Il biglietto che esplose

William Burroughs

Traduttore: A. Tanzi
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 7 ottobre 2009
Pagine: 227 p., Brossura
  • EAN: 9788845924262
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Descrizione
"È un viaggio lungo. A bordo ci siamo solo noi". Il viaggio cui allude William Burroughs nel "Biglietto che esplose", pannello finale della sua celebre tetralogia, non è solo quello interstellare del metamorfico protagonista Bradly. E anche il viaggio conclusivo di una specie - la nostra giunta a una sorta di resa dei conti. Stretto tra invasioni venusiane (l'"Operazione Altra Metà") volte a schiavizzarlo e una polizia segreta che vuole sotto-porlo a un controllo onnipervasivo, il Sapiens si destruttura e trasforma definitivamente in un'intercapedine organico-tecnologica, con ragazze-orchidea e ragazzi-raganella fluorescenti - veicoli di agenti virali e droghe alienanti -, registratori e telescriventi atti a manipolare istinti e linguaggi. Unico elemento di resistenza: gruppi clandestini come i partigiani diretti da Saturno. Intorno, uno scenario putrido e fantastico insieme - vero acme della visionarietà di Burroughs - con "città dalle consunte strade marmoree "sormontate da cupole di rame, immani terre verdi in cui ogni filo d'erba luccica" come incastonato nel cristallo "e stagni e canali artificiali" che riflettono galleggianti ornati di fiori", il tutto avvolto e tiranneggiato da un " buio pesto da pellicola sottoesposta ".

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    Federico

    16/02/2014 22:54:54

    Burroughs è uno scrittore assai complesso, non "parla" quasi mai con il lettore, non sono racconti o romanzi i suoi, ma "lucidissimi deliri" dell'anima, frutto di un controverso rapporto con l'umanità. Il testo è scorrevole, a volte troppo, sfuggono persino i dettagli più importanti, personaggi che viaggiano in luoghi senza tempo, che si lasciano alle spalle uno humour nerissimo e una sofferenza devastante, ci conducono verso la devastante visione di Burroughs dell'umanità. Da leggere come epilogo dell'intera opera che è la vita dell'autore, fatta di una sconvolgente esperienza con la droga.

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    Nino

    14/11/2009 17:46:53

    Burroughs è un autore difficile da interpretare e tale lo rende confuso e genio allo stesso tempo. Perso nei racconti/discorsi di un mondo perverso complesso e allucinato. Un mondo con un susseguirsi di orgasmi e situazioni illusorie scritte con una tecnica più unica che rara che è quella della registrazione (teoria dell'autore). Benvenuti nel G.O.D. il giardino delle delizie dove a volerci entrare siete voi e a farvi male siete sempre voi.

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