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Mario Isnenghi

Editore: Laterza
Anno edizione: 2012
Pagine: VII-195 p. , Brossura
  • EAN: 9788842099567

Riflettere e scrivere la storia d’Italia non è un’operazione semplice né scontata: è un lavoro che richiede massima competenza e imparzialità, e la prossimità storica non facilita le cose. Inoltre, discutere della storia d’Italia equivale ad utilizzare una ‘sineddoche’, come un tutto che sta per le parti, poiché le tematiche da affrontare sono molte, e, sebbene tutte legate fra loro, diverse.
Della complessità dell’operazione Mario Isnenghi, uno dei più autorevoli storici italiani, ha grande coscienza. Tuttavia, lungi dal farsi spaventare, non rinuncia a raccontare la storia del nostro paese: senza omissis né echi di autocommiserazione ripercorre insieme ai lettori le tappe più importanti di un processo storico travagliato e complesso, nell’intento di coinvolgere un pubblico che sia il più vasto possibile.
Il suo discorso affronta la questione a monte : la prima domanda che Isnenghi si (e ci) pone è infatti: “Quando è nata l’Italia”? Alla risposta ovvia che l’Italia è sempre esistita, lo scrittore oppone una serie di altri quesiti, ad esempio: “cos’è che rende riconoscibile e distinguibile l’Italia? E cosa fa di un paese un paese?” La risposta è: la consapevolezza - tutt’altro che ovvia - di essere tale. La questione acquista allora un’ampiezza maggiore. Da qui la necessità di sviscerare il problema in profondità.
Mentre per altri Paesi l’acquisizione di una coscienza nazionale è stata più rapida e naturale per noi le cose sono andate diversamente. Se sul piano commerciale, culturale e artistico l’Italia esisteva già da tempo, non era lo stesso dal punto di vista civile e politico. L’idea di nazione entra nel novero dei nostri valori molto tardi e a che fare col problema dell’identità collettiva e della memoria, aspetti nei quali gli Italiani si sono sempre dimostrati carenti.
Come rimediare allora? Quali sono gli eventi da ricordare per non disperdere il nostro patrimonio e non rischiare di perdere la nostra identità? Senza dubbio quelli scanditi dai quattro capitoli del libro, che prendono in esame rispettivamente: il momento che segna la presa di coscienza dell’identità nazionale, ovvero il Risorgimento e il processo che portò all’Unità vera e propria, senza dimenticarne gli artefici, personalità di spicco ma anche uomini e donne comuni. A seguire, il periodo successivo all’unificazione fino alla Grande Guerra: dalla politica spregiudicata e bifronte di Giolitti, alla Triplice Alleanza e alla scelta dell’Intervento. “Camicia Nera” è il titolo del terzo capitolo, dedicato alla fine della democrazia liberale e all’avvento del Fascismo, dalla marcia su Roma al tragico epilogo col delitto Matteotti fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Da ultimo, il secondo lungo dopoguerra con la nascita della Repubblica, la ricostruzione e il miracolo economico; l’avvento e la fine della Seconda Repubblica, la crisi dei partiti e Tangentopoli, da Craxi a Berlusconi fino a Bossi e Monti.
Historia magistra vitae insegnava Cicerone. D’altra parte, che si tratti di un individuo o di un’istituzione, conoscere il processo che ci ha portati ad essere ciò che siamo è fondamentale per ciò che vogliamo diventare domani. Anche se poi qualcuno dimentica la lezione. O forse, più semplicemente, non la conosce abbastanza.
Un saggio di facile lettura, agevole ma al contempo chiaro e rigoroso, adatto a chiunque, perplessi e non, voglia saperne di più sull’origine, la formazione e lo sviluppo del nostro Paese.

Recensioni dei clienti

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    claudio

    29/08/2015 08.40.42

    Dal 1861 a Monti, Isnenghi ci racconta la nostra storia in duecento pagine. E lo fa con il solito modo, adatto anche a chi storico non è.

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