Breviario degli istinti malvagi

José R. Direitinho

Traduttore: G. Boni R. Desti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 3 maggio 2005
Pagine: 167 p., Brossura
  • EAN: 9788806146146
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Descrizione

Nascere con una voglia a forma di foglia di quercia sulla schiena è segno di sventura. E con questo marchio viene alla luce José de Risso da una ragazza madre che muore poco dopo il parto. Nel giorno del battesimo del piccolo, il prete rovescia l'acqua benedetta. Non c'è scampo, il destino del bambino è segnato dalla disgrazia, ma Josè de Risso non si sottrae. Anzi, allevato dalla nonna - una fattucchiera di paese, esperta di erbe - farà tesoro di tutte le sue conoscenze, aggiungendovi la propria esperienza. Un racconto crudo e sanguinario in cui il fantastico si fonde con la triste realtà di un Portogallo atavico, soffocato anche dalla dittatura di Salazar che, pur non essendo presente nelle pagine del libro, si sprigiona come aria viziata.

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    sara

    30/06/2005 14:48:57

    Straordinario: dalla prima pagina all'ultima. Una storia bellissima, ambientata in un Portogallo di cui il lettore percepisce odori, colori, suoni, grazie alla scrittura sempre attenta (e mai invadente) di Direitinho. Se ne esce immalinconiti, ma attaccati alla vita: e forse è proprio questo lo spirito del Portogallo di ieri e di oggi.

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In una densa atmosfera mitico-pagana di presagi, segni, indovinelli, divinazioni, riti e ripetizioni rituali, formule, profumi intensi di erbe medicinali e sogni premonitori si dipana la storia leggendaria e la vita magico-terrena di José de Risso, cagliostresca figura a metà strada fra divino e demoniaco nel Portogallo rurale e retrogrado della prima metà del Novecento. Nel piccolo villaggio fittizio di Vilarinho dos Loivos, al confine con la Galizia, nasce un bambino con una strana voglia a forma di foglia di quercia sulla schiena, primo indizio di sventura per alcuni, per altri segno distintivo di un'eccezionalità umana in empatia con una natura selvatica ancora parte del vivere quotidiano, con i suoi ritmi stagionali, la sua mitologia fiabesca dal sapore eretico, le stregonesche correlazioni di un atavico folclore popolare tra apparizioni animali e sciagure umane. Luoghi di un realismo fantastico dalla simbologia densa, dove evento significa avvento, epifania di accadimenti infausti o, alternativamente, miracolosi. Così come preannunciano il rovesciamento a terra dell'acqua benedetta durante il suo battesimo, il decesso della madre subito dopo il parto, il distacco della voglia induritasi, l'allusiva morte a soli trentatrè anni e le spoglie ancora integre, ma mutate di posto, trovate alcuni anni dopo la sua sepoltura. Una storia costantemente in bilico tra finzione narrativa e realtà attestata dalle svariate versioni cartacee che lo scrittore portoghese ripropone all'inizio di ogni capitolo e che ci presenta come effettivamente distribuite ai pellegrini in cammino verso la sua tomba, in semplice visita o in compimento di un voto per la grazia di questo profano santo popolare.

Daniela Di Pasquale