle sue azioni, ma in particolare non conoscevo la loro ideologia. Tale da ritenere l'Inghilterra nemico peggiore di Hitler, tale da misconoscere l'esistenza dei campi di sterminio. Addirittura ad un certo punto si pensò ad un'alleanza con i nazisti. Per questo ritengo molto buono il risultato del libro, suffragato inoltre da un buon disegno.

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