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Albert Caraco

Traduttore: T. Turolla
Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 1998
Pagine: 128 p. , Brossura
  • EAN: 9788845913822

Questo libro racconta il nostro mondo quale appare se osservato da uno sguardo di rapinosa, disperata lucidità, e lo fissa in brevi blocchi di prosa dal nitore classico, dove le frasi si allineano con naturalezza, simili alle pietre dei muri antichi. C'è in Caraco una violenza compressa, una furia che fa pensare a Céline e Cioran – e insieme la capacità di dare una forma perentoria, martellante, ultimativa alle visioni più azzardate, come già sa la tribù dei lettori di quel cupo gioiello che è Post mortem. Rare volte la peculiare convergenza di orrori e parodia che contraddistingue quanto ci sta intorno ha trovato un cronista altrettanto percettivo e tagliente.Breviario del caos è apparso postumo nel 1982.

Recensioni dei clienti

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    Fabio Piero Fracasso

    19/05/2016 17.21.26

    Caraco non è autore banale, tutt'altro, la sua visione tagliente sul mondo e sulla creazione di idoli vuoti cui si prosterna la moltitudine, segue un indubbio rigore lessicale e logico. Tuttavia, non possiede la genialità di un Cioran, il quale, attraverso l'arma corrosiva del sarcasmo, è capace di costruire un ritmo "letterario", una prosa avvincente che non è solo forma quanto nerbo della pagina. Alle brevi: Cioran riproduce, nel ritmo della pagina, la vanità del mondo, riscattata, però, dai voli pindarici delle parole e delle similitudini ardite; Caraco si prende terribilmente sul serio e, dopo poche pagine, il tono visionario ed apocalittico collassa su sé stesso

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    Riccardo

    29/06/2014 10.47.29

    Questo libro scritto mezzo secolo fa è oggi quanto mai attuale, il "profeta" Caraco dice con molta semplicità cose che in pochi sarebbero disposti sentire o leggere, ripudia la morale, la chiesa, la scienza, la speranza, e l'essere umano in generale in quanto non più uomo ma "massa", ed elogia la morte, protagonista assoluta di quest'opera, grazie alla quale la natura si riapproprierà dei suoi spazi, e l'uomo della sua ragione.

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    Berenger

    03/06/2006 11.43.56

    Caraco è stato uno dei lampi scuri della gnosi nel '900. Era capace di raddensare nella misura e nell'eleganza il delirio di quel cosmo per lui osceno. E' questo, al di là dell'estremismo delle tesi, che va ammirato della sua opera.

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    Simone

    02/10/2005 14.57.25

    Questo libro è un'autentica radiografia dell'essenza dell'Uomo: l'indole umana viene descritta nella sua più cruda limpidezza, senza retorica e speculazioni, infine senza pregiudizio alcuno (ideologico, religioso, sentimentale). Proprio per questo lo definisco un libro "laico", fine a sè stesso. E' scritto per coloro che hanno voglia di ferirsi il cuore e per questo ne sconsiglio la lettura nelle giornate storte, nelle stagioni sbagliate, nei momenti "no". - Simone.

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