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Le recensioni della settimana

Scopri le opinioni degli utenti IBS su Libri, Musica e Film del momento o sui grandi successi di ieri. In questa pagina troverai ogni settimana le 10 recensioni che negli ultimi giorni ci hanno più colpito, emozionato e coinvolto. Cosa aspetti? Scrivi subito un commento sul tuo prodotto del cuore, potresti entrare nella nostra Top10!

Libro Falce. Trilogia della Falce. Vol. 1 Neal Shusterman

Falce. Trilogia della Falce. Vol. 1

Recensione di Lu •˜ Talking About Books And Likes ˜•

«E' giunto il momento. Midamerica. Anno indefinito. Popolazione: sotto controllo. Il mondo è in mano al Thunderhead, una AI che ha preso coscienza e ha sostituito, grazie alla sua integrità, tutti i governi del mondo. Mortalità pari a zero: non esistono le malattie, il dolore, la vecchiaia e nemmeno la morte... a meno che tu non venga scelto per essere ''spigolato''. In un mondo in cui è impossibile morire e in cui si viene sempre rianimati, anche dopo un volo dal settimo piano, per evitare il sovraffollamento bisogna prendere dei provvedimenti ed ecco che arrivano loro, le Falci: un gruppo di ''mietitori di anime'' intente a mantenere l'equilibrio mondiale seguendo regole ben precise, o almeno così dovrebbe essere. Cresce la popolazione? Crescono le Falci: ed ecco che così ha inizio l'apprendistato di Citra e Rowan. Due adolescenti estremamente diversi uniti da un unico ''destino'': essere un'apprendista Falce e arrivare all' esame finale. Chi lo diventerà? Ma soprattuto quanto è difficile diventare Falce? Non potete nemmeno immaginarlo, così come non potevano immaginarlo nemmeno loro... In questo mondo, surreale e distopico, si intrecciano le avventure dei nostri protagonisti; tra ''spigolature'', addestramenti e personaggi fuori dal comune Falce prende il volo: Shusterman si conferma ancora una volta uno dei miei autori Young Adult preferiti. Non mi delude mai. Scorrevole, rapido, incalzante e ammaliante ''Falce'' cattura il lettore con una facilità estrema: dopo poche pagine è impossibile lasciarlo. Così come è impossibile farlo alla fine: avrei desiderato subito avere tra le mie mani il secondo volume della trilogia! Forse la pecca più grande di questo romanzo è proprio quella: a un certo punto finisce... e tu resti lì a fissare il libro, desiderando di poter iniziare il secondo all'istante. Una storia diversa dal solito: a tratti innovativa e distantissima dalla nostra realtà e a tratti attualissima. Potete trovare una recensione completa sul blog!»

Libro A volte ritorno John Niven

A volte ritorno

Recensione di cuba_libri

«Notizia: Dio esiste. E non è affatto contento di cosa sta combinando l'Umanitá : inquinamento, guerre, abusi di potere, politici corrotti, sprechi, povertà. Non rimane che una cosa da fare: mandare di nuovo Gesù sulla Terra. Il Figlio di Dio si ritrova così nel XXI secolo, a dover trovare una maniera per parlare a più persone possibili, per trasmettere il più importante comandamento di Dio: FATE I BRAVI. E quale miglior mezzo della televisione e di un talent musicale? Ho amato immensamente questo libro: Gesù Cristo rockettaro che canta Springsteen in diretta TV, mentre manda messaggi di pace e tenta di fumare marijuana è... Unico. E oltre a questa ironia incredibile, non manca una certa amarezza nei confronti della nostra società, con quel pizzico di autocritica che non guasta mai.»

Libro Quando tornerò Marco Balzano

Quando tornerò

Recensione di Bruno Izzo

«“Quando tornerò” di Marco Balzano è un romanzo familiare a tre voci, quello di una giovane madre della Romania, Daniela, che vive e lavora come badante a Milano, e i suoi due figli. Un testo sonoro, un libro da sentire, di poche parole all’inizio, poi progressivamente ingravescente di dialoghi e discorsi, un romanzo di cui porsi in ascolto in religioso silenzio, da orecchiare tenendo fissi gli occhi sulla pagina come fossimo assorti sul labiale. Balzano fa da fonico, registra suoni e dialoghi, li modula, ce li porge e ce li fa ascoltare con decisione senza omettere alcuna nota, anche le più stridule: il suono è invisibile ma concreto, come certe persone che nessuno nota eppure esistono, vivono con noi e intorno a noi, ci badano e si prendono cura di noi, dei nostri nonni, dei nostri cari anziani e malati. Sono cuori invisibili, ma cuori vivi, che battono, che palpitano, che stentano; Balzano raccoglie le loro pulsazioni, il ritmo, gli sbalzi pressori, le fibrillazioni, lo fa con intensa partecipazione empatica, è evidente dal modo, la gentilezza, la delicatezza con cui sistema i microfoni a portata di voce dei suoi protagonisti, trascrivendo con cura quanto registrato. Si racconta qui della fatica dell’esistenza, del logorio di certe esistenze per vivere, è infatti una storia di migranti, di moderna schiavitù travestita da migrazione, di esodo forzato. Perché è inutile restare a fare la guardia ad un mondo che muore. Vengono per prendersi cura, ma sono cuori invisibili, nessuno si prende cura di loro, nemmeno quelli rimasti a casa e che dai proventi dei loro sforzi traggono sostentamento. ”Quando tornerò” non è solo il titolo del libro, o un auspicio di tempi migliori, è una chimera, è una nenia che Daniela si ripete come un karma per trovare in sé forze residue e motivazioni sufficienti per continuare in un’esistenza, infine, di mero sfruttamento.»

Libro Una lettera coi codini Christian Antonini

Una lettera coi codini

Recensione di Patrizia

«Una bellissima avventura che vede protagonista una ragazzina di nome Johanna che per salvarsi, durante il periodo della guerra civile messicana, viene ''spedita'' come lettera dal padre e si ritrova a viaggiare su un treno che dal Messico la porterà a ricongiungersi alla madre negli Stati Uniti. Durante il viaggio la giovane si troverà ad affrontare inaspettate avventure, conoscerà nuovi amici (fra cui Pancho Villa) e vivrà situazioni che inevitabilmente la porteranno a crescere. È un libro che cattura fin dalle prime pagine. La tematica è coinvolgente. L'ambientazione è inedita e il periodo storico è meritevole di attenzione e approfondimento. Suggerisco la lettura a tutti. Voto cinque stelle: meritatissime.»

Libro Gli indoeuropei e le origini dell'Europa Francisco Villar

Gli indoeuropei e le origini dell'Europa

Recensione di Riccardo Alberti

«Ci fu un tempo (7000 anni fa circa) in cui un popolo (oggi denominato indoeuropeo), stanziato in una comune patria ancestrale (le steppe russe del basso Volga), incominciò a muoversi dalla propria sede originaria stanziandosi in ogni plaga europea, in una vasta fascia indoiranica, che si estende dall'area anatolico-mesopotamica fino a Ceylon e al Bengala, e persino in una parte del Turkestan orientale (Cina). Villar propone un'ammirevole opera di moderna, interdisciplinare ed enciclopedica erudizione che ha il pregio di risultare accessibile in maniera non disagevole al lettore più curioso, consentendogli un approccio mai banale ad una scienza impegnativa ed affascinante, la linguistica comparata, che viene così sottratta ai soli circoli accademici. L'A. ripercorre l'evoluzione della materia dalle prime intuizioni ottocentesche (Bopp; Rask) fino alle più recenti acquisizioni scientifiche che, di concerto con altre discipline quali storia ed archeologia soprattutto, ma anche (paleo)botanica, zoologia, climatologia, geografia e etno-antropologia, sono riuscite a determinare, con ragionevoli margini di certezza, l'originale focolare domestico, l'epoca delle successive ondate migratorie, le caratteristiche lessicali, fonetiche e morfologiche della lingua di questi nostri remoti antenati e le peculiarità culturali e socio-economiche della loro vita comunitaria. Lessico e semantica ci indicano così un habitat settentrionale, una famiglia patriarcale, una religione basata sull'adorazione dei fenomeni atmosferici e una cultura pastorale e guerriera che, nello spazio denominato «Vecchia Europa», si sovrappose e ibridò con la civiltà di sostrato degli antichi abitanti, caratterizzata dalla pratica dell'agricoltura, da un'organizzazione matriarcale e pacifica e dal culto della Dea Madre. Un testo interessante soprattutto nella prima parte, dedicata agli aspetti storici ed antropologici, mentre la seconda, riservata a quelli più prettamente linguistici, risulta talvolta ostica.»

Libro Sole e acciaio Yukio Mishima

Sole e acciaio

Recensione di Franco

«Yukio Mishima, in questo breve libro, descrive la sua esperienza con l’allenamento fisico dovuto alla pratica del body building. Per lo scrittore giapponese, la flaccidità dei ventri molli corrisponde a una fiacchezza spirituale riscontrabile in molti intellettuali della sua epoca. Il peso dell’acciaio che forgia muscoli possenti, è da intendersi come superamento della condizione puramente umana, materialistica e banale, in una proiettata verso l’oltrepassamento dei limiti che l’uomo stesso si pone. Secondo alcuni, porsi dei limiti è accettare l’esistenza così come la vive la massa anonima, mentre per altri, e tra questi Mishima che è da considerarsi un esempio, un maestro e un punto di riferimento per chi abbracci la sua visione eroica e agonistica della vita, superando sé stessi, le fragilità, le debolezze e le insicurezze. La fusione di corpo, spirito e acciaio che si ha nella pratica del culturismo porta a una maggiore consapevolezza di sé da attuarsi in ogni istante al di là della morale borghese e consumistica che vede l’uomo come produttore e consumatore di beni materiali. Lo spirito che si rafforza con il rinvigorimento della muscolatura ed è consustanziale ad esso, è rappresentato dalla plurimillenaria tradizione nipponica del Sol Levante. La fascinazione mishimiana per la morte quale elemento liberatorio della sofferenza insita nella vita umana, e qui sublimata in un’ascesi che si attua nel formazione di un corpo muscoloso e possente in grado di sopportare la fatica e la durezza che la vita stessa implica. Perciò l’esercizio fisico e costante ha per l’Autore una funzione catartica e liberatrice; sollevare pesi e sviluppare forza fisica ha la stessa valenza e conseguenza di potenziare quella interiore. Chi sarà capace di seguire l’insegnamento di Mishima si troverà proiettato in un mondo dove tutto è possibile, perché la volontà, l’abnegazione e il sacrificio di sé, porta il discepolo di questo straordinario Uomo a sviluppare una determinazione incredibile.»

Libro La festa è finita Lidia Ravera

La festa è finita

Recensione di @librisulcomodino

«Molto bello ma anche piuttosto amaro questo romanzo di Lidia Ravera, scrittrice da me molto amata, che qualche decennio fa iniziò la sua carriera letteraria con un libro assai discusso, era il 1976. Questo romanzo è collegato proprio con quel periodo, gli anni Settanta del Novecento, di cui forse rappresenta simbolicamente la conclusione. Lo si può intuire anche dal titolo, quegli anni non esistono più non solo perché ormai lontani nel tempo, ma anche perché quello che hanno rappresentato è scomparso. E questo è proprio quello che ci raccontano i protagonisti, tre amici di gioventù legati dal sottile filo dei ricordi. Non sarà facile per loro ritrovarsi, ciascuno guarda al passato in modo diverso, tutti e tre in qualche modo ne sopportano il peso, non senza conseguenze. L'intreccio di tutta la storia è molto particolare e contiene una nota di suspense che percorre tutto il libro, un'atmosfera tradotta con maestria dalla grande lucida scrittura di questa autrice. Mi è piaciuto molto, lo consiglio sicuramente, perché i bilanci sono spesso tagliole necessarie, quelli della vita poi sono decisamente i più importanti.»

Libro Il giunco mormorante Nina Berberova

Il giunco mormorante

Recensione di Elena

«Nessuno riesce a trasmettere la lacerazione dell'amore, la sofferenza e l'orgogliosa rivendicazione della propria identità al pari degli scrittori russi. Nina Berberova non fa eccezione, con questo libricino che celebra l'importanza dell'incontro con sé stessi, la cura del proprio mondo interiore, un piccolo giardino di pace lontano dai tumulti della vita. Proprio grazie al suo no man's land, rifugio impenetrabile al mondo, accogliente e ristoratore nelle difficoltà e scrigno di sogni e speranze, l'autrice riesce ad affrontare le privazioni della guerra e la lontananza dall'uomo amato. E proprio quando ritorna la pace e la prosperità, e anche i progetti d'amore sembrano ritornare realizzabili, tanto impetuosi da ottundere i sensi, che il no man's land, corre in soccorso dell'autrice. E lo fa sotto forma di poesia ( i russi hanno una poesia per ogni occasione!) ricordandole di quel verso rubato da Tjutcev, del giunco pensante che mormora. La tempesta dei sentimenti si abbatte e l'autrice ritrova la lucidità del cuore. Scorge di fronte a sé i corpi di chi si è lasciato depredare, privare di ogni individualità, in nome della più totale condivisione dell'amore già sfiorito e consumato, mentre la sua fortezza dello spirito ha resistito, ancora intatta e rigogliosa. Non si è lasciata domare, ha mantenuto la sua libertà più grande: la sovranità sui suoi pensieri e le sue scelte, sul suo mondo. Un libricino dotato di una bellezza delicata e struggente che trasmette l'insegnamento più arduo per l'essere umano: amare e avere cura di sé stessi.»

Film Alien Ridley Scott

Alien

Recensione di Antonello Arcuri

«Secondo lungometraggio di Ridley Scott, “Alien” nel 1979 invase le sale cinematografiche di tutto il mondo, creando non solo il capostipite di una saga, ma indicando nuove vie visive e narrative per il genere fantascientifico. Tutto è estremo in questo film: l’ambientazione extraterrestre; il livello di evoluzione della specie aliena; il comportamento di “Mother”, l’intelligenza artificiale a servizio della nave spaziale “Nostromo”; la reazione di Ripley, una magnifica Sigourmey Weawer. Di più il film indicò una estetica spaziale ed una modalità narrativa, poi portate all’estremo con il successivo capolavoro “Blader Runner”, che furono seminali e condizionarono tutti i film successivi, non soltanto di genere. Tensione alle stelle, sceneggiatura solida, montaggio serrato e soprattutto una regia che, facendo memoria delle modalità della computer art e del videoclip, reinventa inquadrature e condiziona il montaggio tenendo sempre altissimo il ritmo della narrazione. La catena evolutiva dell’alieno indica con chiarezza che “il mostro è dentro di noi”. Geniale.»

Film L'uomo che vide l'infinito (DVD) Matt Brown

L'uomo che vide l'infinito

Recensione di Sabrina

«Per chi ama la storia dell'Astrofisica e della Fisica, per chi ama la Matematica e la Storia della Scienza (in particolare, gli inizi del XX secolo che hanno rappresentato l'epoca della grande rivoluzione in ambito cosmologico, della fisica particellare, quantistica e della conoscenza in generale), questo film è perfetto. C'è il sentimento, c'è la vita privata di un genio (non amo usare molto questo termine, ma devo ammettere che è veramente necessario in questo caso), la sua umanità, la sua sofferenza fisica e morale. Ve lo suggerisco. Appassionante. Straordinaria interpretazione dei due attori principali. Splendida l'ambientazione.»