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Traduttore: A. Biavasco
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 416 p. , Brossura
  • EAN: 9788804547679

Recensioni dei clienti

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    Elisa

    21/09/2015 16.29.04

    Anni fa smisi di leggere le imprese di Kay Scarpetta all'inizio dell'"Ultimo Distretto", dando la colpa al diverso modo di raccontare la storia: il tempo presente e i capitoli brevi mi avevano confuso lasciandomi l'impressione di tanti mini pensieri. A distanza di tempo ho rispolverato tutta la collezione e mi sono imposta di andare avanti e ho fatto bene: non è l'"Ulitmo Distretto" l'inizio della sua fine narrativa, ma proprio "Calliphora"!!! Ancora una volta ha utilizzato capitoli brevi ed ognuno dedicato ad un diverso personaggio, così che alla fine sembra un'accozzaglia di materiale scritto da più persone e poi rimesso insieme. Ora sto leggendo "La Traccia" ed ancora non mi posso espremimere, ma se dovesse continuare questa sensazione di approssimazione sarebbe con immenso dispiacere dover ammettere che forse per la Cornwell sarebbe meglio prendersi un periodo di riposo.

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    MARILENA

    22/11/2014 16.58.18

    Non c'e' molto da dire, non insegna nulla, non fa paura, sembra finito in modo sbrigativo e senza senso, se non l'avessi letto, non sarebbe cambiato nulla.......e un libro che non ti cambia e non t'insegna e' un libro inutile.

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    simona

    15/10/2013 12.32.10

    nella mia personale top ten dei peggiori libri mai letti. Trama slegata, indizi che non portano a niente. L'involuzione della Cornwell dal primo libro scritto a questo, è sconcertante. Ovviamente sconsigliato

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    GIANNI

    08/09/2013 10.07.12

    Libro scritto dalla Cornwell solo per far cassa. Noioso con una fine incomprensibile. Ho chiuso con la lettura dei suoi futuri libri

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    francesca

    12/10/2012 17.14.35

    Bello! Lo consiglio!

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    Elisa

    06/07/2009 20.21.50

    C'era una volta Kay Scarpetta, anatomopatologa protagonista di indagini geniali e mozzafiato. Dico c'era, perchè la sua produzione è una discesa verso il baratro! A partire da questo CALLIPHORA, lo stile narrativo piano piano perde verve. Noioso, impersonale e scritto piuttosto male.

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