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Julio Cortázar

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806222604
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Recensioni dei clienti

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    Gondrano

    08/01/2014 14.54.39

    Raccolta di racconti sulla quale mi sono alternativamente entusiasmato ed arenato, ho avuto fugaci visioni di una grandiosità che però spesso mi è risultata inafferrabile, squarci di una realtà dietro la realtà sulla quale non sono sempre riuscito ad affacciarmi. Insomma, bello ma sovente non ho capito una cippa. E dunque, forse, ho capito tutto.

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    Elio

    14/12/2013 19.47.49

    Cortàzar è un terrorista del reale ma non è neanche un consolante profeta della fantasia. La fantasia non è altro che una porta per entrare in luoghi del reale che non avevamo mai visitato o voluto guardare. Credo che con Cortàzar sia spesso questione di preferenze: li ho amati tutti, questi racconti, e rappresentano un ottimo inizio per chi vuole conoscere lo scrittore argentino inspiegabilmente poco considerato nel nostro paese. "Casa occupata" è una dichiarazione di intenti: racconto che si sviluppa in modo classico nel modo di narrare e che in realtà parla di forze oscure, inspiegabili e violente. Eppure leggendo l'ultima frase tutto sembra illuminarsi e farsi più chiaro, il racconto diventa potente, anche se Cortàzar non spiega niente. "Lettera a una signorina a Parigi" credo sia il più bello tra gli 8 racconti proposti (cifra che torna spesso nelle raccolte, solitamente divise in 8 storie): surreale cronaca di una solitudine, angosciante e disturbante eppure anche sensibile in un certo senso. Doveste vomitare coniglietti all'improvviso, mi raccomando, niente panico. "Lontana" è il più radicale ed ermetico degli 8, facile sia considerarlo un capolavoro che rifiutarlo e sentirsene annoiati. "Omnibus", "Cefalea" e "Circe" sono sempre di altissimo livello sia per quanto riguarda la scrittura che le trame, molte quasi degli enigmi in chiave psicanalitica (tesi confermata da Cortàzar) che rendono il tutto ancora più affascinante. "Le porte del cielo" fa riferimento al preambolo di questo commento: una momentanea distorsione del tessuto reale che ci fa intravedere un mondo altro, una nostalgia perduta del fantastico che è anche nostalgia della morte, in un certo senso. Con tanto di tango e atmosfere tipicamente argentine. "Bestiario" è la perfetta chiusura in cui si racchiude la quotidianità disarmante della storia unita a momenti surreali e inspiegabili. Altra raccolta capolavoro di uno dei più grandi scrittori del '900, accostabile senza paura a Borges.

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    Marco D

    13/11/2013 20.36.48

    Ci sono fessure, intercapedini, nel plastico imperfetto dell'esistenza. Cortazar è il cronista di queste strane zone. Ci parla da li, ci racconta del fantastico che ci circonda senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Non è un libro facile. Va conquistato. Scalato. Ma da lassù la vista sulle cose è impagabile. I racconti "Circe" e "le porte del cielo" sono cristalli letterari.

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    Massimo

    16/10/2009 11.08.41

    Ho provato più volte a scrivere un commento più o meno serio e strutturato su questo libro dopo che l’ho finito, ma non ci sono ancora riuscito. Allora vado a sentimento: ho saltato solo uno dei racconti, che parlava in termini troppo medici e secchi ed era realmente triste e desolato e aveva a che fare con una specie di fattoria, se ricordo bene. Di altri racconti invece non c’ho capito un accidente. Di altri ancora mi sono sembrati scritti da uno che era sceso dal cielo con la penna, e di altri ancora non ricordo più perché il libro l’ho finito ormai tempo fa, ma volevo comunque parlarne lo stesso.

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    Valentina

    18/12/2008 19.13.23

    Da quando l'ho scoperto, l'ho regalato a chiunque, e ancora non ho trovato nessuno che mi abbia detto: "Non mi è piaciuto". Morboso, inquietante misterioso e pieno di fascino.

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    Ernesto De Petris

    12/09/2007 18.32.29

    Grandi racconti, per un autore fondamentale. Siamo vicini al capolavoro. Consigliatissimo.

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    franco

    03/09/2007 21.23.18

    Racconti meravigliosi, dal quotidiano più banale emerge come un perturbatore l'elemento fantastico, inquietante.

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    Mimmo

    14/03/2006 18.19.10

    Difficile definire il genere dei racconti dello scrittore argentino.Prendete Kafka,Poe,Borges e,perchè no,il nostro Buzzati, quello della "Boutique del mistero" soprattutto, ed avrete un'idea di cosa stiamo parlando.Racconti che restano dentro e d'altonde,come lui stesso scrive in appendice,questa dovrebbe essere la caratteristica fondamentale di ogni grande Short story.Cortazar è,per me,uno scrittore scoperto da poco,ma che approfondirò senz'altro.

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