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Botticelli

Dettagli

1989
335 p., ill.
9788845031984

Voce della critica

LIGHTBOWN, RONALD, Botticelli

HORNE, HERBERT PERCY, Sandro Botticelli

CIATTI, MARCO (A CURA DI), L'incoronazione della Vergine del Botticelli
recensione di Conti, A., L'Indice 1991, n. 2

Se vogliamo focalizzare l'attenzione su quali siano i libri fondamentali su Botticelli ci troviamo di fronte a un fenomeno curioso e quasi esclusivamente botticelliano: la presenza di una monografia degli inizi del Novecento scritta da Herbert Percy Horne e ancora capace di restituirne la figura con immutata coerenza e interesse.
L'opera è tuttora disponibile, sia nella ristampa anastatica della Princeton University Press, sia in quella curata con molta attenzione da Caterina Canepa per la Spes di Firenze, con l'aggiunta dei manoscritti inediti in cui lo Horne aveva raccolto il catalogo dell'artista e dei suoi collaboratori: un repertorio tuttora utile di opere botticelliane e di dipinti di bottega che il carattere non strettamente autografo ha fatto escludere con troppa leggerezza dall'ambito dell'artista.
La riedizione aggiornata del saggio di Ronald Lighthown dà invece dell'artista un profilo biografico e critico molto accurato, soprattutto attento ai committenti di Botticelli, spesso provenienti dalla cerchia dei Medici. Rispetto al catalogo delle opere, pubblicato nel 1978, adesso il Lighthown si dice più incline a vedere rapporti diretti tra il pittore e Lorenzo il Magnifico, anche se si resta ben lontani dall'interesse che il Magnifico dimostrava per il Verrocchio o il Pollaiolo.
Se si può fare un rimprovero al bel lavoro del Lighthown, è quello di dedicarsi alle committenze o all'iconografia (con bilanci molto ben fatti delle molteplici e a volte fantasiose interpretazioni delle mitologie botticelliane), non abbastanza agli artisti contemporanei del Botticelli, e soprattutto al rapporto di vicinanza e al tempo stesso di diversità col giovane Filippino Lippi. Lo sforzo di riprodurre a colori il "corpus" pressoché completo del maestro quattrocentesco è certamente apprezzabile, soprattutto per le opere tarde, di colore più intenso, che spesso vengono fraintese quando si prende per guida quello più spento dei capolavori più noti. Purtroppo è toccato ad essi di restare sacrificati da un colore troppo saturo: tutti i cliché delle opere dai toni più trasparenti mostrano di essere stati elaborati senza un controllo sugli originali, prendendo come esempio normativo le opere di colorito più intenso. Un disguido molto seccante che si trova già nell'edizione inglese è poi quello della tavola 35, dove viene considerato come un originale botticelliano una figura di papa della Cappella Sistina rifatta invece nel Cinquecento. Invece è tutta dell'editore italiano la responsabilità di certe singolarità della traduzione: in italiano, ad esempio, non si dice "intronizzato " come accade a un San Zanobi a p. 114, ma si perifrasa l'inglese "enthroned" con "in trono". Quanto al "maior" riferito al Sant'Agostino" di Ognissanti (p. 73) non si tratta di dimensioni come pensa il traduttore: Lighthown voleva dire che è l'affresco più importante, non il più vasto di Botticelli.
Un contributo nuovo e rilevante alla conoscenza del Botticelli viene, infine, dal volume pubblicato in occasione del restauro dell'"Incoronazione della Vergine degli Uffizi" compiuto dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e condotto a termine mentre era soprintendente Antonio Paolucci. Se si ricorda che nel 1982 proprio di questa tavola si pubblicavano fotografie all'ultravioletto, che equivocavano la fluorescenza scura del verderame originale con quella delle ridipinture, si constatano facilmente i progressi fatti in pochi anni dal laboratorio fiorentino. La documentazione è molto ben scelta e viene affidata, soprattutto, ad analisi non distruttive. Il confronto con i dati relativi ad altre opere del maestro, dà un quadro delle sue tecniche che si deve raccomandare come punto di riferimento per chi voglia affrontarne lo studio.

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