La Bohème

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Compositore: Giacomo Puccini
Direttore: Herbert Von Karajan
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 2
Etichetta: Decca
Data di pubblicazione: 31 agosto 1987
  • EAN: 0028942104921
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Disco 1
1
Questo Mar Rosso
2
Pensier profundo!
3
Legna!
4
Si pur?
5
Lo resto
6
Chi è là?
7
Si sente meglio?
8
Che gelida manina
9
Sì. Mi chiamano Mimì
10
O soave fanciulla
11
Aranci, ninnoli! Caldi i marroni e caramelle!
12
Chi guardi?
13
Viva Parpignol! Parpignol! Parpignol!
14
Oh! ... essa! ... musetta!
15
Quando men vo
16
Chi l'ha richiesto?
Disco 2
1
Ohh là, le guardie! Aprite!
2
Sa dirmi, scusi, qual'è l'osteria
3
Mimì!
4
Marcello. Finalmente!
5
Mimì è una civetta
6
Mimì è tanto malata!
7
Donde lieta uscì al tuo grido
8
Dunque è proprio finita!
9
In un coupi?
10
O Mimì, tu più non torni
11
Si sgombrino le sale!
12
C'è Mimì ... c'è Mimì che mi segue
13
Vecchia zimarra, senti
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Sono andati? Fingevo di dormire
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Che avvien?
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    Alberto Zini

    30/06/2006 15:36:43

    La miglior Bohème ipotizzabile. Karajan dirige gli strepitosi filarmonici di Berlino (ed un coro non ugualmente straordinario, purtroppo) realizzando un'interpretazione semplicemente inarrivabile; la Freni e Pavarotti consegnano al disco la migliore Mimì ed il miglior Rodolfo della storia: il finale del primo atto in bocca loro diventa ancor più una delle vette più alte del teatro in musica ma anche le due romanze che lo precedono sono due veri e propri capolavori (impareggiabile lo squillo di Pavarotti al termine di "che gelida manina", come del pari spettacolosa è la cavata della Freni allorchè la voce si espande sull'arioso di "ma quando vien lo sgelo" col sussurro che si innalza dall'orchestra)come eccellenti sono anche il terzo(fenomenale per scorrevolezza della linea sia la scena di Rodolfo sia uno straordinario "donde lieta uscì"di Mimì cui segue uno stupefacente quartetto) ed il quarto atto("sono andati" è da porre senza dubbio tra i vertici dell'interpretazione pucciniana di ogni tempo; e che orchestra!).Rolando Panerai disegna uno stupendo Mercello nella comunicativa immediata e nella commozione vera dell'accento, oltre che in una linea solida, sicura e(caso non frequentissimo col baritono fiorentino)intonata, oltre alcolore bello e personalissimo. Maffeo è anch'egli ottimo anche se il timbro appare più usurato rispetto al film di Zeffirelli (diretto dallo stesso Karajan)ma l'accento riesce a dare magnifico rilievo alla semplice frase del quarto atto "filosofo ragioni".Ghiaurov si conferma il più grande basso della storia col sussurrare una stupefacente "vecchia Zimarra" sullo scurissimo e straordinario velluto orchestrale; il timbro è quello che ben si conosce la tecnica è superlativa e anche nella breve parte di Colline il buon Nicolai fa valere l'imperiosità dell'accento. Buona la Harwood, ma un po' troppo stridula nel finale del secondo atto( dopo però un ottimo Valzer, complice un immenso Karajan).Parti di contorno mediocri.Ottima la registrazione come sempre in casa Decca: A.Z.

  • Luciano Pavarotti Cover

    Tenore. Esordì nel 1961 a Reggio nell'Emilia con La Bohème di Puccini, destinata a diventare l'opera a lui più congeniale, cui si aggiunsero presto altri due titoli capitali della sua brillantissima carriera, L'elisir d'amore di Donizetti e Un ballo in maschera di Verdi. Attorno a queste tre opere, interpretate più e più volte in tutto il mondo, ha costruito un repertorio ben calibrato di ruoli lirico-leggeri (soprattutto donizettiani e belliniani), poi gradualmente affiancati da personaggi più drammatici. L'oculatezza nelle scelte gli ha permesso di conservare pressoché integro uno strumento vocale unico per morbidezza, lucentezza e perfezione tecnica, che unitamente alle innate doti comunicative ha favorito un'eccezionale popolarità internazionale. Vanta una vastissima discografia, che spazia... Approfondisci
  • Giacomo Puccini Cover

    Compositore. Gli esordi. Ultimo di una dinastia di musicisti attiva da cinque generazioni, rimase orfano a sei anni per la morte del padre Michele, già organista e maestro del coro del duomo, nonché direttore dell'Istituto musicale di Lucca. Nonostante le difficoltà finanziarie, la madre Albina Magi poté fargli seguire studi regolari al Ginnasio e all'Istituto musicale, studi che tuttavia il ragazzo affrontò senza troppo entusiasmo. Il suo primo maestro, lo zio Fortunato Magi, succeduto nelle cariche del cognato, lo affidò quindi a Carlo Angeloni (già insegnante di Alfredo Catalani), col quale Giacomo studiò con notevole profitto e scoprì la propria vocazione per il teatro. Nel 1876 si recò a piedi a Pisa per assistere per la prima volta nella sua vita alla rappresentazione di un'opera, l'Aida... Approfondisci
  • Mirella Freni Cover

    Soprano. Fin dal debutto nel 1956 in Carmen si affermò per la voce duttile e chiara, la perizia tecnica e l'intelligenza musicale come uno dei più promettenti soprani italiani, mettendosi inizialmente in luce nei ruoli mozartiani della fanciulla ingenua ma civettuola (Zerlina, Susanna) o in quelli sentimentali di Maria (Figlia del reggimento), Margherita (Faust) o Mimì (Bohème), documentati anche in discografia. Negli anni '70 e '80 si è accostata con oculata preparazione ai ruoli verdiani, sotto la direzione di Abbado (Simon Boccanegra), Muti (Ernani) e soprattutto Karajan (Otello, Don Carlo, Aida, Requiem); da ultimo si è cimentata anche nel repertorio russo (Eugenio Onieghin, Dama di picche). Approfondisci
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