Editore: Bompiani
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 luglio 2000
  • EAN: 9788845245954
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    02/12/2017 09:38:06

    "Per un uomo che ama il potere, la concorrenza degli dei è seccante". Non riesco a trovare un pensiero più netto per descrivere il lento e degradato calvario di un uomo verso la follia più contorta, un ammasso di spettri a divorare l'animo e a esaltare la sua volontà di potenza attorno a un dramma che è fra i risultati più alti del teatro novecentesco. Andato in scena nel '45, in una Francia ancora umida di rancori (dei quali faranno le spese artisti magnifici come Cèline o Drieu La Rochelle), come ad ammonire in modo definitivo sulle velenose bave di una dittatura, un umano storpiato e cancellato da dettati totalmente folli. Caligola non riesce a leggere nella sua solitudine malata, è un giovane fragilissimo divorato da se stesso, da timori di tradimenti immediati, da chimere dementi, sciancate; a un certo punto sceglierà le vie dirette uscendosene con una frase tremenda: "Ho deciso di essere logico, eliminerò chi mi contraddice e le contraddizioni". Dunque bordelli aperti, dissoluzione e insensatezza, fino alla fatidica gara fra poeti dove il suo disastro interiore esploderà in modo chiaro quando ordinerà ai poeti di leccare ciò che hanno scritto per cancellare ogni traccia dei loro escrementi. Ed essi obbediranno. Un testo magistrale sul potere e la paura che esso incute, sulla solitudine del potere e le sue immani storture, sull'incapacità del sentire e dell'amare, su congiure e disprezzi, su quello che Camus chimerà "un cuore nero e salato". Magnifico. Le porte del delirio si apriranno attraverso il desiderio più straziante del dittatore: "Voglio la Luna. E' una cosa che non ho. Non chiedo mica l'impossibile". Sarà l'inevitabile china verso il baratro finale. Un testo che inchioda e che commuove, e che non fa altro che confermare l'idea che nulla è più politico della coscienza. Camus mastodontico, anima rara, sveglia e scossone morale al centro di un secolo di pena e di grigiore. Di questi tempi, e con questa politica, uno schiaffo e una lezione d'assoluto.

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    benedetto

    14/12/2005 13:01:55

    "Caligola" di Camus, è il dramma emblematico sugli imprevedibili e catastrofici approdi della poesia e della passione, allorchè si trovino ad essere inscindibilmente collegate all'esercizio del potere assoluto. Caligola, dantesco "Cerbero che a tre teste" (Passione, Poesia, Potere)"caninamente latra", è divorato dagli impulsi primitivi che lo governano: governando gli altri, trasmette all'esterno tali rovinosi impulsi che soggiaciono, però, ad una rigorosa logica. Una logica che è, sì, distruttiva e nichilista, ma che è anche capace di assurgere (e proporre)a "fuoco eclittico", punto di "attrazione" e guida o, quantomeno, a esemplificazione distopica, oltre i ripetitivi "clichè" di una sotterranea e non più avvertita consapevolezza delle realtà dell'essere. Al "piatto" della distopia fà da contrappeso, sulla bilancia del "gioco", quello di una tensione utopica verso "l'impossibile", catalizzatore catartico e via di fuga oltre la vita. In questo instabile equilibrio (utopia-distopia; morte-vita) cresce, si sviluppa e si consuma il dramma. L'epilogo (la morte dell'Imperatore) è forse solo l'anticamera di un nuovo preambolo fatto di tangibile e rinnovata essenza, oltre l'impossibile.

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