Bar sport Duemila

Stefano Benni

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Editore: Feltrinelli
Edizione: 7
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 168 p.
  • EAN: 9788807815324

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Dopo più di vent'anni il mitico Bar Sport e i suoi magnifici eroi hanno subito le trasformazioni del tempo: la proverbiale pasta Luisona è scomparsa, nel Bar Veramente Fico adesso espongono brioche invisibili a occhio nudo; tra gli avventori nessuno ha più una colorazione naturale, e si possono ammirare le abbronzature color albicocca o vitel tonné maschili piuttosto che i color biscotto dei fard e dei Caraibi femminili; nuovi elementi, tra cui spiccano i tristemente noti cellularisti, abilissimi nel rispondere al trillo nelle situazioni più impervie. E poi le evoluzioni delle creature perenni da bar: l'uomo invisibile che passa ore davanti al bancone tentando di farsi servire un caffé, l'incazzato da bar, le vecchiette dell'angolino...
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    Hans

    18/03/2011 11:45:31

    Devo dire la veritá: a parte un paio di storie (molto divertenti), le altre non sono niente di speciale. Dopo il Bar sotto il mare e bar sport, devo dire che la vena umoristica di Benni si é un po' spenta. Peccato.

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    Alby91

    05/03/2011 10:07:35

    Un bel libro! Essendo il primo libro di Benni che leggevo, all'inizio ho avuto qualche difficoltà ad entrare nella sua "dimensione", ma la lettura è risultata piacevole e scorrevole, nonostante la grande comicità e la paradossalità degli eventi, ogni racconto lascia sempre un piccolo insegnamento di vita.

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    CINZIA VELARDO

    22/01/2010 20:42:03

    Sicuramente non all'altezza di "Bar Sport". A volte ho avuto come l'impressione che volesse riciclarne l'umorismo o cercare comunque di renderlo simile. Secondo me non ci è riuscito. Rimane comunque il fatto che Benni ha uno stile molto creativo e brillante: anche le storie più assurde (le immaginavo in un libro per bambini) appaiono come un'opera d'arte, a mio avviso: spesso la storia non mi diceva granchè, ma era un piacere leggerla solo per la sua forma.

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    marcelloT

    12/01/2010 09:58:35

    Ho fatto un po' fatica inizialmente a ricollegarmi con il pianeta Benni e i suoi racconti (Bar sport letto ormai da 15 anni). Ma poi il libro si legge tutto d'un fiato lasciandoti anche momenti di riflessione: almeno 2 racconti sono proprio tristi e rispecchiano come la societa' sia in un decadimento continuo.

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    Cristiano

    22/02/2008 13:15:06

    A mio parere questo libro di Stefano Benni non è all'altezza del precedente "Bar Sport" scritto parecchi anni prima, è comunque una lettura piacevole e divertente, spesso irriverente e che in più di una occasione fa riflettere.

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    giovanni

    14/05/2007 12:37:11

    Semplicemente, piu della metà dei racconti fanno morire dal ridere, e i racconti ke nn fanno morire dal ridere sn cmq molto piacevoli... (lo leggevo in pullman e ridevo cm un pazzo...e tutti ke mi guardavano con sospetto...)

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    mato

    07/05/2007 10:46:08

    Dopo Bar Sport, Benni ci narra al suo solito modo come è cambiata “la fauna e la flora” che popola i bar del 2000. Decisamente noioso. Del caro Benni ne ho letto migliori.

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    matteo81

    20/02/2007 13:59:30

    Davvero molto bello Se ci si vuol svagare con la mente e essere per un attimo liberi da pensieri, vi consiglio questo libro. Stefano Benni libera la sua fantasia dalle catene e la butta come un uragano sulla carta. Bar Sport è bello ma Bar Sport Duemila ancora di più

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    effedetto

    08/12/2006 13:25:33

    Grande raccolta nel perfetto stile Benniano.Si effettivamente manca un po di carisma del buon Bar Sport, che penso tutti almeno una volta debbano necessariamente leggere. Ma non si può reputare Bar Sport 2000, un opera inferiore alla precedente. Sicuramente non lascia scontenti e vale anzi supera il prezzo del libro! A pagarne degli autori così bravi sul panorama letterario italiano.Benni è un autore che va bene per qualsiasi tipo di lettore.....quindi w il Lupo!!!!!

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    ENZINO

    07/11/2006 21:33:49

    mi trovo particolarmente d'accordo con fabio j.!infatti trovo questo libro nettamente inferiore a BAR SPORT: manca di brio, di spenzieratezza, di effervescenza...

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    Simone

    08/10/2006 10:02:43

    E' un libro divertente e scorrevole, con momenti di comicità pura alternati ad altri più riflessivi, dove comunque l'ironia regna sovrana.<br>Si legge bene, come tutti i libri di Benni, ma personalmente mi è piaciuto parecchio di più"Il bar sotto il mare", dove l'ispirazione dell'autore resta in tutti i racconti ad altissimo livello; qui, bisogna pur ammetterlo, qualche momento è meno convincente.Comunque un buon libro.

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    Maximiliano M.

    20/06/2005 10:24:52

    Ho letto Bar Sport 2000appena uscì e devo dire di non aver mai riso tanto! Una comicità rara di questi tempi...mai volgare e molto, molto dissacrante. Una semplice e pura riflessione sulla nostra "società italiana", composta da personaggi disparati ma accumunati dalla cultura del bancone, ultimo vero templio dell passatempo, dell'ozio ma anche crocevia di persone, di storie. Un vero e proprio oblò sul mondo dove tutti possiamo entrare e goderci il panorama o prenderci solamente un caffè!

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    W la figa

    11/02/2005 19:07:47

    Libro molto bello

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    stefano

    03/01/2005 11:45:25

    bellissimo oh oh oh

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    Paolo

    08/12/2004 12:17:11

    Una nobile raccolta di racconti. Il titolo, poi, gli conferisce un'aria ufficiale, di clima austero, di rivalsa. Ironia tagliente, satira di costume e genialità d'invenzione morfologica si uniscono limpidamente. E non solo. Vi è anche lo spazio per racconti di raffinata fantasia e noir ricercato. Un po' di volgarità, però, sparsa qua e là.

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    fabio j.

    25/10/2004 19:17:42

    L'unico libro di Benni che mi abbia un po' deluso: sembra scritto su richiesta dell'editore, ma il genio dell'autore crea comunque situazioni divertenti.

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    Elisa F.

    21/06/2004 18:00:38

    Racconti intelligenti, ironici, a tratti davvero esilaranti. Uno dei migliori libri di Benni.

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    Michele

    09/12/2002 14:49:26

    Questo e un libro molto buffo. Ho letto questo libro subito dopo il primo Bar Sport. Il livello di umore e lo stesso in tuttie due libri. Sopratutto mi piaciuto "Il sax del Nuvola Rossa", scritto nel stilo di un giallo o un nero. Se ti piace la vita nel bar, la gente, l'ambiente, il modo di esistensa; questo e un libro per te.

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    Andrea

    11/02/2002 17:27:57

    Chi ha già letto il primo bar sport, potrebbe pensare " ecco il solito seguito noioso ". Invece no. Bar sport 2000 è molto più bello del precedente, con storie davvero buffissime. Ho dodici anni.

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    Luca

    29/07/2001 22:02:56

    Nonostante sia un "sequel" non delude le attese oppure, se preferite, sconfigge i pregiudizi sui numeri due...Magnifico il primo, stupendo il secondo: le avventure del piccolo krapfen Franz da sole meritano la lettura! Benni, da grande ed eclettico scrittore moderno, ha saputo aggiornare il suo Bar Sport senza scadere nel già detto o nel convezionale.

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scheda di Ventura, R., L'Indice 1997, n.11
(scheda pubblicata per l'edizione del 1997)

Stefano Benni ha abituato i lettori all'uscita dei suoi libri a scadenze periodiche, un po' come Woody Allen nel cinema. E come gli spettatori di Allen, i lettori di Benni sono portati a ripercorrere il cammino dell'autore ogni volta che esce una nuova opera, confrontandola con le precedenti. Per quest'ultima raccolta di racconti il confronto è poi obbligato. Il titolo richiama quello di uno fra i suoi libri più riusciti, pubblicato vent'anni fa e già incentrato sulla vita vissuta e raccontata da frequentatori assidui e occasionali di bar. Il carattere degli ambienti è lo stesso, anche se aggiornato all'evoluzione di certi particolari di costume, come il cambio dei banconi, ora "superaccessoriati" e modello "inferno di cristallo", o il tramonto della brioche stile "Luisona", ormai superata dalle pastine mignon. I protagonisti sono quindi rinnovate caricature di stereotipi, dal "neo-tecnico" calcistico, dotato di un gergo sempre più storpiato dal linguaggio televisivo, a "i due che devono andare al cinema" e all'"incazzato da bar", raccontati sempre con grande vivacità e delicata ironia, alternata con la fantasia dei pezzi legati alla vena di "Terra!" o di "Elianto", come quello sulle avventure del piccolo krapfen "Franz". Ne risulta un panorama molto vario di profili umani, decisamente più nevrotico di vent'anni fa (ne è l'emblema il "drogato da telefonino" che estrae in continuazione il suo apparecchietto come un pistolero con la colt).S'intravvedono desideri e debolezze che trascendono le limitate prospettive dei piccoli ambienti da bar di periferia bolognesi da cui prendono spunto (in realtà chi conosce la città ne ricorderà uno anche in centro, da sempre gremito di "neo-tecnici", che porta il nome di un'opera verdiana). Non ci sono dubbi sul fatto che Benni abbia creato un genere coltivato così bene da renderlo inaccessibile a chiunque altro per timore del paragone.E così potrebbe continuare a divertirsi e a divertire ancora a lungo. Ma quello che forse manca ai suoi lettori, in questi tempi di appiattimento e allineamento su tutti i fronti, moderati ed estremi, è il Benni giornalista e scrittore politico, con una posizione precisa ma del tutto originale e, per usare un termine abusato, veramente "scomoda". Se non sono superati i "Bar sport", lo sono ancora meno le "Tribù di Moro Seduto".

Vent'anni dopo, Bar Sport riapre i battenti. I vecchi volti si sono mescolati a facce nuove: avventori e avventurieri, mostri e mostriciattoli della nuova Italia. Alcune cose non sono più come una volta e al solito bar è succeduto il nuovo bar, i molti locali che sono venuti dopo. Nel Bar Fico vengono esposte solo brioche invisibili a occhio nudo che vanno scelte col microscopio; nessun cliente mostra più un colorito naturale: si vedono solo visi abbronzatissimi, nelle più varie tonalità che vanno dall'albicocca al vitel tonné; ovunque squillano i cellulari, rombano i motori e i banconi sono preda ghiotta del delirio stilistico dei designer. Sopravvivono però ancora le maniere ruvide dei baristi all'antica, i cocktail assassini, le toilette irraggiungibili, la minacciosa torta Palugona. E fra un mondo e l'altro si snodano le molte storie da bar: quella del sassofonista cieco Elmo Buenavista innamorato della bella Sweet Misery; quella della video-battaglia di nonno Amedeo contro il Booz; quella di Gaetano mai apparso in televisione; e poi ancora quella del piccolo krapfen di Schwartzbruck Franz, dei tre strani Re Magi e di Capitan Carabus... Ce n'è insomma per tutti i gusti

  • Stefano Benni Cover

    Giornalista, scrittore e poeta, collabora con numerose testate, tra cui il giornale francese Libération. Ha diretto per Feltrinelli la collana Ossigeno. Ha curato la regia e la sceneggiatura del film Musica per vecchi animali (1989), scrive per il teatro e ha allestito, tra gli altri, col musicista Paolo Damiani uno spettacolo di poesia e jazz, Sconcerto (1998). È ideatore della Pluriversità dell'Immaginazione. È autore di numerosi romanzi di successo pubblicati da Feltrinelli, tra cui La compagnia dei celestini (1992), Achille piè veloce (2003), Margherita Dolcevita (2005), Pane e tempesta (2009), Bar sport Duemila (2010), Di tutte le ricchezze (2012), Cari mostri (2015), La bottiglia magica (2016), Prendiluna (2017), Teatro... Approfondisci
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