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Henning Mankell

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Edizione: 3
Anno edizione: 2006
Pagine: 312 p. , Brossura
  • EAN: 9788831789547

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    ferruccio

    15/11/2013 14.00.49

    Il delitto, il complotto e ideali opposti, fanno da cornice a questo romanzo che ha luogo in Svezia e nei paesi baltici in quel clima politico-sociale caratteristico dell'inizio degli anni '90. Un commissario della polizia svedese è, suo malgrado, coinvolto in uno scontro tra fazioni che anelano alla libertà e altri che vogliono continuare a usufruire di certi privilegi acquisiti tramite il vecchio regime che mostra segni di cedimento. Le varie ambientazioni sono molto dettagliate tanto da potersi immedesimare nelle atmosfere reali in cui vive una certa popolazione; ben scritto con finale a sorpresa.

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    P.G.

    06/07/2013 21.02.05

    Dopo un giallo "sociale" uno "politico". Dai temi dell'integrazione e del razzismo a quelli della caduta del muro di Berlino e dei dilemmi postideologici. Mankell dimostra ancora una volta di essere uno scrittore vero, uno che osa al di là della narrativa di genere. Vuole fare letteratura e ci riesce. Una storia più incisiva della precedente, che fa riflettere ed interroga pesantemente le nostre coscienze addormentate.

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    daniela

    09/11/2011 14.16.31

    E' il terzo lbro che leggo di questo Autore. La trama mi è piaciuta molto, o meglio, ho appzzato particolarmente l'ambientazione e la sfumatura stile spy-story che Mankell ha dato alla trama. Come anche negli altri libri dello scrittore, ho sempre la sensazione che le premesse siano quelle di un vulcano che sta per esplodere e poi si rivela essere un fuoco più modesto. A pensarci bene questo è anche il suo bello: i casi di Wallander sono molto umani e terreni, sono trattati tutti come le indagini che possono capitare ad un qualsiasi commissario di città reali. Continuerò a seguire il commissario in tutte le sue avventure

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    silvia

    29/07/2011 11.07.09

    Mi è proprio piaciuta questa seconda indagine del commissario Wallander! Trama molto sostenuta dall'inizio alla fine, con tanti e interessanti riferimenti alla situazione dei paesi del Baltico rispetto all'egemonia totalitaria dell' Unione Sovietica. Mankell si fa apprezzare per l'inventiva delle storie, i personaggi ben caratterizzati ( alcuni molto " forti " ) e il panorama socio - politico in cui si muovono, stimolando il lettore a documentarsi alla fine della lettura. Spunti di riflessione, non pedanteria. I romanzi di Mankell sinora mi sono piaciuti perchè li sento molto europei, senza quei dialoghi e quelle soluzioni all'americana di cui è piena molta narratica contemporanea. Forse la dimamica finale sul tetto fa un po' l'occhiolino a questi ritrovati, ma è proprio un peccato veniale!!!

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    jane

    22/07/2011 09.25.48

    L'avevo sentito decantare come il miglior Mankell, ma sono rimasta delusa : noiosetto e ripetitivo, senza il fascino di altri episodi.

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    pasquale

    22/07/2011 01.12.43

    Mankell non si smentisce mai. Avvincente sino alla fine ! 5 pieno.

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    Maurizio Ricci

    05/04/2011 11.24.30

    Un avvio sfolgorante ed un'ottima prima parte, poi l'Autore si lascia prendere un po' troppo la mano dal clima politico (siamo nei primi anni '90, non dimentichiamo) e dagli eventi che descrive, addentrandosi troppo nelle perigliose acque dello spionistico d'azione; purtroppo, senza la lucidità e la padronanza della materia di specialisti quali John Le Carrè, è difficile mantenere il giusto equilibrio. Curiosamente, anche il personaggio capostipite della progenie di investigatori nordici, il Martin Beck di Maj Siöwall e Per Wahlöö, nella sua seconda apparizione ("L'uomo che andò in fumo, 1966) si trova coinvolto in una vicenda di spionaggio fuori dai confini svedesi: forse un ulteriore omaggio del buon Mankell ai suoi - dichiarati ed inevitabili - Maestri?

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    marco b.

    20/02/2010 18.30.36

    Devo dire decisamente noioso.Per carità un libro che si lascia leggere senza troppa fatica, ma se siete abituati al ritmo dei thriller americani lasciate perdere questo libro.Ho visto in altri commenti che in questa avventura di Wallander c'è più azione che in altre, bè allora siamo messi male.Raramente ho trovato cosi poco ritmo e cosi tante ripetizioni in un thriller, se avesse avuto 4 o 500 pagine probabilmente non l'avrei finito!

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    viola

    26/01/2010 11.35.56

    ho deciso di leggere in ordine cronologico le storie di wallander e devo dire che ho amato molto "assassino senza volto" ma "i cani di riga" mi è piaciuto di più. maestria nell'unire al poliziesco la spy story contornata dagli avvenimenti socio-politici nella lettonia del dopo muro di berlino. l'ho trovato ben scritto, magistralmente costruito, ricco di colpi di scena e non si può non amare il commissario wallander. da leggere...

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    Francesco

    01/07/2009 16.38.25

    Ho trovato questo libro parecchio noiosetto. Per fortuna nelle ultime 100 pagine circa si è abbastanza ripreso tenendomi piu' incollato alle pagine.

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    fabrizio

    02/07/2008 17.49.06

    Primo libro dell'autore da me letto.Ottimo poliziesco, con una partenza molto legata ai cliché dei commissari di carta (sembra quasi un Montalbano al gelo), che con il trasferimento a Riga si eleva ben al di sopra dei romanzi di genere, trasferendoci un senso di straneamento e di incertezza magistrali. consigliato

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    Franco Ciech

    01/07/2007 19.58.22

    Era da tempo che un libro non mi prendeva così. Finito in 2 gioni, che per me è un record. L'ho trovato avvincente e bello: a mio avviso un gran bel giallo.

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    Giuliopez

    10/04/2006 12.19.31

    Avevo già commentato per ibs questo libro, prima che Marsilio lo ripublicasse nella nuova "veste" dei romanzi di Mankell. Ribadisco che si tratta di un grande romanzo da leggere come secondo della serie (dopo assassinio senza volto). Gli scenari sia svedesi che di Riga sono magnificamente descritti, Wallander è come sempre umano...

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