Traduttore: M. Bosonetto
Editore: Instar Libri
Collana: I Dirigibili
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 15 gennaio 2007
Pagine: 312 p., Brossura
  • EAN: 9788846100849
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    Orlando Swinton

    23/01/2010 21:18:46

    Non è facile sentirsi diverso, per il protagonista di questo romanzo. Thelonius Ellison è diverso dalla sua famiglia. E' diverso dai suoi colleghi scrittori. E' diverso dai 'neri americani' come lui. E' diverso dai suoi lettori. E forse è diverso anche da ciò che pensa di essere. Allora, per leggere questo romanzo che diverte, appassiona, provoca, scuote, dovete essere pronti a sentirvi diversi una volta che lo avrete letto. Vivamente sconsigliato ai lettori di B-book.

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    lena

    30/01/2008 23:29:53

    in tutto il libro regna quello stile tutto particolare che è caratteristico dell'autore, che non può essere confuso con nessun altro. è un po' meno complesso rispetto a Glifo e le sfaccettature comiche sono più marcate, cosa che rende difficile interrompere la lettura. sconsiglio quindi di leggerlo prima di andare a dormire, perché provoca insonnia e dipendenza.

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Il romanzo narra la vicenda editoriale dello scrittore Monk Ellison, il quale ha pubblicato romanzi d'avanguardia senza successo che, per suo disgusto, si trovano in vendita sugli scaffali di letteratura afroamericana. In quanto nero, Ellison è esponente della letteratura nera suo malgrado, nonostante il suo agente consideri "troppo poco nera" la sua scrittura. Questo l'incipit di un romanzo sarcastico che denuncia il sistema editoriale, la mercificazione dell'opera d'arte, e l'incasellamento degli artisti in identità rigide e ben confezionate, utili per la selezione di un pubblico ignorante e politicamente corretto. L'autore attacca l'accettazione acritica nei confronti delle minoranze, quell'atteggiamento, però, incurante di scalfire l'involucro del singolo e di penetrare nel nucleo dell'identità individuale. Proprio l'identità, attraverso la mancata accettazione del protagonista di "indossare" solo quella di nero, diventa il tema principale di un romanzo scritto con maestria e disinvoltura. Alla vicenda dello scrittore viene sapientemente intrecciata quella della sua vita familiare (tra cui le difficoltà con il fratello gay intrappolato negli stereotipi dell'identità omosessuale), la quale permette a Percival Everett di far emergere la coscienza del protagonista, le riflessioni circa l'arbitrarietà del linguaggio (con pregevole riferimento a Finnegans Wake), la poesia dei momenti lontani che, attraverso il ricordo, si cristallizzano nell'anima della memoria. Ottima infine la traduzione, capace di rendere la molteplicità degli stili e dei registri utilizzati: scrittura diaristica, saggio accademico, lettere d'amore manieristiche, e il gergo del ghetto presente nel pessimo romanzo black underground che Monk pubblica con pseudonimo, e che Percival Everett riporta interamente. Questo, l'unico romanzo che gli conferisce il successo, nasce come sprezzante risposta all'industria editoriale, la quale dimostra così di preferire lo stereotipo sterile alla vibrante descrizione della coscienza. Cancellazione è dunque un romanzo ferocemente politico pur non trattando di politica, un romanzo profondamente "nero" pur non essendolo affatto.   Federico Sabatini