-12%
Canale Mussolini. Parte prima - Antonio Pennacchi - copertina

Canale Mussolini. Parte prima

Antonio Pennacchi

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Illustratore: S. Cardinali
Editore: Mondadori
Edizione: 1
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 gennaio 2016
Pagine: 462 p.
  • EAN: 9788804660200
Salvato in 84 liste dei desideri

€ 10,60

€ 12,00
(-12%)

Venduto e spedito da Multiservices

Solo una copia disponibile

+ 4,90 € Spese di spedizione

Quantità:
LIBRO
Nuovo - attualmente non disponibile
Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email ti avviseremo quando sarà disponibile
spinner

Grazie, riceverai una mail appena il prodotto sarà disponibile

Non è stato possibile elaborare la tua richiesta, riprova.

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Vincitore premio Strega 2010

Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,11
di 5
Totale 155
5
88
4
31
3
16
2
6
1
14
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Gio

    30/10/2019 21:01:49

    Molto bello, divertente, originale. Lo consiglio assolutamente

  • User Icon

    Pasquale Angelini

    10/10/2019 09:25:13

    Splendido spaccato dell'Italia del ventennio. Il racconto, collegato alla nostra Storia, è coinvolgente e regala numerosi spunti per riflettere. Buona lettura.

  • User Icon

    dany

    19/09/2019 15:07:57

    Un salto nel passato con descrizioni minuziose ma non noiose e mai banali. Una bella lettura scorrevole che parla di una famiglia veneta trasferitasi nel pontino durante il peroodo fascista. Un bel romanzo con tratti storici.

  • User Icon

    viola

    14/04/2019 16:33:01

    Sono ferrarese e lavoro nel Polesine. I miei nonni erano mezzadri poverissimi come i Peruzzi. Per me questo libro è come leggere del mio passato,come se ripercorresse le mie radici,raccontato però con il dialetto dei miei colleghi. Insomma per me è stato uno spasso. Mi ha fatto ridere e commuovere. Non so se anche a chi non è di queste zone possa fare lo stesso effetto. In ogni caso lo consiglio,anche per avere un quadro leggero ma utile della storia di quegli anni..perché in fondo ognuno ga le so razon.

  • User Icon

    cristallo

    11/03/2019 09:33:20

    Bellissimo. Un cult. Da leggere. Bella l'idea della narrazione: un dialogo in cui la voce narrante risponde a domande che non sono riportate, ma che possiamo intuire dalle risposte. Interessante anche l'idea di utilizzare dialoghi in dialetto veneto, comprensibilissimi e molto efficaci per immedesimarsi nei personaggi. Le vicende dalla famiglia Peruzzi sono reali, vicine, appassionanti, talvolta divertenti; condite coi dettagli storici del primo e secondo dopoguerra italiano che appasionano e non appesantiscono affatto la lettura, anzi. Solo nella parte finale i dettagli storici si moltiplicano e prendono il sopravvento per trasmettere a noi posteri le emozioni delle ultime gionate della fine della seconda guerra mondiale in Italia, soprattutto nella zona Agro Pontina.

  • User Icon

    And the Oscar goes to ….

    01/03/2019 20:58:41

    Sono sempre stato alla larga da questo libro per antipatia istintiva nei confronti dell'autore. Tanto mi irrita vedere Pennacchi con quel cappello in testa, soprattutto alle trasmissioni a cui partecipa, tanto mi è piaciuto il libro. Veramente bello! Aggiungo che "Ognuno gà le so razòn" e "Maledéti i Zorzi Vila".

  • User Icon

    Debora

    21/02/2019 21:56:25

    Un'Italia greve.una vicenda che ci apre gli occhi sul nostro passato recente...sulle nostre famiglie di provincia

  • User Icon

    Stefania

    23/09/2018 09:49:25

    Adoro le saghe familiari e questa è una delle migliori. Vi piacerà se avete gradito Un cappello pieno di ciliegie della Fallaci e Mille anni che sono qui di M Venezia. Scrittura coinvolgente e personaggi veramente indimenticabili. Non ho gradito allo stesso modo altro dello stesso autore, secondo me questo è il migliore

  • User Icon

    Maria

    22/09/2018 14:35:56

    Un libro che parla del meglio e del peggio del mondo. E' sulla capacità umana di affrontare catastrofi (come la "peste" dell'occupazione nazista) senza arrendersi, ma cercando di trovare quel piccolo grammo nascosto di forza che non avresti mai pensato di avere. Il canale mussolini è l'asse su cui si basa la bonifica delle paludi pontine e in queste terre vengono insediate molte persone provenienti dal nord d'Italia, tra cui la famiglia Peruzzi, protagonista di questo romanzo. La loro storia può essere definita la storia di tutti. Se dovessi dire qualcosa di questo libro direi che è l'umanesimo in un libro. E' uno di quei romanzi che dovrebbero essere letti e riletti sempre, ovunque e da tutti

  • User Icon

    Lorenzo

    18/09/2018 16:18:27

    Al di là di qualsiasi valutazione sull'autore e le sue ideologie quasi mai celate, anzi; il romanzo è veramente un buon romanzo. L'autore, narrando la storia di una famiglia ferrarese che si trasferisce nell agro pontino appena bonificato dal fascio, riesce a dare una lettura storica degli eventi dal primissimo novecento fedele e giusta. è l'occhio che vede la storia dal basso, che non può bloccarsi in un punto di vista moderno spesso troppo moralista e incapace di capire i fatti come se fossero contemporanei. Inoltre la lingua utilizzata è molto bella e trascinante, l'autore dimostra di conoscere bene la nostra tradizione letteraria e saperla guardare con attenzione.

  • User Icon

    dido82

    12/08/2018 13:57:38

    Lettura densa e coinvolgente. Da consigliare.

  • User Icon

    Nicola

    23/09/2016 13:12:01

    Se vi aspettate un romanzo, rimarrete delusi. Canale Mussolini è in realtà un saggio storico con a margine una saga familiare. Nonostante ciò è ben scritto e appassionante, anche se in faticoso in taluni passaggi a causa di salti spazio-temporali. Meglio leggerlo su un divano che a letto...

  • User Icon

    aledifra

    29/06/2016 10:00:06

    Mi spiace dissociarmi dai precedenti commenti positivi ma, purtroppo, questo libro non mi ha conquistata. Le troppe descrizioni e le numerose divagazioni non mi hanno fatto apprezzare fino in fondo il racconto che ho trovato, a tratti, noioso.

  • User Icon

    Rory

    26/05/2016 11:02:33

    Poichè mi hanno regalato "Canale Mussolini parte seconda", ho deciso di cominciare dal primo, che finora non avevo letto. Bel romanzo, un vero affresco, ricco di sentimenti e di verità. Non c'è un linguaggio ricercato, tantomeno letterario, ma ne vale comunque la pena.

  • User Icon

    roberta valeria

    07/05/2016 17:46:49

    Questo romanzo è un affresco storico dell'Italia nei primi cinquant'anni del Novecento. Il linguaggio è semplice, lineare, un italiano parlato (con intercalari di dialetto veneto-pontino) e per questo non ha, a mio giudizio, sotto certi aspetti, un enorme valore letterario; tuttavia è davvero un gioiello, in quanto, in primo luogo, l'autore ha forgiato un lessico particolarissimo, tutto suo, mai pacchiano, né ridondante e, in secondo luogo, perché egli espone la situazione politica e sociale di un importante periodo della storia d'Italia, così come fu vissuta da una porzione della popolazione peninsulare: la storia "vista" (romanzata) dagli stessi protagonisti, dalla gente comune (emiliani, romagnoli e veneti emigrati nell'Agro Pontino, durante la dittatura fascista). Interessante è la presentazione della figura di Mussolini e di altri personaggi di rilievo del periodo. Non voglio svelare di più, ne consiglio vivamente la lettura.

  • User Icon

    ezio

    25/04/2016 09:01:58

    stile scorrevole, ma per niente banale. talmente ben strutturato che le lunghe digressioni non fanno mai perdere il filo del discroso. per quanto riguarda i contenuti, le vicende della famiglia peruzzi si intrecciano magistralmente con quelle storiche e cio' consente all'autore di esprimere li proprio punto di vista senza trasformare il romanzo in un saggio.

  • User Icon

    Claudio De Liberato

    12/04/2016 14:12:27

    Non esito a definire questo libro geniale, un libro che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero leggere, geniale sia per i contenuti che per lo stile. Pennacchi si è veramente inventato un capolavoro, originale, senza precedenti, è riuscito, con una narrazione divertente, intelligente ed avvincente, a narrare 40 anni della storia italiana, rendendola mille volte più interessante che in un libro di storia. Mille fatti ed aneddoti che hanno fatto la storia e che rimangono impressi. Altro grande pregio del libro, visto il periodo storico narrato, è il mantenersi distante dal giudizio ideologico, che avrebbe banalizzato tutto. La condanna delle atrocità cui ci ha portato il fascismo c'è tutta, ma c'è anche in sottofondo la spiegazione di come si è potuto arrivare a tutto ciò, di come la gente comune si sia trovata invischiata ed irretita da un meccanismo che ha portato poi alla catastrofe, ma che al momento è venuto quasi naturale. Un libro che andrebbe adottato nelle scuole.

  • User Icon

    Gianfranco

    11/01/2016 16:33:52

    Ho letto con grande coinvolgimento questo bel romanzo storico. Esso è ambientato in parte nel Polesine e sopratutto in Agro Pontino. La scrittura è piuttosto scorrevole e Pennacchi riesce a miscelare con molta abilità le vicende familiari dei Peruzzi, con un pezzo di storia dell'Italia. Mette in luce alcuni aspetti del periodo fascista che personalmente non conoscevo, e mi ha anche stimolato ad approfondire il periodo relativo alla guerra di Abissinia e alla nefasta alleanza con il fuhrer.

  • User Icon

    Michele

    03/01/2016 11:22:25

    Grande romanzo, ricco e straripante, in grado di raccontare con grande facilità un capitolo importante/angosciante della nostra storia. Opera ponderosa che scorre come un fiume(o canale) e travolge tutto e tutti. Bei personaggi, bello stile, bella storia...da leggere!

  • User Icon

    francesco

    11/05/2015 13:26:11

    Sono del bassopolesine, di madre ferrarese; i miei avi paterni furono mezzadri, mentre mio nonno e mio padre(che hanno combattutto la prima e la seconda guerra mondiale)finalmente divennero proprietari del loro podere: CHE EMOZIONI nel leggere il libro e rivivere i vecchi racconti di mio nonno e di mia madre. Il valore del contenuto storico è innegabile. La vicenda dei personaggi è molto verosimile, mentre il finale volutamente di fantasia è vera poesia. Gran bel libro. PS: ho anche un cugino prete!

Vedi tutte le 155 recensioni cliente
  • Antonio Pennacchi Cover

    Operaio in fabbrica a turni di notte fino a cinquant'anni, ha pubblicato tre romanzi con Donzelli: Mammut (1994), Palude (1995) e Una nuvola rossa (1998). Per Mondadori ha pubblicato Il fasciocomunista (2003, premio Napoli) da cui è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico e Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni (2006). È autore anche di Fascio e martello. Viaggio per le città del Duce (Laterza 2008). Nel 2010 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Canale Mussolini edito da Mondadori, che nel 2011 ha ripubblicato anche il suo romanzo d'esordio, Mammut. Sempre per Mondadori esce nel 2015 Canale Mussolini. Parte seconda.Collabora a «Limes»; suoi scritti sono apparsi su «Nuovi Argomenti», «Micromega» e... Approfondisci
Note legali