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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: 185 p. , Brossura
  • EAN: 9788806184285

Recensioni dei clienti

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    Maurizio Ricci

    01/08/2016 17.37.13

    Il mio primo incontro con la prosa del celebrato Ammaniti rischia seriamente di essere anche l'ultimo. Questo "Branchie" parte malino, richiamandosi a diverse storie di degrado personale ed urbano, ma senza mostrare una sua peculiarità, una sua anima; proseguendo nella narrazione/divagazione, riesce solo a peggiorare l'impressione generale. Invenzioni disuguali buttate là a caso senza una logica né uno stile; dà l'idea di un collage delle fantasie sessuali di un adolescente imbranato che si sforza di essere spiritoso(imbarazzanti i Sardi.....) Il finale vorrebbe essere spiazzante.

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    pierxx84

    07/09/2015 11.27.08

    Discontinuo e folle......il promo libro di Ammaniti inizia con assoluto gusto pulp per poi perdersi in una narrazione folle e discontinua, con picchi di assoluta banalità tali quasi da non farmi riconoscere la penna dello scritto che ammiro tanto. Se volete leggere qualcosa di veramente bello di lui lasciate perdere questa "forzatura commerciale" e compratevi Come dio comanda o io non ho paura.

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    Valentina

    18/09/2014 23.06.59

    Pessimo libro! Era partito bene, poi la storia è diventata troppo surreale, avvenimenti davvero improbabili, noioso ( non riuscivo ad andare avanti!), e vuoto, non lascia proprio niente. Marco sembra un ipocrita incoerente. La fine è ancora più brutta del libro stesso, totalmentep insensata. Per qualche strana ragione Livia racconta nei dettagli la scopata con Wall Oberton, diventando così anche lei incoerente perchè stava andando a cercare Marco per amore e poi "ingenuamente" fuma e fa porcate con quello che definiva cattivo. Uno tra i libri peggiori che ho letto.

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    mary

    11/05/2014 18.29.19

    Che dire? Bho! Non saprei proprio: surreale.....come questa mia recensione. Bello l'inizio e la fine, ma.........la Terra di Mezzo......"scarsamente popolata"!

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    lester

    30/06/2013 11.50.45

    leggo tutto di Ammaniti, mi piace un sacco... ma questa opera prima è una vera schifezza: improbabile, noioso, privo di senso. Una Nuova Dehli dove al bar puoi sgranocchiare Amaretti e mangiare Olive all'ascolana... ma per favore... Evidentemente ammaniti ha poi imparato a scrivere dopo! Un bidone in piena regola (meno male che l'ho comprato usato!)

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    Larissa

    17/12/2012 10.07.37

    Ammaniti ha una singolare famigliarità con l'estrema ridondanza di alcuni temi. Uno di questi è il sesso. Da "Che la festa cominci" fino ad arrivare a "Il momento è delicato" dentro ci ritrovi passaggi di descrizione fondamentale identici. Potresti dire, letto uno -letti tutti. Non so. Branchie non mi ha appassionato. Surreale fino a diventare noioso. Peccato, perchè lui mi piace. L'ecletticità di scrittura non sempre è alla portata di tutti. Su certe scelte si scivola. Ammaniti con Branchie è caduto rovinosamente.

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    g.

    29/08/2012 15.11.34

    Questo libro è un piccolo capolavoro ed è anche il romanzo d'esordio dell'auore, che in queste pagine esplora tutta la poetica che ritroveremo in "Che la festa cominci" e in vari altri racconti. I tòpoi ricorrenti sono quelli del sotterraneo e dei suoi abitanti, dell'essere enorme e mostruoso, delle donne, che sono o bellissime e procacemente sode o irrimediabilmente laide, della chirurgia plastica. In più qui c'è l'avventura gioiosa e straordinariamente vitale narrata in prima persona da un malato terminale di cancro. C'è un'India magica e molto poco indiana. Ci si diverte dalla prima all'ultima pagina senza la ferocia o l'amarezza dei lavori successivi.

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    FRANCESCA

    08/06/2011 00.46.36

    mi ha lasciato molto perplessa. l'ho trovato noioso, a tratti soporifero, al contrario degli altri scritti dell'autore. la storia è talmente inverosimile che l'avrei sopportata solo se alla fine avessi scoperto che si trattava di un sogno.

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    alex

    19/03/2011 17.45.35

    Un vero spasso! Ricorda l'Ammaniti di "Che la festa cominci". Alla faccia del romanzo di formazione, nato quasi per caso - come scrive l'autore all'inizio del libro - Ammaniti ha sempre la capacità di raccontare le cose di tutti i giorni, riuscendo sia a far ridere che a commuovere.

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    Damiano

    01/10/2010 08.08.04

    Se l'autore fosse stato uno sconosciuto, Einaudi non avrebbe mai pubblicato un libro del genere. Personalmente penso di aver preso un bel bidone, peccato perché COME DIO COMANDA mi era proprio piaciuto.

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    mara regonaschi

    22/09/2010 12.09.32

    L'esordio del libro è l'unica cosa leggibile: la testimonianza delle sensazioni di un malato di cancro e dei cambiamenti che la malattia induce nel suo modo di vivere e di vedere la vita. Per il resto banale: sia il pretesto per il viaggio in India sia tutto quanto accade di assurdo in quel Paese. La scrittura è banale e spesso banalmente volgare, gli accadimenti improbabili, posto che non è un libro di fantascienza (e sarebbe brutto pure così). E' difficile trovare un senso, anche a quello di finire il libro!

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    Alinti

    09/12/2009 12.32.54

    Una storia piuttosto banale che scorre via velocissima, da leggere tutta d'un fiato (tanto non c'è nulla su cui riflettere). Va bene che è il primo libro di Ammaniti però se devo giudicare il libro e non l'autore il voto non può essere che basso.

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    Alessandro Peleggi

    04/12/2009 10.17.32

    Dopo aver letto "Fango" e "Ti prendo e ti porto via" questo romanzo appare un po' come una delusione. Un'idea narrativa "improbabile", tra l'horror e la fantascienza, funzionale ad esprimere una morale piuttosto banale: l'amore, l'amicizia e la lotta possono donare nuovamente la voglia di vivere anche ad un malato terminale... che tra parentesi neanche morirà.

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    simone

    30/10/2009 13.17.20

    Fatevi una domanda. Se questo libro non l'avesse scritto Ammaniti, sarebbe uscito lo stesso per Einaudi e molti lo avrebbero apprezzato ? Io dico di no. Perché? Per il semplice motivo che si tratta di un libro ridicolo, scritto da una persona che ha fatto un reale abuso di film e videogiochi.... Patetico...

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    Marco

    16/10/2009 09.59.34

    Non capisco sinceramente chi da' un voto bassissimo. Avete iniziato a leggere la storia senza soffermarvi sul prologo forse? Questo è il primo libro di Ammaniti, cosa pensavate di trovare? La storiella è piacevola, buona per passare un po di tempo.

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    Jacko94

    11/09/2009 18.50.49

    "un libro da capire"...leggere il libro senza che qualcuno ci abbia messo nell'ottica che il libro non sia coerente con la realtà dell'inverosimilità è assai difficile... infatti nella parte iniziale si riesce (con un po di sforzo) a far rimanere attaccata la storia alla realtà, quindi quando le situazioni diventano sempre più improbabili l'idea di storia verosimile fatta sulle prime pagine crolla... e se non si riesce ad accettare che le situazioni non siano per niente probabili non si gradisce il libro... ma ,comprendendo la natura illogica del libro, si apprezza tutta la sua bellezza. In Branchie (soprattutto dalla seconda parte) è affascinante il lento ma costante peggioramento della situazione, e ancora più affascinanti sono le soluzioni proposte dai personaggi le quali ogni volta sono sempre più assurde ma mai scontante... il finale è il coronamento della stupenda avventura vissuta dal personaggio...

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    AL3

    14/06/2009 19.43.45

    Sinceramente questo libro è la decadenza della letteratura italiana. Come si fa ad apprezzarlo? L'inizio è accettabile, ma man mano si procede con la lettura accadono eventi talmente surreali e senza senso da sembrare scritto da un ragazzino di dieci anni. Della fine poi non ne parliamo: la banda di super-eroi che combatte contro i cattivi; la brutta copia di qualche cartone animanto. Totalmente inaspettato dopo aver letto "Io non ho paura" e "Ti prendo e ti porto via". Il libro più brutto che abbia mai letto. Un gran peccato.

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    mareblu

    26/02/2009 13.13.03

    Prima di questo ho letto tutto di questo autore, come sempre pazzo Ammaniti! Ho ritrovato alcune analogie con fango, soprattutto con l'ultima delle storie, 'ferro' mi pare...E per essere un romanzo scritto nel 93 lo trovo al passo coi tempi per la tematica della ricerca autodistruttiva della bellezza eterna. Ammaniti ha la capacita' di tenermi appiccicata alle sue pagine, lo adoro!

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    Sara

    20/02/2009 21.56.16

    FANTASMAGORICO! GENIALE! Come Fango del resto...

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    Daniele

    08/01/2009 20.24.39

    Il primo libro di Ammaniti lascia intravedere tutto il suo potenziale, poi calibrato in pieno con i successivi "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio Comanda". È impattante, al limite del brutale a volte, in puro stile Ammaniti, esilarante in molti punti,ma anche ancora "acerbo".. le parti migliori sono all'inizio e alla fine, con un passaggio un po' "stanco" nel mezzo, con il trasferimento della scena in India. Cmq graffiante e surreale, con questo libro è poi nato uno stile, che non può lasciare indifferenti.

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