Traduttore: D. Cerutti Pini
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 8 settembre 2005
Pagine: 395 p., Rilegato
  • EAN: 9788830422339
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Descrizione

Richard Sharpe sta vagando solo per Londra, amareggiato e quasi sul punto di lasciare l'esercito, quando un incontro fortuito lo porta a intraprendere una missione speciale: un viaggio a Copenaghen come scorta del nobile anglodanese Lavisser, che ha il delicato incarico di portare 43.000 ghinee d'oro al principe ereditario danese da parte di quello inglese. La corona inglese vuole infatti convincere la Danimarca a mettere la propria flotta al riparo nei porti britannici, perché i francesi - lo sfondo storico è sempre quello delle guerre napoleoniche - non possano impadronirsene. Sharpe deve garantire che il denaro affidato al non irreprensibile Lavisser arrivi a destinazione... ma non sarà facile.

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    Alessandro

    01/11/2018 17:01:46

    Eccoci arrivati alla prima avventura europea di Richard Sharpe. La scrittura dell’autore ricrea magistralmente tanto il degrado dei peggiori quartieri di Londra quanto la splendida serenità di Copenaghen, dove avranno luogo alcuni degli eventi meno noti, ma sempre molto interessanti, delle Guerre Napoleoniche. Per quanto riguarda l’ambientazione e la ricostruzione della campagna Cornwell si fa ancora una volta onore, soprattutto nella “rievocazione danese”. Tuttavia la sua ottica riguardo alla guerra appare completamente diversa rispetto al solito: quella che descrive in queste pagine non è una gloriosa vittoria britannica, certo a conti fatti i britannici ottengono una vittoria, schiacciante tra l’altro, descritta però come un’azione di cui vergognarsi seppur necessaria. Una cosa che sorprende di Sharpe è il suo essere un protagonista assolutamente reale. Non è un eroe senza macchia e senza paura, ma un uomo pieno di rabbia e frustrazione, che arriva a meditare la diserzione, mantenendo sempre una connotazione positiva grazie al suo coraggio e al suo senso del dovere (sebbene quest’ultimo non proprio assoluto). Sebbene continui ad apparire raramente il generale Wellesley ha sempre qualcosa di straordinario, sia nelle proprie caratteristiche sia nelle interazioni con Sharpe. Spero davvero che con l’approssimarsi delle sue guerre in Spagna diventi un personaggio più stabile nella narrazione. Lavisser invece è un antagonista davvero detestabile, la prova vivente della lordura fatta emergere con la Rivoluzione Francese. Comunque, tanto per cronaca, il duca di York, Federico Augusto, magari non avrà ottenuto grandi successi sul campo ma attuò notevoli riforme nell’amministrazione dell’esercito, riforme fondamentali nel costruire la superiorità britannica sulle armate napoleoniche. Mi sembra un libro ottimo e molto scorrevole, la cui unica pecca consiste in una storia d’amore troppo frettolosa. Indeciso tra cinque e quattro stelle.

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    Guglielmo

    20/03/2010 15:08:20

    A chi sarebbe mai venuto in mente? Richard Sharpe è in realtà l'alter ego di Oliver Twist! Ma se Oliver riesce alla fine a trovare una vera famiglia e a vivere felice e contento, il suo fratellino minore Richard non è altrettanto fortunato. Scappato dall'orfanotrofio e arruolatosi disperatamente nell'Esercito di Sua Maestà Britannica, celebrata banda di eroi-desperados, per non essere impiccato in seguito ad un omicidio, ritorna da adulto sui suoi passi, e la sua ira visita i vecchi aguzzini. La parte iniziale del libro è eccessivamente plasmata sul romanzo di Dickens per trattarsi di semplice ispirazione: l'orfanotrofio, la sbobba sulle piccole ciotole, il duro lavoro a srotolare con le manine sanguinanti i consunti intrichi di corda dei docks, l'ufficiale-aguzzino della parrocchia sono esattamente quelli di Oliver Twist. La seconda parte del romanzo è improntata al consumato modulo di cappa e spada, impreziosito, oltre che dai triti cliché di eroismo, amore focoso, ufficiali-antagonisti bastardi e dandy, dall'elemento meno ricorrente dello spionaggio. Merito dell'autore è l'essersi concentrato sul barbaro bombardamento inglese di Copenaghen, soprattutto se si considera che Cornwell non è affatto restio, quando può e cioè molto spesso, a farsi trombettiere del nazionalismo inglese (non britannico: Scozzesi, Gallesi, ma soprattutto i bastardi papisti Irlandesi non sono messi spesso in buona luce). Unica porzione interessante del romanzo è quella a cerniera tra la prima parte e la seconda, che descrive le peregrinazioni di Sharpe a Londra, un bozzetto che non ha nulla da invidiare a Dickens. Il resto è il solito Cornwell, sempre piacevole da leggere come diversivo, ma sempre anche piatto e ripetitivo.

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    robbie douglas

    06/12/2005 19:49:20

    favoloso...un Richard Sharpe strabigliante un'avventura avvincente e una Copenaghen in fiamme.Un romanzo di gran classe con descrizioni accuratissime ,che fanno riviere al lettore la vita del 1807,ricco d'azione e con un nemico intrigante come Lavisser.Bella,originale e piena di suspance anche la fuga di Richard tramite la canna fumaria.

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    Vittoria

    17/10/2005 12:06:57

    Discreto, ma non all’altezza dei libri migliori di Cornwell. Fra i romanzi di cappa e spada, allora, molto meglio restare in Italia, con l’ottimo Black Hawk di Ballerini Puviani, appena “sfornato” dalla Mursia.

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    Giunio Bruto Crippa

    13/10/2005 17:44:35

    Sharpe è veramente l'ultimo grande eroe e l'Indiana Jones del nostro tempo. Ottimo, come sempre. Longanesi, la solita raccomandazione: per favore accellerate la pubblicazione....dal libro precedente è passato quasi un anno e mezzo, di questo passo per completare la serie ci vorranno altri 20 anni....

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    alessandra

    02/10/2005 16:50:24

    Un piacere come al solito.

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    burgola

    22/09/2005 14:42:06

    Il peggiore della serie su Richard Sharpe. Cornwell sembra abbia scordato le belle battaglie descritte in India a favore di qualche timida scaramuccia sul suolo danese. Speriamo che nel prossimo libro (Longanesi datti una mossa!!!!) Sharpe riprenda la sua vita da Rambo...

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    max

    11/09/2005 16:01:22

    Cornwell è una macchina da guerra, come i suoi personaggi. Sforna romanzi eccellenti saltando da un genere all'altro come se niente fosse. In Italia oltre alle prime prove (romanzi gialli non entusiasmanti) sono apparsi l'ottimo ciclo di Artù, il discreto ciclo del Graal e il pretenzioso Stonehenge (forse il peggiore di tutti). Manca la sagra di Starbuck, ambientata nella guerra civile americana e ferma da anni alla quarta puntata, mentre adesso l'autore sta tornando all'antico amore del periodo arturiano con The Last Kingdom e l'imminente The Pale Horseman. In Italia, lentamente (anche troppo) si susseguono in romanzi dedicati a Sharpe, ottimamente ambientati e documentati. E' un lungo ciclo, non ancora esaurito visto che l'Autore introduce nuove puntate in posizione intermedia tra i volumi già pubblicati. Questa è una puntata "anomala", un giallo cappa e spada con l'infiltrazione nella Danimarca contesa tra Napoleone e Nelson. Gradevole, anche se improbabile, ma preferiamo le trame ambientate nello strano mondo dell'esercito britannico, "cenerentola" schiacciata nei favori del Governo e dell'opinione pubblica, dai trionfi della Navy, fino alla riscossa spagnola (che rappresenta il nucleo della serie) sotto la guida del Marchese di Wellesley, fino all'apoteosi di Waterloo, probabilmente il migliore libro della serie, sotto le bandiere del Duca.

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    maurizio

    09/09/2005 15:48:55

    Ancora una puntata delle avventure di Sharpe. Nella sua strada di avvicinamento al "periodo spagnolo" in cui la saga raggiunge l'apice, il nostro eroe vive un'avventura sopra le righe, infiltrato alla Bond nella Danimarca "neutrale" prima che questa diventi oggetto delle attenzioni di Nelson e della Royal Navy. La trama è avvincente e articolata, anche se il trovatello che sta scalando le gerarchie assai rigide dell'esercito britannico è alquanto improbabile in queste vesti. Dopo il lontano esordio in Italia con I fucilieri di Sharpe, la sequenza dei romanzi segue ormai il suo ordine cronologico (che è diverso da quello di pubblicazione) permettendo ai lettori di appassionarsi all'equivalente terrestre delle avventure di Horatio Hornblower o di Jack Aubrey. Con la differenza che il buon Cornwell può periodicamente integrare e arricchire la serie inserendo nuove avventure inedite, come il recente Sharpe's Battle.

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Nel 1807 la Danimarca disponeva della seconda flotta mercantile più grande del mondo e, per proteggerla, di una agguerrita marina militare, sulle cui navi avevano messo gli occhi i francesi che avevano perso gran parte delle loro nella battaglia di Trafalgar. I servizi segreti inglesi, per impedire l'operazione francese, chiesero ai danesi di affidare la propria flotta alla custodia inglese e di fronte al loro rifiuto Copenaghen fu presa a fuoco e fiamme.
Su questo scenario storico dei primi dell'Ottocento si innesta il nuovo romanzo giallo di Bernard Cornwell che, dopo I Fucilieri di Sharpe, La sfida della tigre, Assalto alla fortezza e L'eroe di Trafalgar, torna con una nuova avventura del tenente delle giubbe verdi, Richard Sharpe, qui "in trasferta" con la sua flotta nei mari della Danimarca e coinvolto in una vicenda di bombardamenti, amori e tradimenti inattesi.
Come una sorta di James Bond ante litteram trasposto nell'era di Nelson e Napoleone, Richard Sharpe scorta il maggiore Lavisser a Copenaghen portando con sé un'ingente somma di danaro per corrompere i regnanti danesi e convincerli a cedere alla Gran Bretagna le loro flotte. Lì però inizia la serie dei tradimenti: viene ingannato da Lavisser che collabora con i francesi, chiede aiuto all'avaro mercante Skovgaard che a sua volta è una spia per gli inglesi e, benché Sharpe sia convinto che un "soldato non deve mai sposarsi", finisce anche per innamorarsi di Astrid, la figlia di Skovgaard.
La caccia a Lavisser si snoda così attraverso l'assedio alle mura di Copenaghen prese a cannonate dagli inglesi, in un crescendo di duelli ed emozioni tra fortezze e bastioni ridotti in polvere dalle bombe e dai mortai che fanno fuoco da nord e da sud sulla città. Il tutto si trasforma in una sporca guerra segreta di spie e traditori, dove non mancano i colpi di scena e un finale incandescente.