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Mo Hayder

Traduttore: A. Tissoni
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2001
Pagine: 396 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830417779
Usato su Libraccio.it € 9,20

Recensioni dei clienti

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    Iryna

    20/06/2016 21.41.52

    L'ho letto in 3 giorni. Mi e' piaciuto molto. Certo, che c'era qualche crudelta nelle descrizioni del comportamento delle due antagonisti, che facevano rabbrividirmi. Ma un ottimo thriller dovrebbe essere un po' crudele. Penso che non piacera' agli amanti di Agata Cristi, perche' non e' un classico giallo.

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    Fabio

    13/10/2015 18.37.03

    Primo romanzo di Mo Hayder che leggo e che mi lascia sensazioni contrastanti. Crudo, duro, molto "sporcato" dalla Londra meno luminosa e più grottesca, immerso nelle brutture della droga e della prostituzione, straziato dall'orrore della necrofilia. Poi, di colpo, appare sulla scena un normalissimo, quanto intrigante protagonista, Jack Caffrey, che con il suo tumulto interiore e la sua vita privata molto "devastata", ci allontana dal macabro e ci fa tornare alla normale (ma neppure troppo) vita quotidiana. Forse, proprio in questo oscillare, sta il punto forte del romanzo (per stomaci forti in alcuni punti, anche se ho letto di peggio), tanto crudo da appare quasi irreale in alcuni passi. Non mancano i colpi di scena, costruti anche grazie al sapiente ammiccamento di Mo Hayder, comunque di romanzo all'inglese in questo libro c'è davvero poco; tanto per capirci Elizabeth George e P.D. James ne sono lontane anni luce; resta però un libro da leggere, senza aspettarsi un ritratto delicato dell'umanità, tutt'altro. Ad ogni modo leggerò il secondo; consigliato in quanto thriller di pregiata fattura, ma anche se volete capire cosa non va nel mondo.

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    zombie49

    08/11/2014 05.18.03

    Nel cantiere di un'area industriale alla periferia di Londra vengono trovati i cadaveri di cinque giovani donne, forse prostitute, decomposti e mutilati. I corpi presentano la caratteristica incisione a Y delle autopsie, sommariamente ricucita, e nel torace è stato inserito un piccolo uccellino. Il detective Cafferty, appena arrivato all'AMIP, il dipartimento di polizia per i crimini maggiori, deve cercare di identificare il folle criminale, indagando nel mondo della prostituzione e dei locali notturni e nell'ambiente ospedaliero, poiché il maniaco ha cognizioni di medicina. Una storia hard boiled a tinte forti, che tratta di delitti inconsueti nella letteratura gialla, in cui la violenza riesce a non degenerare in uno splatter gratuito. Cafferty è un uomo solitario, non riesce ad avere rapporti duraturi con le donne, è trascurato nella vita privata, frequenta solo i colleghi della polizia, angosciato da un'ossessione che lo tormenta dall'infanzia: la scomparsa del fratello Ewan, forse ucciso da un vicino di casa che sospetta di pedofilia. Il romanzo presenta molte soluzioni originali: la riapertura del caso quando sembra ormai risolto, con il ritrovamento di nuovi cadaveri, e l'azione in contemporanea dei vari personaggi. Mo Hayder non si preoccupa di svelarci chi sia il colpevole: ne rivela motivazioni e comportamenti, non diversamente da quelli di Cafferty e degli altri protagonisti, ed è proprio questa descrizione dal vivo a rendere avvincente la storia. I personaggi, x quanto aberranti, restano credibili, anche se, inevitabilmente, in una storia pulp si calca un po' la mano. L'emozionante finale d'azione tiene col fiato sospeso, anche se la conclusione è un po' scontata, ma pochi scrittori contravvengono i desideri del pubblico. Una lieta sorpresa questo romanzo, ripescato in cantina dove giaceva dimenticato da anni. Credo leggerò altre opere di quest'autrice.

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    Vincenzo

    19/05/2010 21.00.15

    E' un thriller ben scritto anche se stenta un pò a decollare forse perchè l'autrice, preferisce al mistero, descrivere gli aspetti psicologici dei personaggi che caratterizzano la storia. Questo aspetto è riuscitissimo per ciò che rigurda il personaggio del detective Jack Caffery in continuo conflitto con se stesso. Anche se a tratti è abbastanza crudo, duro e macabro lo consiglio, buona lettura.

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    Elisa

    09/06/2009 11.57.41

    Bellissimo thriller, un po' crudo, ma senza dubbio intrigante e d'effetto. Mi è piaciuto molto come l'indagine e la storia personale del detective si siano incrociate. Vorrei fare due considerazioni a difesa di questo romanzo: in primis, non credo che sia possibile parlare di prostituzione, stupri e droga tramite velate illusioni; secondo: c'è una bella differenza tra volgarità e linguaggio scurrile. Immaginate di trovarvi davanti ad una fossa in cui memra di cinque cadaveri diversi giacciono a imputridire: cosa direste, "perdirindina"? Se non lo direste voi, non credo che lo dovrebbe fare un investigatore da romanzo. Sarebbe pura ipocrisia.

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    Federica

    22/12/2008 17.36.21

    E' un thriller bellissimo! Alcuni punti sono parecchio crudi e mi hanno fatto rabbrividire, ma è una storia che tiene incollati alle pagine, personaggi ben caratterizzati, con uno spessore psicologico ben delineato...non mi ha mai annoiata anche i passaggi più "duri" sono descritti così bene che quasi affascinano (nn prendetemi per una malata), cmq trovo che sia veramente da leggere!

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    SUNNY

    27/06/2007 17.41.33

    IL LIBRO NN E' PER STOMACI DELICATI(DETTO E RIPETUTO DA VARI COMMENTATORI), MA INFONDO CREDO CHE ANCHE LE PERSONE SENSIBILI DEBBANO LEGGERLO(NON SONO PAZZA),NEL LIBRO IL TESTO E' QUASI INTROSPETTIVO, CI SONO MOLTI PENSIERI E RIFLESSIONI DEI PERSONAGGI, E ANCHE SE NEI VARI COMMENTI SI DICE CHE LA SCRITTRICE HA MOLTO DA IMPARARE,(NON LI STO CONTRADICENDO)HAYDER MO RIESCE A FAR CAPIRE I SENTIMENTI DELLE PERSONE CON LE DESCRIZIONI DEI LUOGHI O DI QUELLO CHE AVVIENE. NON LO CONSIGLIO AD APPASSIONATI DI GIALLI PERCHE' NON C'E MOLTO MISTERO, SI PARLA DI PIU' DELLO SCHIFO DI VITA CHE LE PERSONE. LA FINE M HA UN PO' DELUSA, MA PAZIENZA. P.S. MILLY, TI SEI DIMENTICATA DI METTERE NELLA LISTA LA ZOOLOFILIA.

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    maurizio crispi

    20/03/2005 20.46.47

    Come sono arrivato alla lettura di questo romanzo di Mo Hayder? Una mia cara amica, con la quale condividiamo la passione per i thriller, mi ha parlato di questa autrice con entusiasmo. Ne ho comprato i romanzi disponibili. Onestamente: Birdman mi è piaciuto, ma l'ho trovato un po' troppo macabro e grottesco. Forse perchè ci sono dentro troppe cose: persino l'ombra della pedofilia e dell'abuso all'infanzia nella forma di fantasmi del passato che continuano ad ossessionare Jack Caffery, l’investigatore della polizia londinese, e che, a causa di essi, è spinto ad indagare con cocciutaggine nei casi più efferati: come è appunto quello "estremo" narrato in questo libro, in cui le indagini tendono a identificare un serial killer detto "Birdman" (per il suo vezzo di inserire nel torace delle vittime un uccellino ancora vivo) e fermarlo prima che uccida ancora. Ma anche l’espediente del “doppio” serial killer, una coppia complementare in cui uno è necrofilo e l'altro un sadico-perverso che agisce spinto dall'ossessione di tramutare ogni donna nel simulacro dell'unica che crede di amare risulta forse un po’ troppo carica e “ad effetto”. La vicenda, pur avvincente e ben scritta, risulta ridondante e, in considerazione delle inusuali caratteristiche dei serial killer, anche particolarmente sgradevole. E' comunque interessante la struttura narrativa divisa in due tronconi, il cui crinale è rappresentato dal raggiungimento di una prima "soluzione" del caso criminale, che però non è ancora quella definitiva: una struttura narrativa che non è quella del poliziesco classico, ma derivante – come in molti thriller contemporanei – da una contaminazione tra scrittura, cinematografia e fumetto: il montaggio narrativo presenta, infatti, tutti i personaggi, con un continuo decentramento del vertice di osservazione, tipico della macchina da presa che può tutto vedere, offrendo uno scorcio sulla vita e sui pensieri dei diversi “caratteri” implicati nella vicenda, in simultanea, con un meccanismo di tipo sincronico.

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    gianni

    16/08/2002 22.21.48

    Dietro questa sex-crime-story c'è un lungo lavoro di preparazione (vedi l'uso dei tecnicismi medici), non c'è dubbio, ma ci troviamo di fronte non ad un romanzo, ma, ad un....fumetto!!Fino a 2/3 non accade nulla, tutto è già accaduto, dov'è la suspense? dov'è la sorpresa? L'azione nella parte finale si fa più serrata, ma si tratta solo di sterile e meccanica sequenzialità; carente anche l'analisi psicologica dei personaggi. C'è ormai una consolidata tendenza al nutrimento del filone giallistico con "sceneggiature" oltremodo violente, sanguinarie ed effettistiche, che hanno come bersaglio privilegiato il corpo femminile, inevitabilmente sottoposto a pratiche sempre più tribali e vivisezionistiche. Una regressione, a mio avviso, che danneggia non solo il "genere", ma anche la mente di chi legge.....

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    Romano De Marco

    24/07/2002 08.38.57

    Il filone serial killer ha successo, quindi non c'è da stupirsi se proliferano i "cloni" delle varie Key Scarpetta o Hannibal the cannibal.. quì siamo di fronte a qualcosa che secondo me lascia davvero l'amaro in bocca.. un prodotto studiato a tavolino con tutti gli stereotipi del genere con qualcosa in meno.. sono d'accordo con chi dice che acquistando un libro di questo tipo non ci si può lamentare per l'efferatezza dei contenuti e la crudezza delle situazioni, d'altra parte, mentre altri autori riescono a farti digerire qualsiasi cosa nel contesto specifico di una narrazione o con un distacco "scientifico" (come nel caso delle autopsie della Cornwell o delle analisi sui resti uimani della Reichs) quì tutto appare forzato e motivato ad un "effetto shock" che in qualche modo infastidisce e non aggiunge nula alla storia in se, davvero inconsistente e priva di un qualsiasi motivo di interesse rispetto a innumerevoli altre letture simili... I personaggi poi, si portano dietro storie e contesti talmente poco credibili e poco interessanti da risultare noiosi o tremendamente antipatici.. Non leggerò il secondo libro di questa Mo Hayder, c'è troppo di meglio in giro... A chi ne è rimasto entusiasta, per poter avere termini di raffronto consiglio di andarsi a leggere "Codice di Caccia" di John Sandford o Drago Rosso di Harris... come dire:"altri mondi".. Romano De Marco

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    Ivan Laube

    03/04/2002 14.03.10

    Gran bel libro, non riesco a capire come si possa criticare un libro per i suoi contenuti forti! Se avete lo stomaco debole non leggetelo e lasciatelo in libreria dove qualcun'altro lo può apprezzare più di voi (vero Milly)! Un libro che si legge tutto d'un fiato!

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    ross

    24/10/2001 21.27.38

    Condivido quasi totalmente la recensione del sig. Walter Droetto. "Quasi" perchè, per me, qualche colpo di scena e qualche sorpresa ci sono stati. Mi chiedo, però, perchè la sig.ra Milly non legga il retro copertina di un libro prima di leggerlo: se lo avesse fatto, in questo caso, si sarebbe accorta che tutto ciò che ha criticato corrisponde esattamente a quanto "anticipato" sulla copertina stessa.

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    Walter Droetto

    17/10/2001 03.55.33

    Trama dalle tinte forti soprattutto nelle scene finali, manca però il colpo di scena e le sorprese che caratterizzano l'opera di altri autori di thriller (vedi DEAVER). Tuttavia il libro si legge facilmente e per trattarsi di un'opera prima è abbastanza convincente anche se l'autrice ha ancora molto da imparare soprattutto nella fase di costruzione delle storia e nella caratterizzazione dei personaggi.

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    Milly

    09/09/2001 07.25.28

    Manca solo di brutture come pedofilia,coprofilia, cannibalismo.Per il resto, tutte le devianze e le abiezioni sessuali vi sono descritte con dovizie di particolari,peraltro abbastanza intuibili,quindi gratuite.Brutto nel suo insieme,manca la molla che fa accettare e piacere le situazioni forti:La motivazione e la spiegazione delle umane sofferenze.La parte gialla del tutto assente,solo l'orrore dei fatti.Una sola sorpresa nella trama conclusiva.Nell'insieme pessimo e per stomaci d'acciaio

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    Leonardo

    23/08/2001 11.57.22

    Ottima storia raccontata perfettamente. Attendo il film!

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    Gieffe

    23/07/2001 21.03.34

    Si tratta di un romanzo che vorrebbe essere più furbo che bello, ma l'operazione riesce solo a metà. O forse il risultato è quello ricercato: un romanzo mediocre, a forti tinte "perché il pubblico vuole sangue", ipercalcolato nella struttura quanto falso nel tono. Lo si legge di un fiato, e ci si sente presi per il naso dall'autrice. Purtroppo, si annuncia un seguito (al peggio, si sa, non c'è limite).

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    Dario Recla

    11/04/2001 19.22.38

    Ecco un clone di tanti altri thriller che si salva solo con una parte finale abbastanza avvincente, ma nel complesso è solo un "Silenzio degli innocenti" dei poveri. Deludente.

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    Stefano Foresi

    28/02/2001 17.12.54

    Bello. Storia molto intrigante e buoni personaggi. La trama cattura molto, si legge bene fino alla fine.

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