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Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XX-269 p., Brossura
  • EAN: 9788804569305
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Recensioni dei clienti

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    JC14

    05/08/2016 01.03.47

    Buon libro per introdursi nel tema BR. Scorrevole e incalzante. Qualche dubbio sull'attendibilità del leader BR.

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    roberto

    29/12/2015 16.29.22

    E' un libro di una faciloneria, di un pressappochismo, di una superficialità semplicemente sbalorditivi Non si comprende come le due giornaliste possano ignorare così tanti elementi di importanza decisiva nella storia delle BR. Alcuni esempi. Nella prefazione di Rossana Rossanda si legge: "Perché inventare che le BR erano legate alla malavita? " Rossanda dimentica che di legami delle BR con la 'ndrangheta parla il collaboratore di giustizia Morabito, e che in una telefonata intercettata il deputato DC Cazora dice a Freato che dalla Calabria lo hanno avvertito che in una foto a via Fani si vede uno noto a loro e ciò è un problema. Domanda a Moretti.E del paio di testimoni che dicono di aver visto una moto Honda in via Fani? I testimoni sono quattro, e a uno di loro hanno sparato,e queste sono certezze processuali. Nessuno l'ha detto a Mosca e Rossanda? Le due giornaliste prendono poi per oro colato la storia raccontata da Moretti sul trasbordo del cadavere di Moro da via Montalcini a via Caetani, quando i periti che hanno esaminato il corpo di Moro concordano sul fatto che esso è stato spostato di pochi metri e che la morte fu posteriore di ore rispetto all'orario indicato dai brigatisti. Però, meglio evitare domande scomode per il " compagno " Mario Moretti.

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    ANDREA

    25/08/2014 11.32.10

    Ho trovato questo libro molto interessante. Spiega in maniera ottima il pensiero e i fatti delle riguardanti le Br. Molto consigliato per chi vuole saperne di più sulla tematica.

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    paolo gaetano

    19/06/2014 13.05.51

    Si percepisce una evoluzione, rispetto al contesto e all'epoca degli anni di piombo, da parte di Rossanda così come una cristallizzazione ideologica, per contro, da parte di Moretti: il linguaggio del dirigente delle brigate rosse mima quello asettico di un funzionario di partito degli anni '70, pretendendo allo stesso modo di esperire una analisi storica di lungo corso, stantìa in quanto non si rende conto che le tematiche del suo linguaggio, a un lettore di oggi, possono risultare incomprensibili e addirittura inconsistenti. Moretti non si pone per nulla il problema di rendersi comprensibile al pubblico di oggi, che non individua lo sfondo, il fondamento logico del movimento rivoluzionario. Si potrebbe dire, del suo modo, che trattasi di retorica pura e semplice. Viene fuori anche una sorta di risentimento per effetto del disconoscimento politico subìto, neanche le brigate rosse fossero state i partigiani, la resistenza, o gli Kmer rossi. Si definiscono, in modo poco opportuno, le brigate rosse come un gruppo armato di comunisti combattenti, fuorviando volutamente il significato vero di "combattimento", cioè piegandolo a una logica machiavellica. Questa logica machiavellica viene meno quando si deve dare un giudizio obiettivo di sé, viene meno -cioè- laddove si debba obiettivamente, storicamente riconoscere quanto significativa sia stata l'influenza delle brigate rosse in Italia. Insomma: ha prodotto più un digiuno di Pannella, o cento smitragliate delle br ? In conclusione, Moretti - o il personaggio di Moretti - sarebbe equiparabile, in questo libro, a un Licio Gelli di sinistra, uno che millanta di sapere chissà che cosa, che fa intendere di avere questo e quell'appoggio, di saper giocare su tutti i tavoli - su quello atlantico, su quello sovietico, su quello marxista-leninista, su quello petrol-sionista, etc. - senza però concludere nulla.

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    Lorenzo Panizzari

    08/10/2012 15.44.27

    Buona intro di R.Rossanda: critica la politica (che non riconosce le Br come fenomeno politico), le Br (comunque prime responsabili dei loro gesti) ed il Pci/Pds (incapace di fare i conti con il proprio passato ed i propri figli); inquadra bene lo scopo di intervista e libro (storico, non politico o sociologico). L'orientamento politico delle giornaliste si percepisce, ma le domande sono adeguatamente critiche; Moretti è un po' pesante per ripetizione della ideologia e frasistica. Libro alla fine risulta utile per conoscere gli eventi, molto meno per un'analisi politica ed ideologica, su cui l'intervistato é ripetitivo ed acritico. Moretti si assume la paternità dei gesti ma quasi sempre parla dell'azione Br come reazione, scaricando così la responsabilità su un generico altro (Stato, poteri controrivoluzionari, padroni, capitale, Pci alla deriva). Interessante il Cap.2; emerge che più che un'ideologia ci furono degli ideali (realizzabili in un molto lontano futuro, tipico da rivoluzione socialista), poco/nulla contestualizzati, senza progetti/obiettivi di medio termine. La dottrina è un meltin'pot necessario a sostenere le analisi/premesse socioeconomiche dei fondatori, con l'errore di fondo di voler agire sullo Stato colpendone delle punte rappresentative, non fulcri del sistema. Nel Cap.3 l'ammissione di non essersi evoluti con l'evolversi del contesto di nascita delle Br. Nel Cap.4 emerge un elitarismo verso i movimenti sorti post-76 e vittoria delle sinistre. Alla fine restano impressi questi aspetti: scarsa autocritica; permanenza di visione ideologizzata nell'interpretare la realtà anche a distanza di tempo e con dati evidentemente contrari; ideologia costruita da persone senza una vera cultura politica, concettuale e storica; autoreferenzialità incentrata sul gruppo; eccessiva attribuzione di valore politico ad atti spesso solo violenti e/o ideologici; sovrastima di quanto compiuto e dell'impronta lasciata in quel periodo e nella Storia in futuro.

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    Marco

    10/11/2009 17.43.17

    Interessantissimo! Mario Moretti, che delle Brigate Rosse fu di fatto il leader, dall'arresto di Curcio fino al suo (avvenuto nel 1981), approfondisce in questo libro intervista sia la storia dei 55 giorni del sequestro e dell'omicidio di Aldo Moro, sia quella dell'organizzazione terroristica nel suo complesso. Assolutamente da leggere!

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    Pier

    11/06/2009 17.41.32

    Mi dispiace, ma sono molto deluso di questo libro. Mi aspettavo una storia, come recita il titolo stesso, ed invece mi sono imbattuto in una approfondita ma noiosissima (almeno per i miei guisti) disamina filosofica/politica del pensiero brigatista. In merito ai fatti ed agli accadimenti, momenti tragicamente fondamentali della storia del nostro paese, pochi dettagli, quasi ad interrompere la disquisizione puramente teorica. Vero e' che gli autori rendono molto chiaramente l'idea di cosa l'associazione eversiva voleva sigificare, ma allora il libro avrebbe dovuto essere presentato diversamente e non come un report storico.

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