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Gabriele Lombardo, Fabio Fiorelli

Anno edizione: 1984
Pagine: 175 p.
  • EAN: 9788833952611

recensione di Di Carlo, A., L'Indice 1985, n. 3

In quest'opera che ha al suo centro il confronto critico tra le concezioni psicopatologiche di Binswanger e di Freud, gli autori presentano nei capitoli iniziali il pensiero di Binswanger e lo collocano all'interno di una storia culturale che è quella della psichiatria fenomenologica. Tema del libro è, in primo luogo, la critica di Binswanger alla teoria psicoanalitica freudiana, ma l'analisi di questa critica è per gli autori il punto d'avvio per condurre (dall'interno dell'opera di Freud) una lunga riflessione sullo statuto epistemologico del discorso psicoanalitico.
La critica di Binswanger è centrata in particolare sull'idea che esista, nel pensiero di Freud, una frattura teoria-prassi, per cui ad una teoria della mente di stampo biologistico e di matrice naturalistico-positivistica, si contrapporrebbe una prassi terapeutica fondata sulla relazione psicologica medico-paziente, su una ermeneutica del vissuto e della comunicazione umana. Le pagine di Lombardo e Fiorelli intendono chiarire l'errore di fondo di questa critica, sottolineando giustamente come, in tutta l'opera freudiana, teoria e prassi convergano piuttosto nella "centralità del modello psicologico". Una lettura di questo modello fa emergere dal suo interno le valenze psicodinamiche, fantasmatiche, relazionali, che sono il tessuto vivo della svolta epistemologica costituita dal pensiero psicoanalitico.
La teorizzazione freudiana del sintomo, del transfert, della relazione d'oggetto, per esemplificare, si costituisce in realtà come modello psicologico radicalmente nuovo di interpretazione della vita mentale e quale fondamento del lavoro terapeutico. Freud è infatti, osservano gli autori, colui che "ha mutato radicalmente lo statuto epistemologico delle scienze dello psichico", mentre la precedente tradizione psichiatrica aveva ridotto l'attività psichica "a mero fenomeno dell'attività neuro-fisiologica e biologica", Freud è colui che "ha spezzato questa tradizione costituendo una scienza dello psichico in quanto tale" (p. 125). Ed è per questa scienza dello psichico e non per la sola prassi terapeutica, che la psicoanalisi si costituisce nel nostro tempo come ripensamento radicale delle teorie della personalità e come modello interpretativo della malattia mentale.