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Antonio Pennacchi

Illustratore: M. Rosolini
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2015
Pagine: 425 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804657880

Recensioni dei clienti

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    ezio

    28/08/2016 12.47.15

    lo stile narrativo riflette quello ammirato nella Parte Prima: scorrevole, accativante, mai banale. I contenuti invece non ne sono all'altezza. La lunghissima parte dedicata alla guerra di liberazione viene raccontata troppo dettagliatamente rivelandosi un corpo estraneo al romanzo stesso. L'epopea dei Peruzzi passa cosi in secondo piano, e quell'intreccio magistralmente riuscito nel precendente volume, che riuniva in un'unica voce le vicende storiche e quelle romanzate, perde vigore rendendo meno accattivante l'opera del bravo Pennacchi.

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    Giorgio

    17/07/2016 18.08.55

    Un vero capolavoro!

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    nanni

    29/06/2016 16.37.30

    Il libro parte seconda è meno appassionante del parte prima che l'aveva preceduto. I capitoli del libro dedicati alla guerra però sono interessanti e a me il libro ha trasmesso effettivamente spunti di riflessione, anche se a volte il libro è ripetitivo e noioso. Meno interessante si mostra il racconto della ricostruzione e, quindi, del dopoguerra; qui la narrazione è più censurabile perché frutto di una lettura che sconta i giudizi politici dell'autore.

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    Rory

    31/05/2016 10.14.08

    Troppe digressioni storiche, troppo di tutto. Lettura, alla fine, piuttosto farraginosa.

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    GIAMBA

    25/05/2016 17.33.07

    Assolutamente deludente. Una accozzaglia di storie spesso sconnesse tra loro dove si perde continuamente il filo del racconto principale. al di sotto delle aspettative.

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    Gianfranco

    16/05/2016 20.47.40

    È un degno sequel della prima parte. Ci sono molti riferimenti storici che aiutano a comprendere le vicende italiane nel periodo compreso tra la caduta del fascismo e la definitiva liberazione dell'Italia . In conclusione ho trovato il libro scorrevole e la lettura piuttosto piacevole.

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    Simone F

    08/05/2016 15.09.40

    Ritengo i giudizi negativi troppo severi. E' un buon libro, anche se non ha di certo la magia del primo volume. Pennacchi torna a fare Pennacchi, parlando di un momento cruciale della storia d'Italia. Manca una vera e propria trama in effetti e risulta un po' prolisso nelle parti sulla storia di Latina (tra l'altro ne parla in ogni suo libro dicendo più o meno sempre le stesse cose) e della Resistenza. A me è piaciuto.

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    Maurizio Lo Re

    04/04/2016 10.35.46

    Questo libro ha ben poco a che vedere con Canale Mussolini parte prima e difficilmente si può qualificare come un romanzo. E' un'opera di divulgazione storica (storia d'Italia, più che storia di Latina). Sicuramente è l'opera di un gruppo di lavoro, più che dell'autore. L'editore Mondadori ha principale responsabilità di questo pessimo prodotto, che ha costruito a tavolino. L'autore ha la colpa di aver dato il suo nome e di aver accettato, per vanità e per denaro, il lancio di questo prodotto di consumo della peggior industria editoriale.

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    Andrea

    07/03/2016 14.35.53

    Pennacchi ha ritrovato la bravura del rimanzo che l'ha reso famoso. Il seguito è ben scritto, appassionante e instruttivo. Non vedo l'ora di leggere la parte conclusiva.

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    Livia

    27/02/2016 17.33.43

    Bellissimo romanzo, con accurata ricostruzione storica. Forse migliore della prima parte

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    Marco

    27/02/2016 09.08.18

    Un autentico capolavoro

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    ghosta

    16/02/2016 17.56.45

    Canale Mussolini un capolavoro di narrazione, questo libro è un disastroso tentativo di imitare il precedente , slegato , confusionario e senza un filo logico. Il lettore si trova in una situazione di impotenza nel tentare di leggere le pagine successive , fermato alla pag. 67

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    Gabriella

    10/02/2016 15.04.21

    Questo libro ha proprio deluso le mie aspettative, non riesco ad andare avanti nella lettura. Lo sfondo storico potrebbe essereinteressante come nel primo libro, i personaggi pure ma mi sembra che ci sia una grande confusione. Sarebbe simpatica anche la musicalità del dialetto veneto ma è tutto troppo.

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    Giacomo Bellini

    08/02/2016 08.26.25

    Bel libro, molto interessante e ben scritto. Lo scrittore affronta vidcende del nostro passato prossimo spesso ignorate con un acume tutto suo. Certo era impossibile raggiungere le vette della prima parte, quindi mi limito a dare solo 4.

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    loretta

    25/01/2016 21.35.16

    Condivido pienamente i giudizi di chi mi ha preceduta: il nuovo romanzo di Pennacchi non ha niente da spartire col primo che aveva in sé unità narrativa, una storia avvincente i cui personaggi erano ben delineati e caratterizzati, una prosa ricca e scorrevole. Nel secondo "Canale Mussolini" nulla di questo si ritrova: la narrazione è frammentaria, si direbbe a volte una serie di eventi raffazzonati gli uni agli altri senza pathos narrativo né una storia organica, il linguaggio poi stanca per l'abuso del dialetto veneto...insomma un romanzo noioso e faticoso da seguire tant'è che, cosa abbastanza inusuale per me, non sono riuscita a terminare la lettura.

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    alinghi

    10/01/2016 09.05.38

    Lontano anni luce dal primo Canale Mussolini. Troppi riferimenti storici già noti con un'infinita serie di nomi inutili (ovviamente solo nel contesto del romanzo). Le vicende dei Peruzzi fanno solo da sfondo a un periodo storico e non viceversa. Rimane la buona scrittura, scorrevole e gradevole. Si spera che la terza parte migliori, e di molto.

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    giancarlo pevarello

    03/01/2016 21.02.41

    La brutta copia di Canale Mussolini. Manca di ritmo e si attorciglia nella descrizione di numerosi fatti storici . Manca di organicita'. Ho letto oltre la metà de libro ma penso che abbandonero'

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    nanni

    30/12/2015 11.25.50

    Ahimè ben lontani dal Canale Mussolini!!! in parte rimane lo stile originario (spesso nel rivolgersi direttamente al lettore,molte espressioni venete) MA la trama sulla famiglia Peruzzi si perde sempre più nel corso della lettura. Troppe diversioni: da ultimi eventi bellici (ormai ben conosciuti/documentati) da planimetrie di Latina e dintorni che poco coinvolgono chi non conosce i luoghi, da diversi e troppi dati anagrafici/eventi di contorno che portano solo a distrarre

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    Lina

    27/12/2015 20.26.34

    mi spiace stroncare quest'autore che tanto avevo amato al tempo del suo capolavoro CANALE MUSSOLINI (il primo), ma questo libro non è affatto il seguito di quello né si può nemmeno definire "romanzo": sembra più una ricognizione storica zeppa di fatti, nomi e perfino dati anagrafici che rendono il tutto davvero indigesto. lontano anni luce dal miglior Pennacchi.

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