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Hans Tuzzi

Collana: Varianti
Anno edizione: 2017
Pagine: 326 p., Brossura
  • EAN: 9788833928685

99° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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A bunda, duas luas gemeas em rotundo meneio Il culo, due lune gemelle in tondo dondolio, cantava il poeta. Nel miracolo d'esser due in uno, pienamente. Gabriel Robernilsen de Rocha quel poeta non l'aveva mai letto, no. Però fin da ragazzino l'aveva fatta semplice, lui: Gabriel di giorno, Gabriela di notte. Quel fisico che lo rendeva un giovane maschio di tutto rispetto - muscoli lunghi e duri, arnese robusto, pettorali pompati al punto giusto in palestra e culo di marmo ben tornito (a bunda è a bunda, redunda: il culo è il culo, a tutto tondo, concludeva l'ode Drummond de Andrade, brasileiro come Robernilsen) - con il favore della luna gli consentiva di tramutarsi in una seducente ragazza dal seno acerbo, men che mezzo meloncino di Cavillon, seconda misura scarsa; una seducente ragazza, pelle color melassa dono di una nonna chocolat e felini occhi verdi eredità del nonno portoghese. Chi fossero i nonni per parte di padre, e chi poi fosse il padre - chissà? Quella sera aveva scelto una balera dalle parti dell'Ortica, già dopolavoro dei ferrovieri.

Recensioni dei clienti

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    alessandro

    11/06/2017 16.58.24

    Ancora una volta Tuzzi ci regala un romanzo colto e raffinato: ben congegnata e avvincente la trama e in più tanti scorci della Milano anni ottanta con una moltitudine di personaggi ben disegnati sfondo alle vicende narrate in perfetto equilibrio con lo scenario. Ad arricchire il piacere del lettore la sottile e distaccata ironia di chi guarda quel mondo da lontano.

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    ottavia

    22/05/2017 06.41.11

    Inizio folgorante, il seguito intrigante. Cresce di intensità delle ultime pagine e lascia volutamente qualche domanda in sospeso. Uno dei migliori Melis senz'altro

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    Giampiero Cinque

    15/04/2017 11.09.17

    Giuseppe Lombardi, meglio noto come il Pepp, campione degli idraulici di Lambrate, ha creduto di vedere in una bella ragazza (o almeno tale sembra) adocchiata in una balera la promessa di una notte di follie erotiche. Il sogno dura pochi minuti, e cioé fino a quando la ragazza non gli sfila con destrezza il portafogli e se la batte. Si apre così lo scenario della nuova indagine del commissario Melis, protagonista del romanzo più recente di Hans Tuzzi. Sì, perché basta una banale scivolata del Pepp sull'asfalto per scoprire dentro una macchina il cadavere di un uomo ucciso con quattro colpi di pistola. Accanto al cadavere una carta, un Arcano dei tarocchi contrassegnato da due M e l'annotazione di quella che sembra una data. E non finisce qui, perché nel bagagliaio della stessa macchina c'è il corpo di una donna uccisa dopo essere stata seviziata. Qualche tempo prima qualcun altro è stato assassinato e abbandonato con un altro Arcano dei tarocchi accanto. C'è una pista esoterica? Così si potrebbe sospettare, stando ai libri e alla poesia di Hitler trovati nella stanza dell'uomo ucciso in macchina e all'ombra dei deliri occultistici del neonazismo che si va profilando. Bravo Melis, bravissimo Tuzzi in questa nuova avventura che si può ascrivere, come gli altri romanzi che hanno come protagonista Norberto Melis, al genere poliziesco. Solo che gli autori di "gialli" in gran parte puntano soprattutto sul meccanismo dell'indagine lasciando in ombra il carattere dei personaggi, mentre Tuzzi ogni volta sa costruire, lasciando intatta la curiosità verso la ricerca del colpevole (o dei colpevoli), una galleria di tipi umani che non si dimentica a lettura conclusa. Tutto il resto è come sempre: l'intrigo che incatena l'attenzione, l'eleganza non esibita della scrittura, la capacità di incidere ritratti umani con piccoli tocchi e l'abilità, che è insieme discrezione innata e dote di vero scrittore, di sciogliere nella narrazione la cultura di chi ha letto "tutti i libri".

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