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Traduttore: R. Francavilla
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 138 p., Brossura
  • EAN: 9788807819209
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Recensioni dei clienti

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    STELLASOLITARIA

    17/09/2012 12.08.01

    E' il primo ed unico libro di Buarque che ho letto. Semplice nella scrittura, ma complesso nell'avvicendarsi degli avvenimenti. Mi sembrava di essere a fianco a fianco dei protagonisti e questa è una gran dote che non tutti hanno. Bello!!!

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    valentina

    14/07/2012 22.33.46

    confuso e improbabile. non si capisce dove finisce la realtà e dove comincia l'incubo. bravi quegli scrittori che disegnano meraviglie senza calpestare il terreno dell'assurdo.

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    alessandra

    20/04/2011 20.38.48

    per chi come me non ha mai visitato budapest, attraverso questo libro sembra di poterla vivere, di essere lì, c'è una descrizione meravigliosa del luogo, mi è piaciuto molto. l'autore resta comunque una garanzia. bel libro!

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    stefano

    11/03/2010 20.12.19

    Un ambizioso esercizio di fantasia condotto in uno stile che oscilla tra Vargas LLosa e J. Marias strizzando l'occhio a Saramago: onirico e metaforico. Ma la lettura stanca e così anche 138 pagine sono lunghe. Forse la critica del Nobel portoghese è eccessivamente benevola.

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    Costanza

    06/02/2009 13.47.45

    Scelto per caso tra gli scaffali di una biblioteca, scelto perchè stavo per partire per l'Ungheria, anzi, per Budapest stessa, e trovavo affascinante leggere un libro di cui questa città fosse protagonista. All'inizio, ammetto, ho fatto fatica a leggerlo, lo stile così particolare, così dirompente, senza interruzioni, mi ubriacava un poco, e mi perdevo spesso.Ma una volta tornata dal mio viaggio, nella calma del salotto, l'ho assolutamente divorato.Credo che questo libro meriti di essere letto anche solo per come è stato scritto. Mai visto uno stile così!E se mi ha colpito tanto tradotto, non oso immaginare come sia in lingua originale!Bellissimo il finale...personalmente mi ha sorpresa, turbata, colpita, incantata...

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    marilia

    09/05/2008 09.36.59

    trovo che sia un libro interessante. particolare il modo di esprimersi dell'autore che descrive un personaggio stralunato e fuori da qualunque schema. una diveretente esperienza di lettura

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    Mauro

    17/09/2007 22.42.52

    Un libro di una leggibilità straordinaria, con una trama accattivante. Ti siedi, lo apri e lo finisci. Arrivi all'ultima pagina senza nemmeno respirare. La storia di un ghost writter brasiliano che dopo una serie di coincidenze, dissaventure, amori, parole, scopre di parlare in sogno una lingua da lui sconosciuta.... Si ritroverà in un altro continente ad amare un altra donna e .... EMOZIONANTE!!!!!

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    Chiara

    16/04/2007 13.51.40

    Tempo perso inutilmente. Mi aspettavo atmosfere ben diverse partendo da presupposti estremamente affascinanti quali il Brasile e Budapest, invece mi sono ritrovata davanti a idee confuse e contorte che fanno faticare il povero lettore nella vana ricerca di un senso. Al termine del libro non sono stata in grado di capire nulla dei personaggi, appena abbozzati ad eccezione della donna ungherese danneggiata dai vaneggiamenti tra realtà e confusione mentale di Josè, e della trama. Una gran bella delusione: da evitare.

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    Claudio

    14/02/2007 12.34.02

    Troppo lento e noioso, ci si perde nelle troppe divagazioni linguistiche dell'autore...

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    saul

    01/12/2006 14.29.37

    libro abbastanza interessante,un po' difficile stilisticamente parlando (che sia colpa/merito della traduzione all'italiano?-secondo me mediocre avendolo letto anche in portoghese). La recensione di Saramago aumenta le aspettative. Purtroppo ricorda alcuni film americani di dubbia qualita'

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    Paola

    24/07/2006 12.18.45

    Non mi è piaciuto molto. Forse erano troppe alte le aspettative prima di leggerlo, anche perchè Saramago ne aveva fatto un'ottima recensione. Non mi ha appassionato, solo nel finale si "è un pò ripreso".L'ho trovato un pò confuso.

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    Fabio

    08/02/2006 16.43.30

    Il libro parte da ottime promesse che però nel corso del racconto non mantiene, diventando inverosimile e noioso. Ottima tecnica linguistica su un'esposizione fredda e distaccata

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    Laura

    19/11/2005 18.47.02

    Questo libro per me è fantastico. Ho una grande passione per le lingue, e per quella ungherese in particolare, e questo è stato l'unico motivo per cui ho comprato Budapest dopo aver letto frettolosamente la trama. Ma non immaginavo che sarebbe stato così bello: ci ho trovato amore, poesia, avventura, tante cose tutte insieme, in ogni parola, in ogni pagina, in ogni situazione. La narrazione è fluida e scorre veloce; quello che può infastidire se non si entra nel personaggio è forse qualche particolare "irreale" in un racconto tutto sommato molto concreto, abbastanza dettagliato fin nella descrizione dei luoghi della (delle) città. Chi ama Budapest, l'Ungheria, la lingua magiara, gli ungheresi o anche solo una di queste cose non può perdersi questo libro.

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    BOA

    11/04/2005 08.05.54

    L'autore utilizza l'idea di conoscere una lingua straniera tramite il viaggio e le singole situazioni del protagonista. Un Zsosé Kosta chiuso in sé stesso, caparbio e altruista. Una lingua magiara ostica, che ti cambia la vita. Il ritmo scorre lento, parole ben curate, a sprazzi interventi lessicali ammirevoli. La figura di un uomo che vede in Budapest la sua Rio de Janeiro, libera, sfruttatrice e poetica.

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