Traduttore: M. Bosonetto
Editore: Instar Libri
Collana: I Dirigibili
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 15 gennaio 2007
Pagine: 312 p., Brossura
  • EAN: 9788846100849
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Thelonious Ellison è uno scrittore afroamericano. È figlio e nipote di medici e ha una biografia perfettamente borghese. I suoi romanzi sono considerati poco realistici, lontani dalla "vita vera dei neri americani", come se la sua esistenza, senza miseria e senza violenza, fosse falsa. In un rovesciamento grottesco, il pubblico e il mondo della cultura trovano più autentica un'opera come "Vita nel ghetto", di Juanita Mae Jenkins, romanzo scritto in un linguaggio da rapper semianalfabeta, su una baby-mamma che si riscatta ballando il tip tap. Questo successo diventa per Ellison un'ossessione, cui si aggiunge una crisi familiare provocata dalla morte della sorella ginecologa, assassinata da un antiabortista. Costretto a trasferirsi a Washington per occuparsi della madre malata, in preda alla rabbia scrive un libro ancora più grottesco di Vita nel ghetto. Il suo editore ne è entusiasta. Pubblico e critica anche. Everett mette a nudo i pregiudizi che condizionano la vita di tutti noi, e lo fa con un virtuosismo linguistico che sperimenta ogni gamma del linguaggio. Un romanzo sugli stereotipi, sulle semplificazioni e sull'intelligenza, che usa l'ironia come antidoto contro ogni razzismo.

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Orlando Swinton

    23/01/2010 21:18:46

    Non è facile sentirsi diverso, per il protagonista di questo romanzo. Thelonius Ellison è diverso dalla sua famiglia. E' diverso dai suoi colleghi scrittori. E' diverso dai 'neri americani' come lui. E' diverso dai suoi lettori. E forse è diverso anche da ciò che pensa di essere. Allora, per leggere questo romanzo che diverte, appassiona, provoca, scuote, dovete essere pronti a sentirvi diversi una volta che lo avrete letto. Vivamente sconsigliato ai lettori di B-book.

  • User Icon

    lena

    30/01/2008 23:29:53

    in tutto il libro regna quello stile tutto particolare che è caratteristico dell'autore, che non può essere confuso con nessun altro. è un po' meno complesso rispetto a Glifo e le sfaccettature comiche sono più marcate, cosa che rende difficile interrompere la lettura. sconsiglio quindi di leggerlo prima di andare a dormire, perché provoca insonnia e dipendenza.

Scrivi una recensione

Il romanzo narra la vicenda editoriale dello scrittore Monk Ellison, il quale ha pubblicato romanzi d'avanguardia senza successo che, per suo disgusto, si trovano in vendita sugli scaffali di letteratura afroamericana. In quanto nero, Ellison è esponente della letteratura nera suo malgrado, nonostante il suo agente consideri "troppo poco nera" la sua scrittura. Questo l'incipit di un romanzo sarcastico che denuncia il sistema editoriale, la mercificazione dell'opera d'arte, e l'incasellamento degli artisti in identità rigide e ben confezionate, utili per la selezione di un pubblico ignorante e politicamente corretto. L'autore attacca l'accettazione acritica nei confronti delle minoranze, quell'atteggiamento, però, incurante di scalfire l'involucro del singolo e di penetrare nel nucleo dell'identità individuale. Proprio l'identità, attraverso la mancata accettazione del protagonista di "indossare" solo quella di nero, diventa il tema principale di un romanzo scritto con maestria e disinvoltura. Alla vicenda dello scrittore viene sapientemente intrecciata quella della sua vita familiare (tra cui le difficoltà con il fratello gay intrappolato negli stereotipi dell'identità omosessuale), la quale permette a Percival Everett di far emergere la coscienza del protagonista, le riflessioni circa l'arbitrarietà del linguaggio (con pregevole riferimento a Finnegans Wake), la poesia dei momenti lontani che, attraverso il ricordo, si cristallizzano nell'anima della memoria. Ottima infine la traduzione, capace di rendere la molteplicità degli stili e dei registri utilizzati: scrittura diaristica, saggio accademico, lettere d'amore manieristiche, e il gergo del ghetto presente nel pessimo romanzo black underground che Monk pubblica con pseudonimo, e che Percival Everett riporta interamente. Questo, l'unico romanzo che gli conferisce il successo, nasce come sprezzante risposta all'industria editoriale, la quale dimostra così di preferire lo stereotipo sterile alla vibrante descrizione della coscienza. Cancellazione è dunque un romanzo ferocemente politico pur non trattando di politica, un romanzo profondamente "nero" pur non essendolo affatto.   Federico Sabatini